Il lupo – storia, simbologia, mito e leggende

Ho da sempre avuto una predilezione per questo animale fiero eppure dall’aspetto minaccioso; ho anche creduto potesse essere il mio spirito guida.

Ecco quindi una ricerca che ho effettuato per leggere cosa rappresenta il lupo per l’uomo dalla notte dei tempi.

Partiamo ovviamente dall’Antico Egitto (la mia grande passione). Secondo la cultura religiosa egizia gli Déi si manifestavano con aspetto umano o con figure della fauna o della flora di conseguenza molto spesso, ad ognuno degli Dèi egiziani, era associata l’immagine di un animale.

Upuaut il cui nome significava “colui che apre le strade”; la sua immagine, raffigurata come un lupo stilizzato in seguito fu poi identificato con il dio Anubi.

Nei “misteri di Osiride” che si svolgevano ad Adibo, il dio-lupo aveva un ruolo molto importante: era Horus figlio di Osiride, ma anche Harendotes, cioè Horus vendicatore di suo padre e come tale ricopriva la funzione di “figlio suo amato” e di sacerdote, dovendo procedere ai riti funerari che venivano compiuti sul corpo del padre, oltre ai riti per la rinascita nel Castello o “casa dell’oro”, il laboratorio sacro annesso ad ogni tempio dove si praticava il rituale dell’ apertura della bocca.

La simbologia può essere ricondotta a questa visione antica, secondo cui il lupo è sempre stato associato al buio della caverna se guardiamo alle sue fauci fameliche, a fitte e pericolose foreste e da tutto ciò nacque l’atavica paura per questo animale.

Le sue fauci ricordando una caverna, una gola, una notte buia possono essere associate all’entrata dell’inferno, al passaggio per il regno dell’oltretomba; è però necessario percorrerlo, come se fosse un cammino iniziatico che dagli inferi porterà alla luce.

Il lupo è l’animale che più si avvicina all’indole umana, vive solo o in branco e quando si accoppia diventa un devoto capo-famiglia che alleva i suoi cuccioli con amore e rimane fedelmente accanto alla compagna sino alla morte.

Una notizia assai curiosa e sconosciuta, almeno per me, riguarda la visione nell’antica Grecia e più ancora nella mitologia dove svolgeva ruolo ambivalente: incarnazione di Marte e quindi simbolo di distruzione contrapposto al simbolo solare di Apollo. Il bosco sacro che circondava il suo tempio era chiamato lukaion, Aristotele vi teneva le sue lezioni: ecco l’origine della parola liceo.

Nell’Antica Roma non possiamo non pensare alla lupa di Romolo e Remo; la storia di questa magnifica civiltà inizia con la loro famosa leggenda: allattati da una lupa, chiamata Luperca. Secondo la storia, questi bambini erano frutto del tradimento di Rea Silvia con il dio Marte, scoperto dal marito di lei, Amulio.
La madre, evitò la morte ai gemelli, nascondendoli in una cesta, affidandola alla corrente del Tevere. All’altezza del Palatino, questa cesta si fermò su un argine e qui la lupa trascinò i due sulla terraferma, allattandoli come se fossero suoi cuccioli. Più tardi, un pastore si accorse dei neonati e li prese con sé. La leggenda vuol dimostrare che la fondazione di Roma è avvenuta per discendenza del dio della guerra, Marte, che fu allevato da uno degli animali più forti e temuti, il lupo.

Molte sono le leggende che ruotano attorno al lupo per l’edificazione di nuove città.

Ricordo anche questo aneddoto sulla citta di Gubbio e San  Francesco: nel XXI capitolo dei Fioretti si narra dell’incontro con il Lupo avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria. Si è dibattuto molto sulla sua veridicità, la lupa o il lupo potrebbero essere metafora di un bandito riconciliato con la città da Francesco oppure un animale vero.

“Francesco gli fa il segno della santissima croce, e chiamollo a sè e disse così «Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona». Mirabile cosa a dire! Immantanente che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere.”

Altre leggende, molto antiche, raccontano la metamorfosi nelle notti di plenilunio, degli esseri umani in lupi: la licantropia.

Le prime notizie si hanno dalle Metamorfosi di Ovidio, la leggenda e la storia nascono nell’Olimpo, Giove seduto sul trono si rivolge agli altri dei, parlando della crudeltà degli uomini e racconta di Licaone che Giove stesso ha punito per aver tramato contro di lui. Giove sceso sulla terra nelle vesti di un mortale, voleva verificare che tutte le nefandezze di cui aveva sentito parlare fossero reali, finché giunge nell’inospitale dimora del tiranno d’Arcadia, Licaone. Il popolo rivolge preghiere alla divinità appena giunta ma il sovrano se ne fa beffe.
“Voglio accertare, con prova lampante, che questo dio non sia un mortale; e il vero sarà indubitabile”
Licaone vuole uccider il suo ospite durante il sonno, ma prima uccide un ostaggio per arrostire una parte delle sue carni e bollirne l’altra. Giove infuriato fa crollare l’abitazione prima che Licaone abbia il tempo di presentargli quella “pietanza”.
ecco le parole di Ovidio:
Atterrito fugge e raggiunta la campagna silenziosa lancia ululati, tentando di parlare. La rabbia gli sale al volto dal profondo e assetato come sempre di sangue
si rivolge contro le greggi e tuttora gode del sangue.
Le vesti si trasformano in pelo, le braccia in zampe:ed è lupo, ma della forma antica serba tracce.
La canizie è la stessa, uguale la furia del volto, uguale il lampo degli occhi e l’espressione feroce.

Nel medioevo abbiamo notizia di diverse persone finite al rogo per licantropia e proprio nel 1500 nasce il termine Lupo Mannaro. In Europa il terrore dei lupi mannari è forte soprattutto tra il cinquecento e il seicento, gli inquisitori hanno condannato a morte tantissime persone innocenti che sotto tortura si sono proclamate licantropi. In realtà pare che alcuni fossero semplicemente affetti da una forma di epilessia.

Ora torniamo all’origine di questa ricerca e quindi all’animale totem: il lupo.

Il lupo è un animale sociale, vive in gruppi organizzati: il branco. I branchi sono organizzati in base a una gerarchia sociale ben definita in modo tale da garantire successo durante la caccia e buon funzionamento. Il branco ha un maschio e una femmina alfa, una coppia alfa ma che in realtà ha un solo capo tra i due; non sono i leaders ma possono scegliere liberamente cosa fare, non impartiscono ordini ma vengono seguiti dalla collettività.

Per gli Indiani d’America  il lupo viene riconosciuto come maestro interiore che dopo un periodo di ricerca interiore ritorna alla tribù per riportare e tramandare ciò che ha appreso dalla ricerca e dalle sue esperienze.
Il lupo è estremamente legato alla sua famiglia e ubbidisce a un rigido iter burocratico fatto di livelli e riconoscimenti di rispetto dove ogni membro possiede speciali doveri e peculiarità e per questo viene interrogato in caso di necessità, però non rinuncia mai alla propria libertà personale. Il lupo se trova una compagna adeguata le rimane fedele tutta la vita: questo totem rappresenta la forza dell’inconscio l’oscurità dove si nascondono i mostri della psiche ma anche la conoscenza interiore di quello che viene chiamato “guardiano della soglia” in molte tradizioni esoteriche.
Il lupo ci può dare l’energia per insegnare agli altri, per aiutarli a comprendere meglio la vita e a trovare la loro propria strada. (fonte:https://indianiamerica.it/totem-animali/lupo-totem-significato).

Il lupo viene posto in relazione con la stella Sirio nella costellazione del Leone, dalla quale, secondo la leggenda, provenivano i maestri dell’antichità. Il lupo viene infatti considerato un maestro, che dopo un lungo vagare torna al suo branco per riferire delle sue osservazioni e delle sue esperienze. Ululando alla luna si ricongiunge ad essa, alla sua forza, alla sua energia.

Sara Valentino

 

 

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