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DELITTI ARTICI di Marialuisa Moro

Chi ha letto PUZZLE, ambientato a pochi chilometri da Capo Nord, sa di chi parlo. Per chi non lo conoscesse già, entra in scena il commissario Stig Olsen. Dopo la soluzione del caso più sanguinario e orripilante della sua carriera, “il caso del macellaio di Gjesvᴂr”, così definito perché l’assassino tagliava a pezzi le sue vittime per ricomporle in un orrido puzzle, il commissario Stig Olsen, emotivamente devastato e ferito in ciò che aveva di più caro, si trasferisce a Tromso per cambiare aria. In quella città, che da principio gli pare priva degli stimoli di cui ha bisogno per distrarsi e lo fa pentire della sua scelta, si troverà ben presto ingaggiato in una lotta corpo a corpo con gli spettri del passato, travolto da una spirale di odio e di satanica follia, in un ruolo nuovo per lui: quello di vittima designata.

Recensione a cura di Isabella Novelli 

Un ragazzino uccide il proprio fratellino disabile seppellendolo nella neve e mettendogli una palla di neve in bocca , soffocandolo.
Tempo dopo, Stig Olsen, un commissario di polizia norvegese, viene coinvolto nelle indagini che riguardano l’uccisione della sua ex – moglie, Emma, con cui aveva diverse incomprensioni

“Emma non ha mai accettato di buon grado i limiti imposti dal mio mestiere, avrebbe dovuto sapere cosa significasse sposare un poliziotto, per lei la vita era come un gioco, una perenne vacanza… “

Questa volta però lui inizialmente diviene uno dei sospettati. La notte della scomparsa della moglie, risulta infatti una sua telefonata alla vittima, per un ultimo appuntamento tra ex coniugi che però Stig nega di aver mai avuto. Qualcuno deve aver imitato alla perfezione la voce del poliziotto con un marchingegno apposito, ma nessuno sa in qual modo sia riuscito a farlo.
A Stig, troppo coinvolto emotivamente con la vittima, viene tolta l’inchiesta, ma lui, con l’aiuto della sua collega Mina Halvorsen continua ad indagare.
Tra un susseguirsi di colpi di scena si dipana la vicenda che assume contorni sempre più foschi, tra un omicidio e un altro ad opera di uno psicopatico che si sente guidato da Satana, “Il mio peggior nemico e la puttanella da quattro soldi se la spassando in città. Sarà per poco…. Lui mi ha detto cosa fare, e io eseguiro’ gli ordini come sempre”,  che sembra essere imprendibile.
In un crescendo di suspense, si arriva ad un appassionante finale dove tutto avrà finalmente soluzione. Questo thriller di Marialuisa Moro risulta molto appassionante e ricorda molto da vicino la narrativa nordica di Mankell con il suo Wallander.
Un giallo avvincente, da leggere tutto d’un fiato che risulta essere coinvolgente sia nelle ambientazioni sia nei personaggi, che riservano sino all’ultimo istante, sempre molte sorprese. Una lettura scorrevole e piacevolissima, un immenso tuffo nel mistero che va ad arricchire con la sua prosa fluida e accattivante il mondo del noir.

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