Invasione della Libia da parte dell’Italia (guerra Italo-Turca) 1911 Prima parte

a cura di simone Gervasi

Ciao a tutti cari/e Septem Literary, con l’articolo di oggi andremo a parlare dell’invasione della Libia da parte dell’Italia nel 1911.

Principalmente, il motivo per cui l’Italia voleva affrontare questa prima prova coloniale, era dovuta al brutto ricordo della sfortunata guerra italo-abissina e così facendo l’Italia sperava di recuperare quel suo prestigio perduto.
La campagna di colonizzazione durerà dal settembre 1911 all’ottobre del 1912.
Inoltre verranno impiegati per la prima volta mezzi moderni come il camion, l’aereo e il dirigibile.
(in appositi articoli spiegheremo gli aerei usati e il dirigibile)
Comunque l’Italia non voleva che altre potenze come, la Francia, l’Austria, la Germania e l’Inghilterra, si potessero stabilire conquistando altri territori coloniali.
Nel 1881 la Tunisia verrà occupata e colonizzata dalla Francia e questo evento drammatico spingerà l’Italia a stringere la Triplice Alleanza con l’Austria e la Germania.
Nel 1911 la tensione diplomatica salirà notevolmente perchè nell’estate, la Francia e la Germania, si scontreranno una seconda volta per il controllo del Marocco.
Il Marocco era una delle provincie dell’Impero Ottomano, abbandonata alla sua stessa sorte di provincia fortemente contesa.
Nel maggio del 1911, la Francia invierà una spedizione militare, usando come scusa la rivolta contro il sultano e occuperà Fez.
Invece il Kaiser Guglielmo II, imperatore della Germania,  come risposta invierà la cannoniera Panther nel porto di Agadir scatenando una seconda crisi marocchina.
Il ministro degli Esteri italiano, Di San Giuliano, era molto preoccupato e il 28 luglio del 1911 scrisse a Giolitti <<Dal complesso della situazione internazionale e di quella locale in Tripolitania, io sono oggi indotto a ritenere probabile, che tra pochi mesi, l’Italia possa essere costretta a compiere la spedizione militare in Tripolitania.
è necessario, in tutto l’indirizzo della nostra politica, di tenere conto di questa probabilità>>.
Di San Giuliano non era l’unico a pensarla così, ma anche lo stesso Giovanni Giolitti scriverà nelle sue memorie che <<Se in Libia non fossimo andati noi ci sarebbe andata qualche altra potenza e l’Italia, che si era già così profondamente commossa per l’occupazione francese di Tunisi, non avrebbe certamente tollerato una ripetizione di un evento di quel genere per la Libia>>.
Comunque nel 1911 la situazione diplomatica internazionale era buona.
La Francia era occupata a risolvere il problema della crisi marocchina contro la Germania e quindi queste potenze non si sarebbero opposte all’invasione della Libia.
Inoltre, una cosa molto importante era che il popolo d’Italia venne preparato in anticipo.
Infatti il presidente del Banco di Roma Ernesto Pacelli, cugino di secondo grado di Eugenio Pacelli che sarà il futuro Papa Pio XII, cominciò a tessere intrighi politici e con le sue manovre contribuì a convincere il governo di accelerare i tempi dell’impresa.
La Banca era molto legata al Vaticano e aveva esteso la sua attività imprenditoriale il determinate zone della Libia.
Nel 1910, era cominciata una campagna di stampa, in cui i giornali cattolici come il “Corriere d’Italia”, “Avvenire d’Italia” e il “Corriere di Sicilia”, sostenevano e convincevano l’opinione pubblica che l’invasione della Libia era necessaria grazie alle sue immense ricchezze.
Addirittura tutta l’Italia fremeva e vennero effettuate molte manifestazioni, dibattiti, petizioni, discorsi e scritti addirittura saggi in cui si parlava dell’importanza della colonizzazione della Libia.
Allora cari/e septem, spero che l’articolo vi sia piaciuto e che sia riuscito a fare un pò di, luce su quelle che sono state le varie motivazioni che spinsero l’Italia a intraprendere la colonizzazione della Libia.
Buona giornata e buona lettura a tutti!
Fonti:enciclopedia composta da 6 volumi, le grandi battaglie del ventesimo secolo, scritta dallo storico Arrigo Petacco.
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Un commento su “Invasione della Libia da parte dell’Italia (guerra Italo-Turca) 1911 Prima parte

  1. Claudio Bedin il said:

    Buongiorno.
    Be’, non direi proprio che nel 1911 “la situazione diplomatica internazionale fosse buona”. Aldilà dei menzionati attriti con la Francia, Germania e Austria erano molto vicine alla Turchia.
    Infatti San Giuliano era disposto a trattative che avrebbero formalmente lasciato la Libia alla Turchia, concedendo all’Italia solo un protettorato. Era invece Giolitti che pretendeva una occupazione completa…
    Soprattutto l’Austria non intendeva assolutamente concedere l’intervento delle nostre navi contro obiettivi turchi nell’Adriatico e nello Ionio. In questo stava dalla sua parte l’articolo 7 della Triplice alleanza che obbligava la potenza (Italia o Austria) che si espandeva nei Balcani o nell’Egeo ad accordarsi con l’altra per compensi da elargirle.
    Le cose poterono cambiare quando al posto dell’irremovibile ministro degli Esteri austriaco Alois Lexa von Aehrenthal subentrò il più malleabile Leopold Berchtold che, influenzato dalla Germania, il 6 aprile 1912 mostrò un’apertura nei confronti dell’Italia. Fu così che il 26 di quel mese la Regia Marina poté procedere con le operazioni di sbarco.

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