Intervista a Luciana Benotto

Buongiorno Luciana,

Grazie per aver deciso di rispondere alle nostre domande ospite del blog Septem Literary.

Parlaci di te e della tua passione per la Storia e per l’arte? Come sono nate e quando? In contemporanea o in tempi diversi

L’interesse per la Storia è nato all’università; facendo Lettere Moderne dovetti scegliere anche questi esami, e la mia scelta cadde soprattutto sulla Medievale e la Moderna che ritenevo e ritengo, periodi davvero affascinanti. Quello per l’Arte, direi molto prima, addirittura da quando ero bambina. Passavo interi pomeriggi a sfogliare un’enciclopedia di Storia dell’Arte che era di mia zia osservando con estrema curiosità i dipinti che vi erano riportati; poi crescendo e viaggiando, ho avuto modo di vedere di persona tantissime pinacoteche, chiese, castelli e palazzi ricchi d’arte e storia.

La tua attività di autrice è interamente dedicata ai romanzi storici, come decidi a che personaggio dedicare un romanzo?

Lascio che sia il caso a farlo, leggendo molta saggistica, cataloghi d’arte e viaggiando, si incontrano tanti personaggi: quelli che mi stanno simpatici perché hanno avuto delle strane avventure o delle particolari vicissitudini, sono coloro che mi spingono a mettere il naso nelle loro esistenze per saperne di più e, se poi lo ritengo opportuno, scrivo la loro storia narrando anche il loro privato, perché sono stati donne e uomini come noi, che hanno amato, sofferto, lottato…

Parliamo del tuo ultimo lavoro. Un romanzo dedicato a Sofonisba. Ho sentito che è il primo di una trilogia. Ce ne vuoi parlare?

La pittrice cremonese Sofonisba Anguissola, ha avuto una vita lunghissima e ricca di incredibili avventure. Se pensiamo che nacque nel 1532 o ‘35 e che morì nel 1625, ci si può rendere conto della lunga strada che compì sia come donna che come artista; tenendo conto del fatto che il destino delle donne dell’epoca era quello di essere moglie, madre, monaca e meretrice. A gennaio è uscito il primo libro che ho voluto dedicare a lei giovane, infatti il romanzo si intitola non a caso: “Sofonisba. La turbinosa giovinezza di una pittrice”. Nel secondo, che ho già scritto, racconto del periodo che trascorse in Spagna alla corte di Filippo II, e nel terzo che sto scrivendo in questi giorni di clausura, del suo ritorno in Italia, ma non a Cremona. Ora vi faccio sorridere: so talmente tanto di lei, che ormai siamo diventate amiche.

La ricerca storica gioca un ruolo fondamentale. Le tue fonti quali sono generalmente? E in questo ultimo caso?

Quanto tempo dedichi alla ricerca storica?

In internet ho trovato le fonti, ma il mio è stato più che altro un lavoro di ricerca bibliografica: ho letto tutti i saggi che ci sono su di lei, anche in spagnolo con l’aiuto di un vocabolario. Sì, dedico molto tempo alla ricerca prima di cominciare a scrivere: bisogna pur sapere come mangiavano, si vestivano, che musica ascoltavano, cosa ballavano, leggevano; gli accadimenti politici, i fatti di cronaca…

Ti capita sovente di recarti a fare “sopralluoghi su campo”, diciamo così, per ambientare al meglio le tue storie?

Ho sempre fatto sopralluoghi, prima scrivere; per quanto riguarda Sofonisba, sono stata a Cremona, Mantova, Parma, Roma, Napoli, ovviamente a Milano a Brera dove c’è un suo autoritratto, a Berlino per vedere una tela in cui ella ritrasse sua mamma Bianca Ponzoni, in Spagna due volte, in Sicilia… Insomma, è un lavoro che ormai faccio da cinque anni, visto che, come dicevo sopra, sono alle prese con la stesura del terzo libro. Amo molto la precisione e immergermi completamente nella storia che sto raccontando, altrimenti credo non si riesca a ricrearla giusta atmosfera.

Tornando al tuo ultimo, ma puoi rispondere anche in maniera generica, c’è un personaggio in cui ti sei identificata? A cui ti sei affezionata maggiormente? È il o la protagonista oppure non è scontato che sia così?

Sofonisba, come ho detto sopra, è orami un’amica, ma più che immedesimarmi in lei, sono una sua osservatrice: sono entrata nella sua vita e in quella della sua famiglia: aveva cinque sorelle e un fratellino. Ho parlato di un amore che nelle biografie che la riguardano non compare, questo perché era un suo segreto rivelatomi da un discendente del suo primo marito. Nel primo romanzo la conosciamo quando lei ha nove anni e la vediamo in azione sino a ventotto, presa dalle sue avventure per la penisola perché viaggiava per raggiungere le corti che l’avevano invitata come ritrattista. Tanti sono i personaggi realmente esisti che conosce e tante le storie di quell’epoca. Per me vederla crescere e accompagnarla nel suo percorso privato e pubblico, è stato magnifico.

Hai pensato o hai già scritto un romanzo storico relativo alla tua città di origine?

Anni fa avevo pensato di scrivere qualcosa ambientandolo nella zona dei castelli di Cannero, che mi hanno sempre affascinato, io sono di Luino; ma poi sono stata sviata da altri soggetti.

Invoglia il lettore attraverso l’utilizzo di alcuni punti chiave a leggere il tuo ultimo romanzo su Sofonisba.

Non so se ci sono punti chiave, perché il romanzo, che comincia con quello che potrei definire un proemio e che la vede a Palermo vecchissima ma sempre lucidissima chiacchierare con Antoon van Dyck, dal primo capitolo in poi è tutto un divenire. Non parlo solo di lei, ma anche delle sue sorelle, del mistero che avvolge quel suo innamorato segreto, di Michelangelo, di Margherita d’Austria che le divenne amica, di Inquisizione…: è un turbine, come dice il sottotitolo, e spero che chi lo leggerà vi sarà coinvolto personalmente, così come è stato per me.

Ringraziando per la tua disponibilità vorrei chiederti ancora molte cose ma soprattutto, per chiudere, mi preme sapere se c’è un autore, o un’autrice del passato a cui ti sei ispirata da sempre nella stesura dei tuoi romanzi?

Considerando che sono una lettrice di testi medievali e rinascimentali, le autrice moderne che mi hanno affascinato sono Maria Bellonci e la strepitosa Marguerite Yourcenar, che in realtà si chiamava Cleenewerck de Crayencour .

Grazie mille a presto

Grazie a te e alla tua cortese ospitalità e alla pazienza che lettrici e lettori hanno avuto nel leggere questa intervista.

Book trailer

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Trama

Le donne nelle epoche passate non erano libere di gestire la loro vita e tantomeno di affermarsi come artiste. Questa sconfortante prospettiva non toccò in sorte alla cremonese Sofonisba Anguissola che, grazie a un padre che potremmo definire “femminista ante litteram”, poté studiare discipline riservate esclusivamente al sesso maschile, e tra queste la pittura. Grazie al suo innato talento per quest’arte è divenuta la capostipite delle pittrici italiane dal XVI secolo in poi. Le informazioni sulla sua gioventù sono scarse e frammentarie, ma sono bastate per immaginare un romanzo che la vede da bambina divenire giovane donna, attraverso le più svariate esperienze. Sofonisba girerà infatti l’Italia con curiosità e spirito d’avventura, incontrando i personaggi più svariati, in un turbine che accompagnerà il lettore in un viaggio attraverso l’arte, la bellezza, i paesaggi, la politica e gli intrighi delle famiglie nobiliari dell’Italia del Cinquecento.

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