Di gelo e di fuoco. Un incredibile viaggio di mille anni lungo la via francigena di Pierluigi Fabbri, Fabrizio Fangareggi, Guido Fiandra, Andrea Zauli

È la notte del 17 dicembre 1899, manca una settimana all’inizio del Giubileo Secolare, quando Francesco, ottantenne abate di San Filippo al Marta, apre il portoncino del monastero e accoglie quattro viandanti che hanno percorso la Via Francigena diretti a Roma. Per gli abiti che indossano i viaggiatori sembrano provenire da epoche differenti, ma Francesco li accoglie amichevolmente senza stupirsene. Com’è possibile che al cospetto dell’abate ci siano nello stesso momento il vescovo inglese Sigerico di Canterbury dal 990; la vedova e analfabeta castigliana Maria Rodriguez dal 1350; il nobile capitano di ventura tedesco Goetz Von Berlichingen dal 1550; e il mercante di vini ed ex rivoluzionario francese Jean Baptiste Fournier dal 1825? E per quale sortilegio, contemporaneamente all’arrivo dei quattro viandanti, preannunciato da sangue ed eventi inquietanti, è apparso il Diavolo a minacciare le vite di tutti loro?

Copertina flessibile: 520 pagine
Editore: David and Matthaus (27 marzo 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8869841782
ISBN-13: 978-8869841781

Recensione a cura di Alberto Bonechi

Iniziamo con l’autore, o meglio gli autori, visto che l’ideatore del romanzo è stato aiutato da altre tre mani.
Guido Fiandra,nasce a Genova nel 1946, vive e lavora a Roma.
Sceneggiatore, regista, autore televisivo e anche docente di cinema, aiutato nello sviluppo del libro da Andrea Zauli, romagnolo che vive tra Faenza e Roma dove lavora nel cinema e TV.
Pierluigi Fabbri, assicuratore emiliano innamorato di storia fin da piccolo scrive romanzi storici e fantastici, si cui , il confine del buio, scritto con un altro autore di questo romanzo, Fabrizio Fangareggi, modenese amante della letteratura, ha scritto romanzi e racconti, nel ,2014, vince il premio letterario Cittadella.
“Di gelo e di fuoco” è un romanzo storico, fantastico, giallo, ci sono tutti questi ingredienti nello sviluppo di esso.
Siamo dentro la storia, ma per i personaggi e le immagini oniriche, potremmo essere in un fantasy, indubbiamente anche giallo, per la serie di delitti perpetuati da una misteriosa mano.
Il romanzo si snoda attraverso la via Francigena ed ha un punto d’arresto nell’abbazia di San Filippo al Marta in provincia di Viterbo.
1899, ultimo anno del secolo XIX.
Abate Francesco la sera si trova nel suo ufficio, dove intravede nell’ombra una strana figura, mentre sta realizzando cosa fare, viene chiamato per l’arrivo al convento di una persona, un viaggiatore che arriva dall’Inghilterra.
Poi nello scorrere della notte ne arriveranno altri, dalla Francia una donna,un mercante di vini francese e dalla Germania un soldato.
La strana figura si aggira tra le buie stanze dell’ abbazia, e solo Francesco la vede fino alla scoperta di un grave evento in cui i protagonisti della storia conosceranno i fatti, di cui l’abate
è il protagonista assoluto. I tragici fatti che porteranno il lettore all’incredibile epilogo, saranno contornati dai racconti dei viandanti, che pian piano, svelano il viaggio intrapreso, in viaggio non solo esterno ma anche nel profondo del loro io.
È un libro piacevole per niente banale, un viaggio anche dentro noi stessi, non ci sono tempi morti un romanzo sempre in movimento che ti accompagna fino all’ epilogo dove sarà la redenzione.
Interessante sotto il profilo storico,e sul piano umano,non posso che consigliarne la lettura,a tutti perché abbraccia diversi generi in un unica storia.

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