La cena segreta di Javier Sierra

Gennaio 1497. L’arrivo di alcune lettere anonime contenenti inquietanti insinuazioni getta la corte di papa Alessandro VI nello scompiglio. A Milano, nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, Leonardo da Vinci starebbe ultimando la realizzazione di un’opera dal contenuto blasfemo se non addirittura diabolico. L’affresco dell'”Ultima cena”, infatti, presenta anomalie a dir poco sconcertanti: sul capo di Cristo e degli apostoli non vi è traccia di aureola; sulla tavola non si vedono il pane e il vino dell’eucarestia; e come se non bastasse l’artista ha avuto l’ardire di ritrarre se stesso nell’atto di dare le spalle a Gesù. Padre Agostino Leyre, inquisitore domenicano esperto nell’arte di interpretare messaggi cifrati, viene inviato d’urgenza nella città lombarda con il compito di fare chiarezza e di scoprire cosa abbia spinto il maestro toscano a stravolgere il testo biblico e a disattendere le aspettative dei committenti. E se Da Vinci fosse un eretico? Mentre una serie di efferati delitti semina il panico dentro e fuori le mura di Santa Maria delle Grazie, con il procedere delle indagini appare sempre più chiaro che l'”Ultima cena” nasconde un messaggio capace di sfidare i fondamenti stessi della dottrina cristiana. A quindici anni dalla sua prima comparsa, torna il romanzo in una nuova edizione ampliata e arricchita da immagini.

Copertina rigida: 398 pagine
Editore: DeA Planeta Libri (12 marzo 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 885116942X
ISBN-13: 978-8851169428
Peso di spedizione: 839 g

Recensione a cura di Sara Valentino

Catapultati nell’anno 1497 ci troviamo a indagare nelle vesti di Padre Agostino Leyre, inquisitore romano che lavora per i servizi segreti pontifici. Voce narrante di questo romanzo, racconta di come fu chiamato a investigare dall’Egitto a Milano sull’opera di Leonardo da Vinci presso il refettorio di Santa Maria delle Grazie: Il Cenacolo.

Gennaio 1497. Lo stato pontificio è governato da Alessandro VI, dedito a una vita dissoluta, Milano dal duca Ludovico il Moro, protettore di Leonardo da Vinci e responsabile del progetto: L’ultima cena.

“Il mondo allora era un luogo ostile, mutevole, un inferno di sabbie mobili in cui quindici secoli di cultura e fede minacciavano di franare sotto la valanga di nuove idee importate dall’Oriente. Dalla sera alla mattina la Grecia di Platone, l’Egitto di Cleopatra o le stravaganze della Cinaesplorata da Marco Polo ottenevano più consensi della nostra stessa storia biblica”

Padre Leyre si trova coinvolto in quello che è un grande enigma. Tutto ha inizio con la morte prematura della consorte di Ludovico Sforza, Beatrice d’Este. Si racconta di quale vita segreta agli occhi del mondo conducesse, delle sue pratiche di magia nera, occultismo e di come volesse, e cercasse con questo di avvelenare il consorte, portare Milano alla stesso splendore di Firenze.

Una figura spicca tra tutte: L’Augure, altro non è che un testimone anonimo e preciso che ogni settimana invia lettere dettagliate su queste operazioni di magia nelle terre del Moro.

Leonardo da Vinci, non ha bisogno di presentazione, il suo tardare nel terminare “L’ultima cena” fa supporre che vi voglia celare un messaggio, la stessa opera ha degli elementi che la rendono quasi … eretica. E se Leonardo fosse un eretico?

Alcune morti iniziano a costellare la nostra storia, il romanzo diviene un thriller ad alto ritmo, un enigma celato in sette righe:

Oculos ejus dinumera,

sed noli voltum adspicere.

In latere nominis

mei notam rinvenies.

Contemplari er contemplata aliis iradere.

Veritas

Ciò che ho apprezzato, senza contare indubbiamente la trama, è stata in maniera particolare la capacità dell’autore di riuscire in una mescolanza perfetta formata da ingredienti interessanti e misteriosi. Storia, arte, misteri e un pizzico di magia quella che viene dal lontano Egitto.

Leonardo da Vinci, Madonna col Bambino, san Giovannino e un angelo (Vergine delle Rocce). Prima versione a sin: 1483-1485, 199×122 cm, Musée du Louvre, Parigi. Seconda versione a dx: 1490-1508, 189,5×120 cm, National Gallery, Londra

Maria Maddalena, da me sempre amata per la sua figura e per la simbologia che l’accompagna. I Catari e le loro usanze, il loro credo. Iside e Osiride dall’Antico Egitto. In una recensione è davvero difficile condensare tutti gli approfondimenti che vorrei e ai quali mi ha spinto Sierra con il suo “La cena segreta”. Posso dire a un certo punto di aver perso il contatto con la realtà per entrare in un mondo fatto di miti, di riletture dei capolavori. Per portare un esempio, mi sono persa nell’osservare le due versioni de La vergine delle rocce,  che è una delle opere che prediligo, e nell’analizzare le sostanziali differenze tra le due nonché le motivazioni per cui furono due e diverse.

La prima versione è più scura, l’angelo ha un sorriso ambiguo verso lo spettatore inoltre punta il dito  verso Giovanni, vi sono anche altri particolari che differiscono come per esempio la presenza delle aureole.

“imparerete presto, padre Leyre, che in questa città niente accade per caso. Che tutte le apparenze ingannano. E che la verità si trova dove uno meno se l’aspetta”

L’edizione da me acquistata in cartaceo merita un elogio per come è stata curata nei dettagli, è un’opera che ho apprezzato molto e che certamente consulterò di nuovo, corredata di immagini di dipinti, documenti, piuttosto che pianta del monastero e di Milano.

 

 

 

 

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