Ero cattivo – Antonio Ferrara

Trama

Angelo, ragazzino cinico e violento appena uscito da una brutta storia, deve trascorrere un periodo di recupero. Padre Costantino, responsabile della comunità, ha fiducia in tutti i ragazzi, ma per crescere si deve avere un obiettivo. Angelo dovrà imparare che tutti abbiamo in mano il nostro destino, ma che questo comporta grandi responsabilità. Lui e il suo piccolo gruppo affronteranno la violenza, ma anche la poesia della vita. Dovranno superare il terrore di sentirsi soli. Ma per una volta fra gli adulti c’è qualcuno pronto ad ascoltare. Età di lettura: da 10 anni

Link d’acquisto:Ero cattivo

 

Copertina flessibile: 224 pagine
Editore: San Paolo Edizioni (1 novembre 2013)
Collana: Narrativa San Paolo ragazzi
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8821578429
ISBN-13: 978-8821578427

a cura di Cascasi Monica

“Ero cattivo”, un libro triste che allo stesso tempo ci porta a contatto con una realtà di cui a volte non immaginiamo nemmeno l’esistenza. Questa è la realtà in cui molti ragazzi vivono e spesso non vengono aiutati adeguatamente.
Angelo, in questo libro, ci racconta la sua vita in comunità ma, allo stesso tempo, ci parla del suo passato crudele e triste, i suoi genitori non gli hanno mai voluto bene e questo porta Angelo a diventare un cattivo ragazzo, che in realtà non è.

Angelo per la prima volta nella sua vita capisce che essere cattivo non è una buona cosa, che le azioni che fa, anche apparentemente innocue e divertenti, possono seriamente finire in una tragedia. La vita in comunità gli farà incontrare persone che hanno dei problemi diversi dai suoi, ma comunque che portano a sofferenze e tristezza.

La vita in comunità non sarà facile per lui, ma Padre Costantino è un grande uomo e sa come aiutare i ragazzi che hanno avuto un passato turbolento, il suo più grande insegnamento è quello di avere un sogno e cercare con tutte le proprie forze di raggiungerlo…
Riportata all’inizio del libro una bellissima citazione di “Danilo Dolci”, che ci conduce al personaggio di Padre Costantino, colui che sa, con pazienza, educare i ragazzi, li sogna adulti come persone migliori e soddisfatte di ciò che sono:

”A Velia, che ha tutta quella forza dolce.
C’è chi insegna guidando gli altri come cavalli, passo per passo: forse c’è chi si sente soddisfatto così guidato.
C’è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo: c’è pure chi si sente soddisfatto essendo incoraggiato.
C’è pure chi educa, senza nascondere l’assurdo ch’è nel mondo, aperto a ogni sviluppo ma cercando d’esser franco all’altro come sé, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato”

Questo libro lascia un’impronta che difficilmente si dimentica, ti trasporta nella vita di una persona che emotivamente è distrutta e ti fa capire che la vita, se pur difficile, può migliorare. Molti insegnamenti che Padre Costantino lascia ad Angelo sono utili anche per chi non ha una vita così difficile, lui suggerisce che bisogna avere un sogno e bisogna fare qualunque cosa per raggiungerlo, se pur difficile e impegnativo. Ci ricorda che tutti se ci mettiamo il giusto impegno arriviamo a realizzare i nostri sogni e gli obbiettivi che ci prefiggiamo.

“Arrivò il prete. Bussò alla porta della mia camera, entrò, si sedette sul letto e mi fece le sue domande.
-Di cosa hai paura?- mi chiese con quella sua voce acuta. – Dimmelo.
-Non ho paura.
-Sì che ne hai. Se potessi esprimerlo a parole avremmo qualcosa da guardare. Potremmo affrontarlo, immobilizzarlo a terra, trapassargli il cuore con un pugnale. Ma se fai così non andiamo da nessuna parte.
-Se faccio come?
-Se non cominci a prenderti sul serio – mi fece.
-E a prendere sul serio anche te, vero?
-Lo stai già facendo. E questo ti spaventa.
Sentii i miei occhi prosciugati dallo sforzo di guardarlo. Le mie mani dietro la nuca fremevano dal desiderio di muoversi.
-E cos’hai tu, che potrebbe spaventarmi? – chiesi.
Padre Costantino tese la mano, con il palmo in su, e ci batte un dito sopra.
-La tua vita. La vuoi?”

Questo credo sia il mio passo preferito perché il prete ha davvero nelle sue mani la vita di Angelo, ma il ragazzo non vuole ammettere che, se non cambierà o il Prete non lo condurrà a farlo, sarà costretto ad andare in carcere minorile. Ma Costantino, essendo empatico, sa cosa pensa Angelo e di conseguenza lo mette a dura prova con le sue risposte.
“Ero Cattivo” mi ha insegnato a credere un po’ di più in me e nei miei sogni e credo che una figura come Padre Costantino sia utile a tutti e potrebbe aiutarli a uccidere i propri fantasmi interni.

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