Intervista a Claudio Bossi

Foto BBruno©

Oggi, Septem Literary ha il piacere e l’onore di intervistare in questo salotto virtuale lo scrittore e storico Claudio Bossi.

Ecco una breve biografia:

Claudio Bossi classe 1957, è nato a Gallarate; sposato, ha due figlie ed è nonno di due nipotine. Vive ad Oggiona con Santo Stefano (VA). E’ dal 1985, in seguito al ritrovamento del relitto, che rispolvera la sua vecchia passione per il Titanic e incomincia a frequentare gli archivi inglesi, americani e canadesi. Le sue ricerche culminano, nei primi anni duemila, con la pubblicazione del sito web che porta il suo nome: www.titanicdiclaudiobossi.com. La pagina internet conta quasi una media di mille visitatori giornalieri di ogni angolo del mondo. Claudio Bossi è presente anche sui principali social network. Oggi è considerato tra i più qualificati esperti internazionali della storia famoso transatlantico.

Questi i suoi contatti:

Sito Web: http://www.titanicdiclaudiobossi.com

Facebook: https://www.facebook.com/TITANICclaudiobossi

Instagram: https://www.instagram.com/titanicdiclaudiobossi

Twitter: http://twitter/Claudio_Bossi17 Mail: info@titanicdiclaudiobossi.com

Con lui avremo la possibilità di salire a bordo del Titanic: il transatlantico più famoso della storia, tristemente noto per la sorte tragica e drammatica oltre che commovente a cui è andato incontro.

Claudio Bossi è un ricercatore storico quindi tutto ciò che viene narrato e raccontato nei suoi libri ha un fondamento storico attendibile e documentato proprio con materiale d’archivio. Non vi è traccia di fantasia alcuna, non è storia romanzata e vi garantiamo che leggendo i suoi testi potrete trovare anche scoperte davvero sorprendenti.

L’autore ha ricevuto a Roma, lo scorso 2015, il Premio Nazionale cronache del mistero. Si tratta di un premio assegnato per le sue ricerche e da una giuria composta da: accademici, scrittori, giornalisti, registi e sceneggiatori.

Claudio Bossi è stato più volte ospite in trasmissioni televisive (Superquark di Piero Angela, Ulisse di Alberto Angela, Voyager di Roberto Giacobbo, Il tempo e la Storia, Mistero, ed altre ancora) e radiofoniche, nazionali ed estere

Tra le opere di Claudio Bossi citiamo “Titanic” (Giunti/De Vecchi, 2012), un autentico best-seller, l’intrigante “Gli enigmi del Titanic” (Enigma Edizioni, 2016), “Naufragi” (Il Saggiatore, 2017) e “Io e il Titanic” (Macchione Editore, 2018). Nel novembre 2017 poi è uscita, per i tipi della Sassi Editore, la pubblicazione di un libro destinato ai bambini: “Titanic 3D”, dove Bossi ha collaborato con il suo contributo storico. Bossi ha poi tradotto un libro, opera di una scrittrice americana, “Titanic – The Brothers Peracchio – Two Boys and a Dream”. La pubblicazione, data alle stampe nel mese di giugno 2018, è distribuita in America e sarà presentata in Italia nel 2019 a Fubine, provincia di Alessandria, luogo natale dei due ragazzi. Non ultimo ricordiamo che ha prestato assistenza per la realizzazione di un gioco da tavola sempre dedicato al Titanic.

e ora a lui la parola…

Buongiorno Claudio e grazie per aver accettato di rilasciare al blog “Septem Literary” questa intervista.

La prima domanda di rito: quando hai deciso che saresti diventato uno scrittore?
Sono uno scrittore professionista dal 2012, prima facevo il giornalista quindi per la scrittura è un dono innato, anche se a scuola la mia materia preferita era la matematica… Poi i casi della vita hanno fatto il resto.
Hai scritto diversi libri tutti dedicati alla tragedia del “Titanic”. Spiegaci come mai hai iniziato a interessarti così profondamente a questo fatto accaduto.
Il 1° settembre 1985, il giorno in cui fu scoperto il relitto della nave, è stata la data che ha segnato lo scoccare della scintilla: ne dovevo sapere, e sapere di più di quello che ne sapevano gli altri, su questa bella e tragica storia.
C’è qualche leggenda particolare di cui ci vorresti parlare?
Di leggende legate al Titanic ce ne sono a centinaia alcune vere alcune letteralmente inventate allo scopo di vendere i giornali. Dovendo sceglierne una, mi sia consentito citare quella legata alla famiglia Skoog. Questa famiglia svedese che viaggiava in terza classe, come tante persone imbarcate sulla nave, erano emigrate dal loro paese d’origine verso il Nuovo Mondo, l’America. Una famiglia composta da padre, madre e quattro figli (due maschi e due femmine di età compresa tra i 2 e gli 11 anni). Ebbene uno dei figli, in seguito ad un incidente, aveva una gamba amputata e dell’altra aveva perso l’utilizzo del piede, quindi doveva far uso delle stampelle. E proprio per questo suo “handicap” trovò estremamente difficoltoso, nei caotici momenti dell’abbondono nave, risalire dalle cuccette di terza classe, poste ai piani inferiori, fino lassù ai ponti in alto dove c’erano le scialuppe di salvataggio. L’intera famiglia si strinse intorno allo sfortunato ragazzo in attesa dell’ineluttabile e tutti scomparvero nel naufragio.
Nel corso del tempo, hai avuto modo di poter analizzare documenti relativi al disastro? Hai anche avuto la possibilità di parlare con qualche superstite?
Come detto, è dal 1985 che mi occupo della vicenda del Titanic e nel corso degli anni, per documentarmi e per scrivere, prima il mio sito (www.titanicdiclaudiobossi.com) e poi i miei libri, ho frequentato gli archivi irlandesi, inglesi, americani e canadesi. Quindi notizie di prima mano. Non ho avuto modo di incontrare alcun superstite della tragedia però ho avuto la fortuna di potermi incontrare con i parenti di alcuni degli italiani che erano a bordo. Credetemi un’esperienza unica.
Parlando del relitto, c’è qualche curiosità che vorresti raccontarci?
Dirò solo una cosa. Condivido appieno il pensiero che l’amico Robert Ballard, l’oceanografo che ha scoperto e che ha visitato per primo, l’anno dopo, il relitto. Ballard disse: “…non potei fare altro di pensare al Titanic: a quelli che lo avevano costruito, a quelli che ci avevano navigato ed erano morti quando era affondato. Lo sfortunato transatlantico era stato trovato e visitato con rispetto. Avevamo finalmente messo ‘a riposo’ la famosa nave, o semplicemente aperto una nuova era di speculazioni sul suo destino e di tentativi di saccheggio della sua profondissima tomba?”
A quali novità editoriali, se è lecito, stai lavorando e dovremo attenderci per questo 2019?
Per l’anno appena iniziato ho in serbo diverse sorprese per i miei affezionati lettori: è prevista per la prossima primavera l’uscita nelle librerie, per i tipi di Enigma Edizioni, “La numerologia del Titanic”. Un libro a tema esoterico scritto a quattro mani. Poi sto ultimando, anche questo scritto a quattro mani, un volume dove si tratterà di cucina, quindi cosa veniva servito e cosa si mangiava a bordo del transatlantico. Infine, ci sarà verosimilmente per l’autunno, la monografia di un personaggio (italiano) sopravvissuto al naufragio.
Ora qualche domanda su Claudio Bossi lettore. A che età ti sei appassionato alla lettura e qual è stato il romanzo che ti ha iniziato al mondo della lettura?
Claudio Bossi da bambino non è mai stato, come quasi tutti i bambini, un lettore, anzi direi tutt’altro. Con l’età adolescenziale invece la curiosità, la voglia di sapere e di informarsi lo ha portato a leggere di tutto e di più, anche i fotoromanzi che leggeva sua nonna. Da ragazzo e da uomo poi la lettura è diventata pane quotidiano e più settoriale, ossia su ben definiti argomenti quali la Prima Guerra Mondiale, Napoleone Bonaparte, la spedizioni dell’Artico e dell’Antartide (sono un estimatore di Ernst Shackleton, l’esploratore polare che tra l’altro fece una deposizione alla commissione d’inchiesta britannica successiva al disastro del Titanic). Quindi un fil rouge con la storia. Dovendo scegliere un titolo direi “Endurance: l’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud”, di Alfred Lansing.
Tutto questo senza dover trascurare tutti i libri che scrivono di Titanic…
Quanto tempo dedichi alla lettura e quanto alla scrittura nell’arco della tua giornata?
Considerato che scrivere è la mia professione, oserei dire che leggere e scrivere occupa per intero la mia giornata. Certo con le dovute eccezioni, ad esempio quando sono in viaggio per recarmi a tenere una conferenza.
Quali sono i tuoi passatempi preferiti?
Irrinunciabile, impegni professionali permettendo, il caffè del sabato mattina alle 10 con gli amici. E poi ho un vero e proprio cult della pipa (come oggetto e non come fumatore); mi diletto poi a impilare la legna tagliata. Ma il mio vero “passatempo preferito” è stare con la mia famiglia e il mio cane Archie.
Raccontaci un piatto irrinunciabile della zona dove vivi.
Mi permetto di fare un piccolo excursus ed emigrare nella “mia” Valsesia, tra le “mie montagne verdi”, e rispondere senza esitazioni il piatto che la mia amica Carmen prepara in modo superbo: “Polenta e funghi”, porcini ovviamente.

Grazie per essere stato con noi e per le tue esaurienti risposte che ci hanno permesso di conoscere meglio Claudio Bossi: autore appassionato di questi interessanti libri sulla tragedia del Titanic, che ci sentiamo di consigliare vivamente ai nostri lettori.
a presto
Sara Valentino

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