Liguria. Toirano. Grotta Bàsura. Scoperte impronte di 14000 anni

L’Università di Genova dopo diversi studi condotti tra il 2016 e il 2017 ha scoperto delle orme a carponi rilsalenti a quattordicimila anni fa.

Siamo a Toirano, in provincia di Savona. La grotta della Bàasura si trova appunto sulla montagna di Toirano, nota dall’800 per le sue grotte preistoriche. Nel 1950 alcuni appassionati speleologi scoprirono alcune sale interne e delle orme umane.

Lo studio presume che si tratti di una famiglia che armata di torce e a piedi nudi si sia avventurata in una “spedizione” giungendo alla “Sala dei misteri” sita a 400 metri dall’ingresso.

Dall’analisi delle impronte è risultato che all’impresa parteciparono tre bambini in età compresa tra i tre e gli undici anni e due adulti alti tra 150 e 167 cm.

Non si sa cosa abbia spinto un’intera famiglia a intraprendere l’impresa così pericolosa.

E’ ben visibile l’impronta di un ginocchio, ben impressa da mostrare dettagli anatomici sorprendenti, quali la rotula e le inserzioni dei principali muscoli della gamba. Indice questo che l’esplorazione è avvenuta carponi e strisciando nell’argilla passando per stretti cunicoli, discese ripide e guadi di laghi.

Grotta della Bàsura (grotta della strega)

La grotta della Bàsura, è conosciuta dal secolo scorso per le esplorazioni dello studioso don Nicolò Morelli Canonico di Pietra Ligure. Nel 1950, alcuni appassionati di speleologia scoprirono una serie di sale interne che seguono un percorso di circa 450 metri, meravigliose e spettacolari.

Di particolare interesse sono le testimonianze riferibili all’uomo preistorico, oltre alla scoperta recente di cui sopra, sono state rinvenute numerose palline d’argilla attaccate alla parete contro la quale furono scagliate, probabilmente con significato rituale. Questo fa presupporre che gli uomini del Paleolitico superiore, cacciatori-raccoglitori, che frequentavano la regione utilizzavano questa grotta non come abitazione ma probabilmente per scopi rituali.

Nella grotta trovò rifugio per millenni l’orso delle caverne (Ursus spelaeus), si possono vedere i segni delle unghie sulle pareti e sono state ritrovate delle ossa.

 

Grotta del Colombo

Alcuni metri più in alto troviamo la grotta del Colombo, un’ampia galleria lunga 50 metri, con una sala laterale di grandi dimensioni.

A partire dall’800 si scavò  a più riprese per rilevare numerose testimonianze di grande interesse preistorico, si scoprì che la stessa fu occupata a partire da circa 300.000 anni fa.

Gli antichi abitanti di questa grotta (probabilmente Homo heidelbergensis) realizzavano i loro strumenti con pietra raccolta nella zona. Per via dell’unicità delle testimonianze archeologiche questa grotta di solito non è aperta al pubblico.

Grotta di Santa Lucia Inferiore

Vi si accede dal fondo della grotta della Bàsura attraverso un traforo artificiale lungo 120 metri.La grotta di Santa Lucia Inferiore costituisce l’uscita del percorso turistico che conduce all’aperto sull’altro lato della montagna.

Si possono osservare formazioni di sottili cristalli di aragonite, in curiose disposizioni a “fiore”. Alcune delle sale sono molto ampie e vi si trovano enormi stalattiti, anch’esse ricoperte da cristalli di aragonite.

Grotta di Santa Lucia Superiore

La grotta di Santa Lucia è conosciuta dal Medioevo e ospita nella parte anteriore un Santuario risalente ai secoli XV e XVI. La cavità dietro all’altare si estende con un lungo corridoio di circa 240 metri, sulle pareti si possono vedere diverse iscrizioni lasciate dai pellegrini che visitarono il Santuario nei suoi primi secoli di vita.

Dopo gli scavi effettuati nel 1960 nella zona retrostante l’altare, a 40 metri dall’ingresso, sono stati rinvenuti attrezzi in pietra realizzati da uomini di Neandertal durante l’ultimo periodo glaciale, tra circa 80.000 e 40.000 anni fa.

Sara Valentino

 

 

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