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Comprare piacere – Marzio Barbagli

Recensione a cura di Sara Valentino

Marzio Barbagli, professore all’Università di Bologna, ha pubblicato numerosi saggi, l’ultimo è un trattato storico e sociale sul mercato del sesso. Ne ripercorre luoghi ove fu praticato, leggi, tolleranze, clienti e problematiche di natura sociale e sanitaria. Un testo corposo che può essere utilizzato per studio ma anche per diletto a scopo informativo e divulgativo. Il linguaggio utilizzato è curato e lineare, desidero sottolineare che non è assolutamente ostico come accade in altri testi di saggistica.

Nell’introduzione viene spiegato come l’espressione “professione più antica del mondo” in realtà è stata introdotta solo nel 1888 da Rudyard Kipling per raccontare le vicende di Lalun, una prostituta indiana, affermata in tutto il mondo.

Il saggio “Comprare piacere” contiene, al suo interno, una sezione di fotografie che illustrano scene di bagni pubblici, piuttosto che le pene inflitte agli adulteri. Alcune le ho salvate per utilizzarle a cornice della recensione. Tra queste la sublime La conversione della Maddalena di Artemisia Gentileschi.

Ogni capitolo meriterebbe un approfondimento, sono tutti ricchi di notizie e nozioni che non è facile renderne un quadro completo. Ho pensato di dedicare un articolo, che trovate a questo link, sul mal francese.

La particolarità del testo di Barbagli è di tessere una tela che prende avvio dal Medioevo fino a giungere ai giorni nostri, un filo sottile ma resistente accompagna tutta la narrazione.

Ho trovato interessante leggere di come per tutto il Quattrocento la maggior parte delle città italiane e spagnole continuò a promulgare leggi per la prostituzione clandestina. La presenza delle meretrici clandestine era favorita da proprietari di taverne e immobili che approfittavano della loro presenza per guadagnare maggiormente dalla loro attività. Ecco perchè questi settori vennero colpiti dalle autorità di diverse città. Sempre nel Quattrocento, chiamato anche il “secolo dei bordelli”, in Europa il processo di istituzionalizzazione dell’offerta del sesso commerciale ebbe il maggior sviluppo. Questo però non avvenne nello stesso modo in tutte le città d’Europa e nel saggio viene lungamente e approfonditamente spiegato in che misura si distribuì.

Vi erano poi regole per tutti, legate alla fede ad esempio e dunque come erano vietati i matrimoni misti così anche i rapporti sessuali a pagamento tra fedeli e infedeli. Regole per i clerici, per gli uomini sposati e dunque queste meretrici per chi erano? per chi lavoravano?

“Tutte le meretrici erano accessibili a tutti e per questo erano chiamate donne comuni. Ma quelle dei postriboli lo erano ancora di più. Esse cioè non potevano negarsi a un uomo perchè era brutto, insopportabile o maleodorante. Per questo, quando si diffuse la voce che le donne del bordello avevano i loro preferiti, ai quali riservavano un trattamento molto migliore che agli altri clienti, il Consiglio di Norimberga pose fine a quest’uso decretando che esse dovevano essere disponibili per tutti quelli che pagavano. Ma realmente di tutti queste donne non erano.”

Altro punto che trovo interessante condividere riguarda i segni distintivi. Infatti alcuni sovrani non solo vietavano alcuni ornamenti o alcune vesti alle meretrici, ma imposero un marchio distintivo, qualcosa di inequivocabile. Un segno di riconoscimento, è vero, ma anche che le esponeva al pubblico disprezzo. Poteva trattarsi di un colore da portare indosso come nastrino, mantello o cordino; non fu sempre lo stesso colore, in alcune città venne scelto il giallo. In altre città venne utilizzato come segno distintivo un tipo di abito, anche un accessorio. A Faenza nel Cinquecento dovevano avere il capo velato e recare un canestro in mano. Vi furono trasgressioni, multe e processi.

La lettura di “Comprare piacere” non è solamente uno studio, benchè approfondito, sull’argomento del meretricio inteso come professione ma anche un trattato degli eventi storici, delle leggi e dell’evoluzione della società.

Facendo altri esempi mi focalizzo sulla presenza delle donne al seguito degli eserciti. “.. le donne sono state una presenza abituale, vistosa e vitale negli eserciti che scorrazzavano l’Europa, che senza di loro sarebbero stati molto meno efficienti e forse non sarebbero sopravvissuti”. Troviamo riportate alcune illustrazioni di artisti tedeschi e svizzeri dei soldati e delle loro compagne.

Vengono inoltre trattati altri diversi altri argomenti: i sodomiti, le cortigiane, l’avvento della riforma e così anche dell’Inquisizione. Molto interessante.

Quello di vendere il proprio corpo è stato definito il mestiere più antico del mondo, intendendo che sia una pratica originata da primari appetiti fisiologici del maschio e dunque immutabile. In realtà il commercio del sesso ha una storia che evolve nel tempo seguendo le variazioni della domanda e dell’offerta e sotto l’influenza di molteplici fattori: cresce nel Medioevo con lo sviluppo delle città e dell’economia, si contrae nei paesi protestanti, fiorisce con lo svilupparsi degli eserciti, si espande nell’età industriale toccando il suo apice a fine Ottocento, declina nell’ultimo secolo. Attraverso il mercato del sesso, di cui è parte importante anche la prostituzione maschile, questo libro racconta l’evoluzione dei costumi sessuali studiandola nei comportamenti, nelle leggi, nel dibattito morale e religioso, nella più generale evoluzione della società.

  • Editore : Il Mulino (15 ottobre 2020)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 672 pagine

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