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Intervista al libro: L’ombra del vento. Carlos Ruiz Zàfon

Trama: Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Intervista doppia Bruno Pellegrino – Edvige Marotta. Grazie per aver accettato di essere con noi in questa rubrica e iniziativa

Immaginate di entrare in un mondo che sembra magico, scaffali da tutte le parti pieni di libri di ogni specie, sottratti all’oblio… E immaginate di dover vagare lungo i corridoi di questa biblioteca alla ricerca di un libro che sarà, poi, quello che vi accompagnerà per il resto della vostra vita! Che dovrete adottare e accudire! Questo è ciò che accade al nostro protagonista, appena undicenne, Daniel, il quale, portato dal padre in una Biblioteca nascosta, detta il “Cimitero dei Libri Dimenticati”, dovrà scegliere un libro fra i milioni lì presenti per poi prendersene cura durante tutto il resto della sua vita. Il giovane ragazzo verrà “attratto” dal libro intitolato “L’ombra del vento”, scritto da un certo Julián Carax e da quel momento comincerà un viaggio introspettivo e di ricerca che lo catapulterà nel mondo della propria riscoperta interiore e non solo!

Il primo approccio con “L’ombra del vento”. Cosa vi ha spinti ad iniziare questo romanzo?

Bruno: A dire il vero pensavo fosse un romanzo sul genere paranormale …ho continuato a pensarlo fino a quasi metà libro. Ricordo d’averlo proposto come condivisa in un gruppo Fantasy ( FB) …e non andò troppo bene .

Edvige: sono venuta a conoscenza de “L’ombra del vento” nel gruppo di lettura Septem Literary. Molte persone ne parlavano bene e riuscivo a percepire la forte energia che aveva rilasciato in ciascuno di essi… Poi conobbi una persona che adora questo libro e mi fece capire che è anche magico ed ha la capacità di dare “consigli”, quindi lo misi in lista, in attesa della “chiamata” e, quando ho letto dell’intervista doppia, ho pensato di proporlo all’amico Bruno, visto che, anche lui, avevo notato, lo aveva apprezzato molto.

Daniel, dopo aver letto il romanzo di Julián Carax, cerca notizie sull’autore e altre opere iniziando, così, questa avventura. A voi capita di andare a cercare notizie e opere di un autore semi-sconosciuto? Se sì, citatene un paio!

Bruno: Sì, mi è successo con Wolfgang Hohlbein con cui ho scambiato una serie di messaggi più che altro informativi ma è stato molto disponibile ! Ho incontrato molti autori che mi sono rimasti nel cuore …da Gabriele Dolzadelli a Maura Maffei e ancora Rob Himmel …mi piacerebbe incotrare Giovanni Melappioni di cui sono fan . Ho un solo rammarico …Aronne Colagrossi di passaggio a Genova, mi invitò a bere un caffè ma ho dovuto declinare per i tristi avvenimenti del ponte Morandi …mi era impossibile attraversare la città .

Edvige: in generale faccio spesso ricerca sugli autori e le loro opere, soprattutto se non li conosco … Ad esempio, ultimamente, mi è capitato di fare ricerca su Fabrizio Fenu, autore dell’ultimo libro che ho recensito, “Profilo di Ninfa”, un libro che mi ha molto presa e perciò ho voluto approfondire.

Quale personaggio del libro avete amato di più e quale non vi è risultato particolarmente simpatico?

Bruno: Il più simpatico è quello che rimane ai margini della storia ma che fa da collante tra le varie situazioni . Fermin !!! Il più odiato …Fumero !!

Edvige: ho veramente adorato, per la sua capacità di essere contemporaneamente simpatico e “saggio”, il personaggio di Fermín …un uomo che ha sicuramente fatto molti errori ma che anziché cadere nell’oblio ha saputo cogliere gli insegnamenti che la vita gli ha dato, fornendoli, poi, a Daniel dandogli, così, la possibilità di crescere attraverso i suoi consigli… La maggior parte delle chicche di questo libro sono sue frasi che hanno un significato profondo!
Vi lascio tre sue frasi:
“Sono poche le ragioni per dire la verità, mentre quelle per mentire sono infinite.”
“L’ansia è la ruggine dell’anima”
“Commettiamo molti errori nella vita e quando ci ravvediamo è troppo tardi.”

Non c’è un vero e proprio personaggio che non mi sia piaciuto. Anche nella sua antipatia e arroganza il cattivo della situazione, Francisco Javier Fumero, ha il suo perché; è un tassello fondamentale della storia e si capirà, lungo il percorso del racconto, cosa lo ha portato ad essere quello che è. Comunque, se proprio dovessi fare un nome, sarebbe il suo!

Durante la lettura avete segnato diverse frasi. Quale è quella che vi ha maggiormente colpiti?

Bruno: Vero sono molte, ma due sono quelle che ricordo ….

“La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente sempre orgoglioso di quanto può rompere le palle a tutti coloro che reputa diversi.”

“Continuamo a vivere nel ricordo di chi ci ama …non permettere che me ne vada per sempre .”

Edvige: beh, al di là delle frasi sopra citate, di Fermín ed altre che ho segnato su un quaderno, quella che più di tutte mi è rimasta nel cuore è stata:

“I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro!”

Questa frase, detta da Julián Carax e ripresa alla fine del libro, dice tutto per me… Noi siamo energia che vibra e tutto ciò che ci circonda vibra assieme a noi, compreso ciò che noi crediamo inanimato… Infatti anche gli oggetti vibrano di un’energia che può essere più o meno intensa e quando le vibrazioni hanno le stesse frequenze, ecco che i due oggetti/soggetti si attraggono fino a trovarsi! Io penso che accada così anche con i libri! Sono loro che spesso ci “tirano per il colletto” e ci portano a scovarli, perché sanno che dentro di essi c’è quel messaggio che per noi è essenziale leggere in quel determinato momento! Non prendetemi per folle … Mi successe con un libro (“Donne che corrono coi lupi”), fu illuminante in un periodo in cui avevo bisogno dei suoi insegnamenti e favorì la mia rinascita dopo un periodo piuttosto buio!

Daniel ha voluto a tutti i costi venire a conoscenza di una realtà che, apparentemente, non gli apparteneva, voi avreste corso tutti i pericoli a cui è andato incontro lui?

Bruno: Questa è facile ….assolutamente no ! Per tempo e pericoli …e non ho più l’età per queste cose ( cit. Danny Glover )

Edvige: Si dice la “curiosità è donna”, ma a quanto pare non è proprio così! Daniel recupera questo libro e poi cerca in tutti i modi di individuare se esistono altre opere dello stesso autore, scoprendo che quella in suo possesso potrebbe essere l’ultima copia rimasta! Per questo fa tutta una serie di indagini che spesso lo mettono in pericolo di vita, ma lui non si arrende e persevera finché non scoprirà la verità! Dobbiamo, in realtà, vedere il percorso di Daniel come un viaggio introspettivo alla scoperta di se stesso come individuo che da adolescente viene catapultato nel mondo degli adulti; un viaggio che non sarà privo di difficoltà e dove si scontrerà con la delusione per la perdita di un’amicizia e di un amore, ma sempre supportato da altri personaggi che, invece, lo aiuteranno a crescere e, finalmente, alla fine, a trovare la giusta via!
Rispondendo alla domanda, direi proprio di sì! Lo facciamo già ogni giorno quella cosa di cercare le risposte dentro di noi e, scoprire noi stessi, non è un compito semplice; si va spesso incontro a “pericoli” costanti quali delusioni, illusioni, cattiverie che possono minare il nostro percorso interiore, ma vale sempre la pena lottare per ciò in cui si crede e scoprire la verità!

Cosa ne pensate della copertina bianca? È attinente al testo del racconto, secondo voi?

Bruno: Le copertine mi piacciono tutte ….ogni libro di Zafon ha una cover intrigante …la mia preferira è quella di Marina. Per l’attinenza in effetti risulta un pochino fuorviante dopo aver letto il libro .

Edvige: Mi piace! Il padre col bambino (forse troppo piccolo quello della foto rispetto al personaggio del libro), la nebbia che dà l’idea dell’ombra, il grande edificio che si nasconde nella nebbia stessa (come se fosse quello in cui è presente una porta per arrivare al “Cimitero dei Libri Dimenticati” che deve essere celato), mi fanno associare bene l’immagine a questo libro! Ma Bruno mi ha fatta vedere anche un’altra copertina, tutta blu, con scritta gialla … un’edizione illustrata! Anche quella molto bella.

Quando avete terminato il romanzo, quale è stato il vostro primo pensiero e cosa vi ha lasciato a livello emozionale?

Bruno: Il primo pensiero è stato cercare altri romanzi di Zafon. Io ero convinto fosse un fantasy-paranormale e quindi alla fine quando non sono apparsi fantasmi o demoni ci sono rimasto male. Il romanzo si può dire di averlo apprezzato maggiormente nella rilettura-condivisa ( Septem Literary ), dove anche grazie a voi ho rivissuto tutte le situazioni che già mi avevano fatto amare il lavoro di Zafon …ma che non ero riuscito ad apprezzare. Che dire …buona la seconda !!

Edvige: Il mio primo pensiero è stato “Wow! L’ho letto in due mezze giornate e mi ha riempito di meravigliose sensazioni e di insegnamenti! Avevano ragione tutti, è proprio un gran bel libro!” A livello di emozioni, come spiegato nelle risposte precedenti, mi ha lasciato un forte senso di positività e mi ha aperto la mente! “L’ombra del vento” è come il libro che Daniel ha scovato nel “Cimitero dei Libri Dimenticati”… Un libro da accudire e sfogliare più volte nell’arco della vita!

“Viviamo in un mondo di ombre Daniel e la fantasia è un bene raro”

 

Grazie per la bella intervista e per essere stati con noi!

 

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