Blog tour: Il diario della verità perduta di Giacomo Fratini. “Tra scienza e religione”

Un dibattito molto importante, per certi versi ostico, quello che pone l’uomo al centro tra Scienza e Religione. 

Grazie al blog “Thriller Storici e Dintorni” che ha organizzato e ci ha coinvolto in questa avventura sulle tracce di un antico tesoro, un mistero e una verità che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità.

“Il diario della verità perduta” di Giacomo Fratini edito da Edizioni Efesto è un testo che, al di là della storia narrata in una Francia ottocentesca, ci pone di fronte a domande a volte scomode, ma necessarie alla nostra crescita umana, spirituale e di conoscenza.

“L’ultimo passo della ragione è di riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano”

Cercheremo di scoprire come una comunità dell’Ottocento poteva vedere la religione contrapposta alla scienza. Nei secoli precedenti l’uomo ha attraversato molte fasi che lo hanno portato dai miti, dalla magia, dal culto per la natura fino alle prime scoperte che furono dichiarate eretiche per il tempo che ancora non era maturo. Il tutto è sfociato

Caricatura di Darwin, 1874 [tratta da The London Sketch Book]
in anni di superstizione che si sono protratti sino a non molti decenni fa.

Il romanzo di Fratini è ambientato negli anni appena successivi alla pubblicazione di L’origine delle specie del naturalista inglese Charles Darwin. 

Darwin sapeva che le sue teorie sulle origini avrebbero potuto avere conseguenze tremende per la sua carriera e reputazione, avrebbe potuto essere tacciato come blasfemo.

«Non vedo alcun buon motivo per cui le interpretazioni fornite in quest’opera possano urtare la sensibilità religiosa di qualcuno.» (da L’origine della specie)

Come egli stesso aveva previsto, la sua teoria sull’evoluzione della specie provocò nella Chiesa e presso i conservatori un forte sdegno, che si espresse spesso in forma satirica.

Ora un breve viaggio nella storia…

“Fin dall’antico Egitto la piramide rappresenta il portale che conduce alla dimensione trascendentale, il mezzo per l’ascensione. La cosa fuori dal comune però è la cuspide, essa infatti è solitamente staccata dalla base del resto della piramide a simboleggiare il divario incolmabile tra essere umano e divinità”

Nell’Antico Egitto la religione era un insieme di riti e credenze, il tutto era volto a creare un equilibrio tra gli opposti. Gli dei erano inizialmente elementi della natura divenendo con il passare del tempo più complessi.

L’origine del mondo secondo gli antichi egizi variava a seconda del luogo e per fare solo un esempio a Menfi si credeva che il dio creatore fosse Ptah. Si credeva che egli stesso avesse creato ogni cosa pronunciandone il nome, attraverso quindi la “parola divina”. Gli dèi erano la parte centrale della vita quotidiana, come naturalmente della morte, il cui culto egizio era fortemente sentito.

Ma lo studio degli astri, quindi la scienza astrologica, per gli antichi egizi ebbe una valenza molto importante.  Non solo per la creazione di un calendario utile per le culture agricole, ma anche e soprattutto in funzione della loro religione, dei culti funerari infatti su alcuni sarcofagi sono state trovate dipinte alcune costellazioni.  La costellazione di Orione è utilizzata nei geroglifici delle scritture funerarie poiché si identifica con Orione, il dio dei morti. Non possiamo non ricordare che la posizione delle Piramidi di Giza è molto simile a quella delle tre stelle della cintura di Orione.

Pensate che curiosamente, ma non troppo, il termine “Alchimia” deve la sua origine all’egiziano Khem, che significa “Terra nera”, nome con cui era chiamato lo stesso territorio d’Egitto per via del colore nero del limo rilasciato dalle piene annuali del fiume Nilo

“Nonostante non sia mai diventato uno scienziato, in seminario ero malvisto da molte persone per via delle mie opinioni, per così dire progressiste, ma non ho mai avuto timore di dire ciò che pensavo. Dopotutto la scienza ci rivela quanto il creato sia vasto, vario e impeccabile io non ci vedo alcun affronto alla religione. L’uomo che ci piaccia o no, è solo un piccolo tassello in un disegno molto più esteso di quanto il nostro pensiero possa immaginare.”

Facciamo un grande passo in avanti, ne sono consapevole ma l’argomento è molto vasto purtroppo e cerchiamo di evidenziare dei punti che, come pioli, ci conducano a un dunque finale.

Nei primi secoli del Medio Evo ci fu una diffusione importane e rapida della religione cristiana che si andava sostituendo al paganesimo e alle religioni dei popoli barbari.

La Chiesa dopo il I° secolo d.c. aveva conquistato menti e anime degli uomini e il cristianesimo dopo l’Editto di Tessalonica aveva preso piede imponendosi sulle altre religioni, questo potrebbe essere spiegato tenendo conto del contesto storico dell’epoca. La crisi del mondo antico, le condizioni apocalittiche erano sufficienti per far sì che il messaggio cristiano di speranza e consolazione con un premio eterno potesse aprire una breccia e prendersi il suo posto nel mondo.

Il clero però non aveva al suo interno la medesima preparazione e in particolar modo il basso clero non sempre aveva gli strumenti per leggere le sacre scritture e  nemmeno conosceva a fondo la teologia. A contatto con i popoli e con le masse quindi giungevano informazioni non perfette portando inevitabilmente a dover “riempire” la sommaria verità di fede con pratiche magico-superstizione derivate dal paganesimo.

“Popolo di credenti, si dice volentieri, per caratterizzare l’atteggiamento religioso dell’Europa feudale. Se si intende dire così che qualsiasi concezione del mondo da cui fosse escluso il soprannaturale restava profondamente estranea agli spiriti di quell’epoca; che, più precisamente, la loro visione dei destini dell’uomo e dell’universo si inscriveva quasi unicamente nel disegno tracciato dalla teologia e dall’escatologia cristiana, nelle loro forme occidentali, nulla di più esatto.” (M. Bloch, La società feudale, 1949 Einaudi, p.100)
Tipica di tutto il Medio Evo è una visione metafisica del mondo. “Tutto è permeato dalla religione” (Hauser) .

Essere cristiani non significava altro che partecipare alla stessa atmosfera mentale, condividere la stessa visione del mondo. Si avvertiva profondamente il rapporto col soprannaturale, il mondo terreno era considerato il riflesso del mondo spirituale, visioni, sogni, miracoli erano fenomeni comuni con cui quegli uomini convivevano quotidianamente. Per quanto riguarda il lato scientifico sarebbe meglio definirlo filosofico e di ricerca per le conoscenze empiriche per questo particolare periodo che poi nel Rinascimento inizierà il suo percorso verso la rivoluzione scientifica.

Se nel Medioevo pensiamo al diavolo gli diamo la forma di un animale, il serpente e la capra erano simboli pagani e così per la chiesa è stato un buon gioco associarvi la figura del demonio.

Il Rinascimento, epoca di rinascita, non vede il demonio rappresentato nell’arte, diventa si può dire “invisibile”. Nel 2011, pensate, è stata trovata, nascosta, l’immagine di Satana in un affresco di Giotto all’interno della Basilica di San Francesco. Come a voler significare che nel Rinascimento si era consapevoli della sua presenza, del diavolo, ma si celava.

“Un uragano improvviso si è abbattuto sui miei progetti, le mie aspettative, spazzandoli via e lasciandomi nient’altro che lo spettro dei miei sogni. Devo affidarmi arrendevolmente al divenire come un cieco al suo bastone, ma con la sicurezza che in ogni evento si cela la saggezza di Dio.”

Dal punto di vista religioso vi era una Chiesa corrotta si era in procinto di andare incontro a una riforma volta a rinnovare e ripensare la Chiesa.

Lo stesso rinnovamento lo troviamo in ambito scientifico e pensiamo a grandi del tempo; la magia e l’alchimia tornano in auge anche supportate da uomini di chiesa quali Bacon, D’Aquino. Allo stesso tempo le famiglie più potenti dell’epoca (Medici, Sforza, Gonzaga,etc..) ne incoraggiano gli studi. E’ un’epoca in cui grandi astronomi e matematici come Keplero e Copernico danno alla luce trattati e opere importanti.

“Annientando il suo primo antagonista infatti, il Nostro Signore, negherebbe a noi umani la più grande dote che abbiamo, quella che ci differenzia dagli animali, il libero arbitrio.”

Una nota di spicco, che non posso omettere, è naturalmente legata alla caccia alle streghe, terminata alla fine del 1700 circa. All’interno del cattolicesimo alcuni dubitavano dell’esistenza di streghe, stregoni e demoni considerando tali credenze solamente superstizioni; ve ne erano però altrettanti, che invece ci credevano.

L’epoca in cui è ambientato “Il diario della verità perduta” è di un paio di secoli successivo, ma il clima di superstizione è comunque rimasto (lo è ancora oggi se ci pensiamo, seppur molto meno)

Ora vi vorrei parlare di un simbolo e un evento.

  • Il pentacolo.

E’ un simbolo magico, una stella a cinque punte con la punta rivolta verso l’alto. Rappresenta il microcosmo e il macrocosmo, in sostanza tutto il creato e non è un simbolo negativo, le cinque punte del pentagramma interno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell’acqua, dell’aria, del fuoco, della terra e dello spirito; venne riconosciuto solo successivamente come diabolico.

Per i satanisti che ne giustificano il loro uso con le due punte verso l’alto, indicando che il pentacolo rovesciato rappresenta l’energia che discende dall’alto andando a potenziare l’anima dell’uomo. Un rifiuto da parte dell’uomo di sottomettersi a una divinità.

  • Fuochi fatui

Vengono anche chiamati corpi santi, sono fiammelle solitamente di colore blu che si scorgono nelle sere calde in luoghi come cimiteri e paludi.

La superstizione e la letteratura ne ha lungamente parlato nei secoli e ancora fino a qualche decennio fa. Oggi i metodi di sepoltura sono molto diversi dal passato.
Si tratta di fiammelle derivate dalla combustione del metano e del fosfano dovuta alla decomposizione di resti organici. Corpi umani, per esempio, conservati in bare che, come spesso avveniva in passato, non siano state ben sigillate, quindi con conseguente fuoriuscita del metano originato dalla decomposizione della salma.
Molte leggende si ricordano, una nordica indica che seguendoli si trovi il proprio destino.

 

Lasciamo ora la parola a “Paper Purrr” per l’intervista all’autore nella giornata di domani 11/04/2019.

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