Il romanzo di Tutankhamon di Isabel Giustiniani

La grande storia dedicata al faraone Tutankhamon è composta da quattro avvincenti episodi:
0.1 Il marchio di Sekhmet
0.2 La Città dei Morti
0.3 Il sigillo di Anubis
0.4 La tomba del canarino (nuova edizione)

Recensioni a cura di Jessica Pennini

Il marchio di Sekhmet: l’avventura di un medico nell’antico Egitto (Il romanzo di Tutankhamon Vol. 1)

L’antico Egitto è una delle mie più grandi passioni da sempre è il regno di Tutankhamon, di cui si sa poco, esercita su di me un grande fascino. Isabel è bravissima a ricostruire questo periodo storico dando prova di avere una grande preparazione. Khemfre e Neferu, i protagonisti, sono ben delineati e inseriti nel contesto, tanto da sembrare reali. Sono appena ragazzini quando la loro vita prende una piega inaspettata che li condurrà attraverso varie peripezie, dovendo ogni volta ricostruire la loro esistenza. Tra i due protagonisti quello che mi è rimasto più nel cuore è senza dubbio Khemfre per la forza che ha dimostrato in svariate occasioni e per il suo voler riuscire a raggiungere i suoi obiettivi. Il titolo richiama la famosa dea Sekhmet, divinità della guerra e protettrice della vita. In questa sua doppia faccia possiamo trovare un paragone tra i due fratelli: infatti Neferu sceglie la vita militare, Khemfre quella di medico. Entrambi dunque abbracciano le due facce di questa divinità. Questo romanzo è un mix tra avventura, passioni e intrighi, un perfetto romanzo storico insomma, in grado di far rivivere attraverso la lettura l’Egitto della XVIII dinastia. Le descrizioni dei luoghi, degli eventi e personaggi reali sono talmente accurate che sembra di assistere in prima persona a ciò che viene narrato e di vedere davvero quelle città così traboccanti di Storia e mistero. Sono anche inseriti termini specifici riguardo ad esempio riguardo alla medicina egizia, che rendono l’insieme ancora più verosimile. Il significato che questa storia ha avuto per me è che bisogna sempre seguire i propri sogni, come fa Khemfre, e adeguarsi ai cambiamenti che inevitabilmente il tempo ci porta ad affrontare.

La Città dei Morti: la pittrice di tombe perdute (Il romanzo di Tutankhamon Vol. 2)

Anche in questo secondo capitolo del Romanzo di Tutankhamon, Isabel dimostra la sua grande abilità nel coinvolgere il lettore nelle vicende narrate e trasportarlo indietro nel tempo, in epoche lontanissime. Dopo aver amato il personaggio di Khemfre, anche Nimaat, la protagonista di questa storia, è riuscita a coinvolgermi nelle sue avventure. Figlia del grande scultore Thutmose, che la trascura dopo il dolore per la perdita del figlio, diventerà a sua volta un’ artista dimostrando grande talento per le sculture. Sempre alla ricerca del consenso paterno, Nimaat si troverà in mezzo a numerosi giochi di potere, che la porteranno anche in luoghi proibiti, come la città dei morti, da cui deriva il titolo. Questo romanzo è incentrato sull’arte, soprattutto quella funeraria, molto importante per gli egizi che davano un gran peso al mondo ultraterreno. Mi sono appassionata molto questa saga, la trovo ben scritta e documentata. L’autrice ha ottime capacità nell’unire fatti reali e inventati, che tuttavia risultano sempre credibili. Le descrizioni sia dei luoghi, sia della vita dei personaggi sono minuziose.

Il sigillo di Anubis: il segreto del faraone dimenticato (Il romanzo di Tutankhamon Vol. 3)

Al termine della storia precedente eravamo rimasti con il fiato sospeso sullasorte di Nimaat, che Ritroviamo in questo volume pronta ad affrontare nuove sfide, tra molti pericoli, per proteggere le persone che ama. Nimaat è un personaggio dotato di grande coraggio e con sentimenti così forti da spingerla ad affrontare numerose insidie per salvare gli altri. Nella prima parte di questo romanzo trovamo numerosi complotti orditi da personaggi che vogliono il potere a tutti i costi. Nella seconda invece Nimaat ci accompagna attraverso i cunicoli di una tomba, ricca di segreti, che devono essere custoditi. Il ritmo è incalzante e non lascia spazio a momenti di noia, gli eventi si susseguono uno dietro l’altro trascinandoci negli intrighi di corte. L’ambientazione ricca di dettagli e la magia che l’Egitto emana da secoli sono in grado di far rivivere quei tempi così lontani. La bravura di Isabel, che mi era già nota negli altri romanzi, è sempre evidente, sia per la sua attenzione ai dettagli sia per la capacità di mescolare fatti e personaggi reali con quelli di sua invenzione, rendendo il tutto talmente omogeneo che non saprei distinguere ciò che è fittizio o meno.

La tomba del canarino: Howard Carter e il tesoro del faraone bambino (Il romanzo di Tutankhamon Vol. 4)

L’ultima parte della serie dedicata a Tutankhamon ci porta a seguire le ricerche di Carter, che lo porteranno a scoprire un sarcofago intatto e l’archeologo si troverà così a fronteggiare le superstizioni del popolo egiziano, le accuse di furto mosse dal governo e l’assedio dei giornalisti che vogliono saperne di più. Anche questo è un ottimo romanzo ben strutturato e con una scrittura scorrevole, che coinvolge il lettore già dalle prime pagine. Alla ricerca storica si uniscono le teorie degli egittologi sulla scoperta di questa tomba e la fantasia di Isabel, sempre in grado di far rivivere lo splendore del mondo egizio. La presenza dei dialoghi e di momenti di introspezione dei personaggi avvicinano ancora di più i lettori alla trama, che risulta ben articolata. Il personaggio di Na’im, di invenzione dell’autrice, è la voce narrante della storia e mi ha affascinata molto. Attraverso lui Isabel è riuscita ancora una volta a farmi sentire spettatrice di ciò che avviene nel romanzo, come se avessi realmente assistito a questi avvenimenti. Di tutta la serie questo e6il libro a cui sono più affezionata, perché essendo stata a visitare Luxor e la tomba di Tut è stato davvero emozionante, un ripercorrere il viaggio che ho fatto però con molta più conoscenza dei particolari.

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