Il re scorpione. Il fondatore dell’Egitto di Valery Esperian

Il re Scorpione è una figura ammantata di leggenda. Identificabile, secondo le teorie più accreditate, con Narmer, uno dei capi delle nove tribù che popolavano l’Alto Egitto, era un sovrano spietato con i nemici. Lottò con determinazione per unificare le tribù dell’Egitto meridionale diventandone il dominatore assoluto. Il suo sogno era creare un unico grande impero capace di fondere i regni che si contendevano il Nilo. Una conquista militare del Basso Egitto sarebbe stata un’impresa ardua, ma Narmer sapeva anche che solo portando pace e giustizia avrebbe potuto trasmettere al popolo il sentimento di unità indispensabile per dare vita all’impero egiziano. Per riuscirci usò la religione a proprio vantaggio, facendo di sé stesso l’unico uomo capace di mediare con gli dei. Pose, inoltre, le basi per la diffusione di quella che si sarebbe rivelata un’arma potentissima: la scrittura. Vero fondatore dell’Egitto, dopo aver deposto le armi, sposò la regina del Basso Egitto diventando anche il primo sovrano della stirpe dei Faraoni.

Copertina rigida: 416 pagine
Editore: Fanucci (2 maggio 2019)
Collana: Avventura
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8834737512
ISBN-13: 978-8834737514

Recensione a cura di Jessica Pennini

Il re scorpione è il sesto volume della saga Il romanzo dei Faraoni, scritta dal collettivo Valery Esperian.

Avendo letto e amato anche gli altri cinque libri di questa saga, sapevo che sarebbe stata la stessa cosa anche con questo.

Rispetto agli altri, qui compiamo un balzo indietro di cinquemila anni, all’epoca dell’Egitto più primordiale. Un periodo di grandi conflitti e confusione che solo un uomo dal grande carisma come il re Narmer ha potuto far cessare, riunificando tutte le tribù sotto un unico regno.

In questo ultimo capitolo ho notato che c’era molta più avventura, forse anche per la scarsità di fonti storiche riguardanti quel periodo.

Ho amato questo personaggio già guardando l’omonimo film, e aver avuto l’occasione di approfondirlo con una buona lettura è stato fantastico.

Amo le atmosfere egiziane in tutte le sfumature possibili. Inoltre ritengo che sia una buona occasione per conoscere qualcosa sugli albori dell’Egitto, su cui non mi stancherò mai di leggere e approfondire.

Lo stile l’ho trovato molto scorrevole, divoravo le pagine in pochissimo tempo, e curato. Nonostante la scrittura non sia tutto frutto di una stessa penna, il tutto è ben amalgamato, tanto da non trovare buchi stilistici a bloccare la lettura.

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