Biglietto di terza classe: (Collana Gli scrittori della porta accanto) di Silvia Pattarini

Lina ha poco più di vent’anni. Per sfuggire alla miseria lascia la sua Valtrebbia, si imbarca sulla Prinzess Irene per New York, inseguendo il sogno di una vita migliore.

Il viaggio in mare aperto non è confortevole ma pieno di insidie e di pericoli.

Il 25 febbraio 1904 sbarca a Ellis Island – L’isola delle lacrime. Dopo umilianti controlli l’attende la estenuante ricerca di un lavoro, la non facile esistenza da cittadina americana. Non sa ancora cosa il destino ha in serbo per lei e per chi le sarà a fianco: affronta le contraddizioni di un grande paese, la lotta per i diritti della donna, lo sfruttamento del lavoro minorile. Troverà l’amore della sua vita, ma dovrà pagarlo a caro prezzo.

  • Editore ‏ : ‎ PubMe (15 luglio 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 384 pagine

Recensione a cura di Jessica Pennini

Oggi vi parlo della storia di Lina, una ragazza italiana che emigra in America per sfuggire alla povertà che caratterizza la sua vita. 

Lina è un personaggio che mi ha subito colpita per la sua forza e la sua determinazione. La vita è stata crudele con lei fin da subito. Da bambina rischia di morire in seguito a una brutta caduta ma viene curata dalle suore di Rivergaro che si prendono cura di lei e le insegnano a 

leggere a scrivere, un privilegio raro per una ragazza di quei tempi, povera e senza mezzi. La famiglia, di umili origini, infatti tira avanti come può e Lina cerca lavoro per poter guadagnare qualcosa e raggiungere la sorella, già emigrata in America. All’epoca molti italiani raggiungevano questo continente lontano che prometteva condizioni di vita migliori. Il viaggio per raggiungerlo però non era dei migliori. I passeggeri di terza classe erano costretti a stare in condizioni igieniche disastrose e senza spazio sufficiente visto l’alto numero di persone presenti. 

Quando finalmente giungerà in America, Lina dovrà sopportare altre angherie che venivano riservate agli emigrati italiani, spesso trattati con disprezzo e sospetto. Ho adorato questo romanzo e il personaggio di Lina è stato un simbolo di speranza per coloro che vogliono migliorare il proprio futuro nonostante tutte le difficoltà da affrontare nel corso del cammino. 

Lo stile è molto scorrevole, incalzante ed è ben evidente l’impegno dell’autrice nel costruire questa storia, che ho trovato molto documentata e curata. 

L’autrice ha preso spunto dalla storia di sua nonna per scrivere questo romanzo e ho apprezzato molto la scelta dell’argomento su cui non avevo letto molto finora.

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