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Il fiume si divide. L’impero d’acciaio – Claudio Bolle

Trama

Una strana nuvola in cielo investe un’auto con quattro colleghi. Un lampo e si trovano in un paesaggio diverso, con un camion militare alleato che sta per fermarsi accanto a loro. Un altro lampo e il paesaggio cambia ancora. I quattro nostri contemporanei e i tre soldati della seconda guerra mondiale scopriranno di essere arrivati nella Roma di Tiberio. Per sopravvivere e affermarsi in quell’ambiente così estraneo dovranno tirar fuori grinta, determinazione e qualità che non immaginavano di avere. Nasceranno nuove amicizie e nuovi amori, saranno amati, odiati, stimati e combattuti. In questo primo libro, come in tutta la trilogia, l’ambientazione storica è accurata, i protagonisti sono a volte divertenti e spesso trasgressivi, tuttavia rimangono persone comuni, nelle quali sarà facile riconoscersi.

Link d’acquisto :L’impero d’acciaio

Copertina flessibile: 420 pagine
Editore: Lettere Animate (27 aprile 2017)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8871120027
ISBN-13: 978-8871120027
Peso di spedizione: 549 g

a cura di Edvige Marotta

In un’intervista l’autore spiega il sigificato del titolo dicendo:
<<“Il Fiume si divide” rappresenta il grande fiume del tempo, che prende due direzioni diverse e parallele nel momento in cui i nostri arrivano nel 22 DC. Alcune teorie dicono che addirittura sarebbe sufficiente il cambio di massa per provocare questa divaricazione, loro faranno molto di più.”>>
Quanti di noi hanno pensato, almeno una volta nella vita: “E se fosse accaduto questo evento al posto di quest’altro?”, “Se questo personaggio non fosse mai esistito, come si sarebbe svolto il futuro rispetto ad ora?”. Io mi sono spesso soffermata a pensare come sarebbe poter viaggiare nel tempo, andare nel passato, modificare un particolare evento e permettere così che le cose andassero in maniera diversa! Ragionandoci sopra, poi, mi sono anche chiesta se ciò, però, comporterebbe davvero un cambio generale di tutto il futuro oppure solo di una parte di esso e quindi, varrebbe realmente la pena provare, se si avesse l’opportunità, oppure sarebbe meglio lasciare le cose così come stanno?
Ecco “Il fiume si divide – L’impero d’acciaio” di Claudio Bolle è il primo di una trilogia che porterà il lettore a immaginare come possa essere un futuro alternativo dopo lo stravolgimento degli eventi passati ad opera di personaggi provenienti dal futuro che apporteranno, coraggiosamente, modifiche nell’antica Roma e, più precisamente, nella Roma dell’imperatore Tiberio.
Di natura fantascientifica, in realtà, questo, è un romanzo, a tutti gli effetti, storico dove l’autore descrive, in maniera accurata, tutti i personaggi, gli eventi e i luoghi della Roma imperiale.
La storia ruota attorno a molti personaggi fra cui quattro italiani (due uomini e due donne) che vivono nel 2015; tre soldati americani impegnati nella seconda guerra mondiale (1944); l’imperatore Tiberio e suo figlio Druso (22 DC) e tutta una serie di altre figure che arricchiranno il quadro facendo da cornice che sorregge l’intera opera.
Ho immaginato i protagonisti di questo romanzo, come i pezzi di un enorme puzzle, perfettattamente incastrati fra loro e ognuno con un ruolo preciso, specifico, ben delineato ed essenziale per trovare determinate soluzioni che permetteranno di aiutare l’imperatore a cambiare le sorti dell’umanità!
“Ti abbiamo detto che la nostra epoca ha molte cose brutte. Credo sia la nostra principale motivazione, piantare i semi per un mondo migliore ed estirpare qualche mala pianta adesso”.
Per mezzo di una strana nuvola in cielo che investe la loro auto, i nostri quattro protagonisti italiani si ritroveranno, loro malgrado, trasportati prima nel 1944, dove incontreranno i tre soldati americani, impegnati nella seconda guerra mondiale e, poi, attraverso un altro evento straordinario tutti e sette verranno catapultati nella Roma imperiale di Tiberio. Arrivati qui incontreranno un Romano, di nome Quinto Valerio Sabino, che li ospiterà nella sua casa dove, ovviamente, i sette saranno costretti a spiegare da dove arrivano e lo faranno mostrandogli la tecnologia che è arrivata assieme a loro dal futuro, ottenendo, così, la sua fiducia e divenendo amici suoi e di sua moglie. L’obiettivo principale dei nostri protagonisti, ora, sarà quello di conoscere l’imperatore Tiberio, poiché l’idea è quella di portare nuove concezioni e nuove “tecnologie”, più avanzate di quelle che erano presenti nell’antico impero romano, in modo da accelerare gli sviluppi nell’economia, nell’agricoltura e nelle strategie militari e permettere all’umanità di avere una seconda opportunità di un mondo migliore! L’incontro con Tiberio e suo figlio Druso, sarà pieno di piacevoli soddisfazioni ed i nostri protagonisti mostreranno molta determinazione, grinta, intellingenza e tante altre qualità che li renderanno meritevoli di fiducia agli occhi dell’imperatore. Il primo libro della trilogia finisce in modo da creare suspense nel lettore che sarà incuriosito di sapere come andrà a finire con le nuove idee proposte dai nostri protagonisti; se ci saranno personaggi che trameranno alle loro spalle e come andrà a finire con l’imperatore e suo figlio!
Grazie alle nostre due protagoniste che avranno un ruolo di primaria importanza nel racconto, in quanto portatrici di molte idee innovative e che all’epoca erano considerate di dominio maschile (una di loro è ingegnere chimico e “reinventerà” l’esplosivo), in questo racconto viene sottolineata, più volte, l’importanza del ruolo della donna nella società e le capacità che essa ha nel favorire il bene della comunità.
Unico neo della storia (ma che dipende anche molto dal gusto personale) è l’abbondanza di scene di sesso.
Nel primo libro della trilogia troviamo che la storia è incentrata principalmente sui quattro protagonisti italiani e sembra quasi che i soldati americani, in alcuni capitoli, non esistano proprio ma questo fa parte del gioco e sempre nell’intervista l’autore dice:
“I tre soldati, non li ho approfonditi molto in questo primo libro: tre bravi ragazzi, utili per l’inizio della storia, che emergeranno in seguito, come Druso, il figlio dell’imperatore, che ha un ruolo centrale ma, per ora, passivo.”
Allora non mi resta che continuare la storia e sfamare la mia curiosità…

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