Dove Aspetta la tempesta. Un pirata sulla rotta di Calico Jack – Carla Marcone

Trama

Plymouth, alle soglie del Settecento. Dalle alte scogliere, Hey e Hasim contemplano la baia. Sognano una vita per mare, al quale sentono di appartenere, ma vivono di espedienti, e gli espedienti, si sa, portano ai pericoli. Quando nel porto ormeggia la maestosa Adventure Galley, il loro sogno sembra essere più concreto. Il destino, però, è beffardo e imprevedibile e su quella nave, comandata dallo scozzese William Kidd, uno dei corsari più temuti, salirà solo Hey. Tra bucanieri in cerca di tesori misteriosi, corsari avidi di bottini e filibustieri bellici, Hey vive numerose avventure. Ma non c’è mare abbastanza vasto per nascondere qualcosa di irrisolto: il ritorno a casa gli mostrerà un mondo diverso, e ancora una volta il suo destino e quello di Hasim incroceranno la rotta di altri pirati e di altri vascelli, come quello di Calico Jack, e questa volta tutto cambierà per sempre fino a sciogliere un nodo troppo a lungo trattenuto. Carla Marcone torna al romanzo di ambientazione storica. Preparatevi a levare l’ancora e a salpare.

Copertina flessibile: 336 pagine
Editore: Scrittura & Scritture (21 marzo 2019)
Collana: Voci
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8885746101
ISBN-13: 978-8885746107

Link d’acquisto: Dove aspetta la tempesta.

a cura di Sara Valentino

“Ma questo era il mio destino. Tutti ne abbiamo uno”

Prima di salpare sulla nave battente bandiera nera con un teschio e due tibie incrociate, sediamoci a riva a guardare l’immensa distesa blu del mare. Sono stata a guardare il mare con i due protagonisti: Hey e Hasim, dove aspetta la tempesta. In questa parte del titolo, nei loro occhi fissi all’orizzonte, ci siamo noi, noi tutti con i nostri desideri, le nostre speranze, le paure, gli amori, gli addii… tutto questo, ogni volta che volgiamo gli occhi al mare, glielo affidiamo.

La storia di Hey e Hasim nasce a Plymouth nei primi del Settecento, nell’ansa e nella baia si infrangono come onde le loro vite, si incontrano, è una storia di amicizia, e molto oltre, una storia di grandi sentimenti. L’amore, l’amicizia quelli veri non conoscono le barriere del tempo e dello spazio perché hanno un posto speciale dove rifugiarsi: il cuore.

Hey nasce da Mary, una donna delusa, illusa, ingannata dagli uomini e dalla vita, corrosa dalla rabbia che la rende sadica, vendicativa e arida. Hey non ha mai avuto il suo amore, ha rivendicato il suo affetto, l’ha amata sopra ogni cosa e ha cercato di diventare ciò che aveva creduto di poter essere per farla felice. “Il fiore più bello tra i fiori più belli, presto sarebbe stato reciso e un fiore reciso e abbandonato appassisce in fretta” . Come ci cambia la vita, come ci umilia la crudeltà, e come tutto questo a volte ci chiude il cuore. Le parole, valgono come il vento e le promesse sciolte come neve al sole. 

“E certe volte mentire a se stessi rende più semplice assolversi”. Questo figlio, Hey, un figlio che non voleva, un figlio costretto a vivere una vita non sua era ciò che le restava di un sogno infranto.. credo di aver sentito il dolore di Mary fin dentro l’anima con la stessa potenza con cui ho amato la forza di Hey di non demordere mai. Avrebbe voluto regalare a sua madre di vederlo uomo tra gli uomini, avrebbe voluto che lei gli chiedesse perdono, che lei si potesse pentire …avrebbe voluto solo un abbraccio perché il suo amore per lei era immenso. Lo strazio per i lettori è palpabile.

“Le migliori prediche vengono fatte dai pulpiti peggiori” e “Non si può mentire alla verità, Hey”

Hey prende il mare e per uno scherzo del beffardo destino sale a bordo della nave di William Kidd, ma da solo.Hasim rersterà a Plymouth, il nero gabbiano sconterà una pena dolorosa, lacerante, aberrante.

Sono gli anni in cui l’Inghilterra non disponeva di sufficienti forze navali per sostenere i conflitti e crearsi un posto nel monopolio commerciale, è il tempo delle guerre di corsa. Il romanzo d’ambientazione storica tocca la storia di quattro importanti pirati, magistralmente la Storia si fonde con la storia in una narrazione sensazionale, come solo la penna di Carla Marcone sa fare. Il suo dono è la poesia vergata tra le pagine, mi ha “costretta” a sottolineare molti passaggi, vere pillole. Trascina il lettore di forza tra le pagine e nelle vite dei personaggi con la maestria che la contraddistingue nel saper calcare la mano per imprimere ogni emozione nella mente del lettore.

Tra le peggiori bettole, possiamo aggirarci indisturbati assaporando boccali di whiskey, rum, le luride bocche da taverna esalano fetidi odori, le parole sono volgari e brutali, il clima e l’atmosfera sono resi davvero magnificamente anche per noi che magicamente ci troviamo seduti alla taverna “Ai tre cavalli”.

“Increspature di luce si riflettevano lungo la superficie lucida del ponte, il vocio d’ordini e d’imprecazioni si sovrapponeva allo scrocio dell’acqua e delle risate. Ebbe la sensazione d’avere davanti un’esistenza più ampia, più intensa”

Non riesco a lasciare questa scogliera, questo mare, le avventure sulle navi, i pirati e la peggior feccia, ma anche quelli che si sono pentiti. Sono stata sotto il patibolo, cappi al collo.. topi nella stiva, cibo rancido, razioni.

Guardo il mare, sento i gabbiani, le voci, un brivido è quello che mi è rimasto, occhi commossi per aver vissuto mille avventure, aver conosciuto Kidd, Calico Jack e Bonny essere stata “ospite” a bordo anche come mozzo… fisso lo sguardo all’orizzonte Dove aspetta la tempesta.

“Lo aveva aspettato ogni istante quell’istante, ma ormai il desiderio immenso quanto il mare si era prosciugato, divenendo un’onda sorda che non riusciva più a sentire”

 

 

 

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