Intervista a Claudio Rossi – Autore

Buongiorno Claudio, grazie per aver accettato il nostro invito e per aver risposto alle nostre domande.

Domanda di rito: tutti gli autori sono dei grandi lettori e allora parlaci della tua passione per la lettura. Quando è iniziata e con quale libro?
Quando è iniziata? È difficile tornare così indietro, certo ero piccolo, stavo finendo le elementari e iniziavo le medie. Mi sono trovato tra le mani Verne, Dumas, Sienkiewicz. All’epoca circolavano delle riduzioni che funzionavano molto bene per una giovane mente, ma alla fine lasciavano un senso di incompletezza e stuzzicavano a cercare altro.

Sei indubbiamente un grande amante della storia, soprattutto di quella antica. Cosa ti ha spinto ad approfondire questo periodo storico? Cosa ti ha insegnato lo studio di quegli anni?
Non ho sempre scritto romanzi. Provengo da un settore professionale legato alla topografia e alla geologia in cui ho operato per vari decenni. Lavorando sul territorio ho avuto la possibilità di conoscere aspetti meno noti di parecchie opere costruite in epoca romana, tra le quali strade, acquedotti e opere idrauliche, realizzazioni che non possono non accendere la curiosità in chi le vede. Il lavoro mi ha portato in spedizioni in aree desertiche con attrezzature ben poco superiori a quelle dell’epoca romana. Scrivere di avventure di un agrimensore romano è stata alla fine una cosa quasi naturale.

Hai all’attivo diversi romanzi. Tutti ambientati in un periodo dando vita a una vera e propria serie. Parlaci del tuo protagonista: Quintilio.
Quintilio è un giovane agrimensore che negli anni di Cesare lavora per il Genio militare su strade, centuriazioni e opere idrauliche. Discretamente abile nel suo lavoro, lo è meno nella vita privata e gli capita di commettere di tanto in tanto degli errori. Il caso gli ha affiancato un liberto greco avanti con gli anni, esperto di calcoli e filosofo di vita. L’esperienza di quest’ultimo bilancia, nelle situazioni difficili, le manchevolezze di Quintilio; ma anche il greco è tutt’altro che esente da difetti. I due, civili di basso rango, non sono significativamente schierati con nessun partito o con figure di potere. Spesso, come tecnici, vengono incaricati di operazioni non completamente limpide in luoghi sensibili ai confini della repubblica. Quintilio è un tecnico in grado di assolvere bene il suo compito, ma gli anni passano senza che riesca a pensare e costruirsi una precisa collocazione nella struttura del Genio o dell’esercito. Vive nel mondo romano degli ultimi anni della repubblica: tempi in cui abbondano corrotti che vogliono arricchire velocemente, ufficiali assetati di potere e veri e propri traditori tra i quali non è difficile crearsi potenti nemici.

La ricerca storica è importante. Quanto tempo hai impiegato nella ricerca rapportato a quello impiegato per scrivere ciascun episodio?
L’impianto storico è preliminare e richiede molto tempo per ricostruire la geopolitica e il modus vivendi della popolazione nelle zone e negli anni nei quali si svolge l’azione, specialmente per il fatto che i miei personaggi sono persone che vivono una vita comune a contatto con gente comune e di insignificante evidenza negli ambienti del potere. Per questo tipo di ambientazione non bastano le fonti classiche. È necessario studiare la rete stradale dell’epoca, ricostruire lo stato di città e villaggi e conoscere anche nei dettagli le attività economiche prevalenti nella zona. Si tratta quindi di una ricerca che richiede tempo, attenzione, costanza e impegno, per quanto si possa essere facilitati dalla disponibilità di molti testi online e musei locali. Poi l’indagine non finisce lì, perché appena si comincia a scrivere la trama ci si accorge che è necessario conoscere, ad esempio, anche la morfologia dei luoghi e l’aspetto di foreste e aree coltivate. Per una serie che sto preparando e che uscirà l’anno prossimo sono stato appositamente in Francia per alcuni giorni a visitare locations e musei. Sono convinto che la trama di un romanzo possa essere impostata solo quando si è ricostruito in maniera credibile il contesto ambientale, socioeconomico e geografico, altrimenti è meglio aspettare.

Raccontaci un episodio di questi anni così lontani da noi, ma che ti ha appassionato studiare più degli altri.
Episodi ai quali sono legato ce ne sono diversi. Sono particolarmente affezionato ai pericolosi vagabondaggi dell’agrimensore Quintilio sui monti della sponda orientale del Mar Morto. In quell’episodio sono confluite esperienze personali di rilievi topografici in aree desertiche in anni nei quali non c’erano ancora né i cellulari né i GPS, e non mi è stato troppo difficile ricreare gli stati d’animo prodotti dalla solitudine di un mondo privo di comunicazioni, nel quale è necessario arrangiarsi per qualunque cosa.

Le copertine dei tuoi libri sono davvero particolari, mi piacciono moltissimo. Le hai pensate e realizzate tu?
Il format delle copertine è opera di una mia collaboratrice e lettrice beta, le immagini in qualche caso sono prese da foto che ho scattato personalmente. Un esempio? Le acque turchesi della copertina di ‘Ombre a Oriente’ sono quelle del fiume Yukon a Miles Canyon (quello di cui parla Jack London in ‘Smoke Bellew’). La foto mi sembrava adatta a richiamare quella parte del romanzo che in ‘Ombre a Oriente’ si svolge sul mare. Le monete sovraimpresse in copertina quasi sempre sono correlate a un evento specifico che il lettore troverà nella narrazione.

Cosa provi ogni volta che termini di scrivere una nuova avventura?
Sono sollevato per essere riuscito a mettere nero su bianco una storia che mi pulsava nella mente, ma avverto che mi viene a mancare qualcosa, esattamente come quando si finisce di leggere un libro che ci ha appassionati.

Parlaci del tuo ultimo libro pubblicato e invoglia il lettore a comprarlo anche con una citazione che hai preferito.
In ‘Polvere di Giudea’, l’agrimensore Quintilio e il liberto greco Hicesius, suo fidato aiutante, partecipano a una missione che si prefigge di perfezionare le difese romane ai confini meridionali della Giudea. Cesare è appena stato assassinato e la regione è scenario di scontro tra Dolabella e Cassio Longino. Quando la missione rischia di naufragare per le difficoltà incontrate a Gerusalemme, Quintilio viene trasferito a mappare le fortezze di Antipatro intorno al Mar Morto, ai confini con le terre dei nabatei. Nulla è tranquillo in Giudea: la corruzione e i troppo interessi in gioco, e la resistenza di chi mal sopporta la presenza romana, costringono alla fuga i protagonisti in regioni quasi deserte e sconosciute.
Il romanzo si snoda attraverso una vicenda complessa, lunga e drammatica. In un momento cruciale il liberto Hicesius focalizza il dramma in una sola frase: «Tu vuoi sapere perché dobbiamo essere eliminati? Siamo sempre stati considerati spie, nessuno crede che tu ti occupi di misurare delle strade o delle fortificazioni. In qualche modo siamo finiti nella rete della congiura, e l’eredità di Cesare è immensa!»

Parliamo ora di te. Hai degli hobby di cui vuoi parlarci?
Amo molto viaggiare e visitare luoghi che, a differenza di quanto scrivo, fanno parte del Nuovo Mondo e non del Mondo Antico. Negli ultimi anni sto visitando quei luoghi che mi hanno sempre attratto in maniera particolare: le White Mountains in Nevada con gli alberi più vecchi del mondo, l’Alaska con la foresta boreale e animali vecchi di molte migliaia di anni che emergono dal permafrost, le foreste delle immense sequoie della California, le riserve indiane dell’Arizona e i luoghi scelti da Bonelli per farci vivere Tex Willer, ivi compreso il pinnacolo di Tse-bi-tai (Shiprock nella lingua dei bianchi) che tutti hanno visto in molti film.

Se dovessi consigliarci un piatto irrinunciabile della città dove vivi, quale sarebbe?
Tortelli di zucca su ricetta mantovana, non ho dubbi. Provare per credere.

Su cosa stai lavorando ora?
Ho in fase di revisione finale una trilogia ambientata nella Gallia Belgica e nelle province adiacenti negli anni della crisi imperiale che segue il 69 d.C. e la morte di Nerone. I tre romanzi sono già stati completati e sono in editing.
In questa trilogia ho avuto la fortuna di avere come coautore Manfred Boch che è originario di quei luoghi e conosce molto bene il territorio e i reperti archeologici d’epoca romana. Il suo aiuto è stato indispensabile per ricreare il realismo necessario alla vicenda. Spero di poter uscire col primo romanzo verso la fine dell’anno.

Hai qualche messaggio da dare ai tuoi lettori?
Sì, ringrazio tutti i lettori che mi sostengono e spero che la lettura dei miei romanzi consenta loro di valutare al meglio la qualità e molti aspetti svalutati della nostra vita attuale.

Grazie Claudio per essere stato con noi.

 

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2 commenti su “Intervista a Claudio Rossi – Autore

  1. spero che dopo il settimo libro di Claudio Rossi che vede protagonista Quintilio, ci sia un seguito per concludere la serie…perchè l’ultimo ti lascia intendere di un seguito.
    Angela MAran

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