Leonardo e il leone meccanico

Leonardo da Vinci progettò centinaia di macchine meccaniche ma non è dato sapere quante ne abbia effettivamente costruite di queste.

Possiamo però con certezza affermare che una di queste l’abbia veramente costruita e si tratta del “Leone meccanico”

Nel Codice Madrid, nei fogli 90v e 91r, è stato scoperto uno schema con diverse aste vincolate a una grossa ruota. Mentre alcuni studiosi ritengono che questo meccanismo sia stato ideato per essere lo scheletro di un automa umanoide, altri sostengono che si tratti del progetto “Leone Meccanico”.
Leonardo scrive:

“quando la corda in NA sarà discesa in NE, il piede D si sarà alzato all’altezza in HE e quando la corda E sarà pervenuta in F, il piede D sarà riabbassato.”

Il Leone era quindi una sorta di automa che avanzava grazie al moto della ruota centrale posizionata sotto il petto del robot, il cui moto delle zampe era puramente scenico.
Il motore dell’intero meccanismo consiste in una grossa molla elicoidale collocata all’interno della macchina. L’ipotesi degli studiosi è che questa molla, giunta a fine corsa, avrebbe sbloccato un gancio permettendo l’apertura del petto del leone. L’automa, originalmente ricoperto di pelle di leone vera, andò purtroppo perso o distrutto.

Il leone, commissionato da Papa Leone X , fu portato a Lione, in Francia  il 12 luglio 1515. L’automa, in grado di muoversi da solo, alla fine di una sfilata dinanzi al Re di Francia, Francesco I che ne riceve omaggio dalla città di Firenze, viene colpito al fianco e aprendosi lascia cadere una pioggia di gigli. Le feste a Lione furono organizzate dalla colonia fiorentina di mercanti e banchieri, per cui si spiegherebbe il motivo del leone, come riferimento simbolico alla patria adottiva (leone = Lione). Infatti il leone nel medioevo era un animale totemico per le città italiane, soprattutto settentrionali e centrali, un simbolo di potere. Ma ci potrebbe essere una ragione diversa o aggiuntiva: l’omaggio simbolico di un papa mediceo Leone X (un altro leone dunque…) a un monarca potente da accaparrarsi come amico. Riuscirà quindi nell’impresa quando la zia del re, Filiberta di Savoia, si sposerà con suo fratello Giuliano de’ Medici Duca di Nemours, figlio di Lorenzo il Magnifico.

Torniamo al nostro leone meccanico e ricordiamo che lo stesso fu menzionato poi nel 1584 dal milanese Giovan Paolo Lomazzo come «mirabile artificio », precisando che Leonardo seppe insegnare il modo di fare «andar i leoni per forza di ruote».

Nel 1600 in occasione delle feste per le nozze di Maria de’ Medici con Enrico IV fu realizzata una copia forse utilizzando gli schemi dei manoscritti di Leonardo.

Nel 2007 Renato Boaretto, utilizzando gli schizzi lasciati da Leonardo ed essendo egli esperto di robotica, ha ricostruito il leone meccanico. Il suo leone viene caricato manualmente come un orologio a molla, è in grado di compiere una decina di passi e ha uno scomparto segreto, apribile; è in grado di aprire le fauci e muovere coda e testa.

Sara Valentino 

 

 

 

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