Festival del Medioevo di Gubbio anno 2019 – “Donne, l’altro volto della storia”

E’ giunto alla sua V edizione il Festival del Medioevo di Gubbio, una manifestazione a ingresso libero dedicata ai secoli dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente alla scoperta dell’America.

Quest’anno le date sono dal 25 al 29 settembre 2019, per gli amanti della storia è un evento imperdibile.

“Donne, l’altro volto della storia” è il tema di questa quinta edizione: e noi andremo ad elencare alcuni autori che saranno presenti e che avranno uno spazio divulgativo per la presentazione del loro romanzo.

Lascio il link diretto al sito Festival del Medioevo 

e il programma della manifestazione. 

Saranno presenti storici, professori e divulgatori tra i quali una menzione particolare a Alessandro Barbero, Elena Percivaldi e Franco Carini.

Ma chi sono i protagonisti, gli autori, di questa edizione? Eccone alcuni:

Lorena Marcelli presenta per Le Mezzelane A.D. 1324 – Alice Kyteler. La strega di Kilkenny

Richard de Ledrede, vescovo di Kilkenny, accusa la prima nobildonna della storia, Dame Alice Kyteler, di essere a capo di una setta eretica dedita alla stregoneria e alla magia nera. Dame Alice Kyteler, doveva essere una donna bella e avvenente, e questa supposizione è avvalorata dal fatto che si sposò per ben quattro volte e, ogni volta, con uomini ricchissimi e importanti, oltre che nobili. All’inizio del 1300 Alice decide di trasformare l’ostello di famiglia, il Kyteler’s Inn, in un punto di ritrovo per uomini e donne dediti all’Antica Religione. Presto si comincia vociferare che nella locanda si svolgessero riti satanici e che all’interno della stessa fossero nascosti oggetti “molto importanti e pericolosi”. Quando l’anziano quarto marito della nobildonna inizia a perdere peli e unghie, una serva lo convince a denunciarla al vescovo, che già dal suo arrivo in Irlanda sta raccogliendo prove contro di lei, e, soprattutto, sta cercando di entrare in possesso di un importante segreto che la donna conserva. Una storia mozzafiato, tratta dagli atti originali del processo redatti personalmente dal vescovo de Ledrede.

Matteo Bebi presenta Poi si fece buio per Era Nuova

«Non mi sono avvicinata a “Poi si fece buio” con la penna rossa della maestrina pronta a correggere, ma con la curiosità della lettrice e lo stupore dell’ex insegnante di fronte all’atto creativo e all’ardire di quel ragazzo vivace, che sui banchi di scuola mostrava personalità e interesse vivo per la storia. E avevo ragione a mettere bei voti, perché il romanzo che ha scritto è proprio bello. Una storia antica che porta con sé la modernità di un’umanità che lotta, soffre, ama, è malvagia e misericordiosa, vince e perde, allora come ora. Nel racconto i luoghi che conosciamo, la nostra terra, si animano di personaggi inventati, ma veri, ci rimandano l’eco di vicende accadute e fantastiche, e tutto torna a far parte del nostro presente. Insomma la storia è bella, i personaggi ben caratterizzati, originale la scelta dello spazio e del tempo, vivaci i dialoghi e fresca la scrittura. Mi verrebbe da mettere un 10!»

Adriana Assini presenta Agnese. Una Visconti – Scrittura & Scritture

Sul finire del Trecento, a Milano governa Bernabò Visconti. Uomo dalla personalità magnetica, sa unire a una perenne sete di espansione l’amore per i suoi tanti figli, fra i quali Agnese è la prediletta. Per lei, che gli assomiglia nel volto e ancora di più nell’animo, predispone un avvenire radioso, sposandola al giovane Gonzaga, futuro Signore di Mantova. Ma nell’incantevole città dei laghi i sogni hanno vita breve. Creatura indomita e fierissima, Agnese si rivela presto una spina nel fianco del consorte, rifiutandosi di vivere secondo regole e principi che le vanno stretti. Colpita da un susseguirsi di fatti tragici, fra battaglie perse e una passione travolgente, sfiderà a viso aperto le convenzioni dell’epoca e i nemici in carne e ossa, senza paura di mettere a repentaglio la sua stessa sorte. Una storia di emozioni forti, che testimonia quanto fosse pericoloso, in quello scorcio di secolo, essere una donna sola e battersi per le proprie idee

Veronica Ambrosino presenta Speziali a Siena nei secoli XIV-XV – Italia Medievale

Gli speziali: un gruppo professionale di uomini che avevano fra le mai un’arte tra le pi nobili, e prestigiose, in epoca medievale e non solo. In questo lavoro si passa dallo studio di alcuni passaggi del Breve senese degli speziali, (redatto nel 1356), all’analisi delle spezie usate a livello culinario e curativo nella cucina dell’ospedale Santa Maria della Scala di Siena e nella sua spezieria, soffermandosi, in particolare, sull’aspetto della dieta alimentare come cura. Con Domenico di Bartolomeo di Luca aromatario, speziale senese, vengono fuori tutte quelle caratteristiche che rendono questa figura lavorativa da considerare benestante e facente parte della classe medio-alta del tempo. Guardati come dei benefattori anche gli speziali del convento della Verna hanno, in queste pagine, una rilevanza notevole per il lavoro che svolgevano: costantemente alle “dipendenze” dei pi bisognosi, alla stregua del propositum di S. Francesco.

Elide Ceragioli presenta Ildegarda e il mistero dell’arciere – Robin&sons

In un contesto storico-geografico preciso e definito, descritto con pennellate chiare e decise (frutto di ricerca seria e approfondita), Ildegarda di Bingen si trova a vivere e agire incontrando personaggi di ogni estrazione sociale; condivide esperienze e situazioni di vita con le consorelle e i monaci benedettini “vicini di casa”, con nobildonne e cavalieri, prelati e abati, donne, uomini e ragazzi del popolo più umile. I fatti coinvolgono i protagonisti, che vengono descritti nella loro natura essenziale, ma completa. Alla descrizione dei luoghi ed alla narrazione dei fatti si fonde l’introspezione psicologica dell’anima dei singoli personaggi e l’analisi del contesto sociale e culturale in cui vivono e agiscono.
Quasi fosse un giallo-poliziesco il racconto si snoda narrando alcuni omicidi alla cui soluzione Ildegarda dà un contributo essenziale. Fatti e personaggi di fantasia si amalgamano con luoghi, persone e situazioni storiche. Intreccio narrativo e connotazione storica si fondono arricchendosi reciprocamente, senza stridere né contrastarsi, ma esaltandosi e valorizzandosi a vicenda.

Clara Schiavoni presenta Sono tornata. Elisabetta Malatesta Varano: l’amore, il dolore, il potere – Affinità elettive

Il 10 ottobre 1434 Camerino è travolta dalla rivoluzione borghese che ha trovato un suo alleato in Francesco Sforza. Gentilpandolfo da Varano, signore di Camerino, viene ammazzato davanti alla chiesa di San Domenico insieme ai nipoti: negli attimi che precedono la sua morte, Gentilpandolfo rivive gli ultimi anni della sua vita e soprattutto la congiura che ha ordito con il fratello Berardo per eliminare i fratellastri Giovanni e Piergentile. A causa di tale congiura, Elisabetta Malatesta Varano, moglie di Piergentile, è costretta a fuggire per portare in salvo il figlio Rodolfo e il nipote Giulio Cesare. La giovane trova rifugio a Visso, ma in capo a tre mesi la città capitola ed Elisabetta è costretta a tornare a Camerino, dove nel frattempo la situazione politica della Signoria precipita, con l’assassinio di Gentilpandolfo e di tutti maschi di Casa Varano. Elisabetta si rifugia a Pesaro: qui vive da profuga per nove anni, spesi a ordire trame politiche per intervenire al momento giusto e mantenere fede al suo giuramento di riportare i due bambini Rodolfo e Giulio Cesare, sotto la sua reggenza, al governo di Camerino.

Sarà allestito per l’intera durata del festival il Mercato medievale e la rievocazione sugli antichi mestieri.

Non mancheranno laboratori sugli stilisti e le botteghe del tempo.

Il mondo dei templari rivivrà presso il monastero di San Francesco: I rievocatori della Mansio Templi Parmensis raccontano la vita quotidiana e la storia dei monaci guerrieri nella seconda metà del XIII secolo, al di là della leggenda e di tante, fantasiose interpretazioni storiche. Gli usi e i costumi, in pace e in guerra: una fedele ricostruzione di una mansio, lo studio delle erbe medicamentose e le ricette originali di una cucina ricca di richiami orientali.

Non mancheranno balestrieri, sbandieratori e guide per scoprire l’itinerario della meravigliosa Gubbio.

Insomma il Medioevo da vivere .. e da non perdere!

 

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