Lo sconfessato. Storia di un adulterio criminale di Primo Caralis

«Nell’insidioso cammino della vita a tutti può capitare di attraversare paludi immaginarie che spesso si mutano in realtà e nessuno sa come andrà finire… Una donna, un uomo, desideri e colpe che si intrecciano, qual è il limite oltre il quale non si può andare? “Lo sconfessato” è un thriller che crea forti emozioni e profonde riflessioni nella mente del lettore. È un romanzo caratterizzato da personaggi decisamente verosimili sia per i loro tratti di personalità che per l’aderenza ad alcune problematiche della società in cui viviamo.» (dalla prefazione di Mirko La Bella).

Copertina flessibile: 160 pagine
Editore: Yume (1 gennaio 2019)
Collana: Thriller
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8898862946
ISBN-13: 978-8898862948

Link d’acquisto: Lo sconfessato

 

a cura di Sara Valentino

Andrea e Rodolfo sono una coppia con due bellissimi bambini, tutto presuppone sia una famiglia tipo, un nido d’amore. Le cose non sono come sembrano, entrambi hanno dei risvolti psicologici inquietanti, la sfera sessuale è interessata in maniera particolare sfociando nel patologico.

E’ un libro, un thriller a tutti gli effetti, veloce, crudo, emozionante, a tratti delirante, fa quasi paura…io ne ho avuta. Scava dentro l’animo e rivela timori, paure, desideri inconfessati.

L’autore amalgama diversi ingredienti, tra cui anche la presenza di una setta che decide e controlla nell’ombra, dando proprio al lettore quel sentore di essere braccati, seguiti, spiati in attesa dell’inevitabile se si compie un passo falso.

“Quel filo inseparabile che una coppia tesse nel bene e nel male, si è rotto e nulla più poteva ricomporlo. La loro unione non era certamente quella dei pappagalli, una mamma che per amore ripudiava i figli, non era altro che una mamma “Orso”. Ormai era solo questione di tempo, il sipario si stava alzando. In scena:”Storia di un adulterio criminale””

Non ho amato particolarmente i protagonisti, forse proprio perché incarnano volutamente i simboli del degrado in cui si trova la nostra società. Laddove l’egoismo a volte prende il sopravvento senza curarsi dello strascico di dolore che porta con sé e che riversa sulle persone coinvolte. Parliamo di figli, ma il discorso sicuramente può essere visto ad ampio spettro. L’egoismo non è mai una soluzione.

Vanno in scena temi scottanti con cui bene o male ognuno di noi in linea diretta, o per sentito dire, si è incontrato e scontrato: parliamo di bullismo, violenza fisica e psicologica verso i più deboli. Parliamo  di disadattati usati per i più beceri scopi da burattinai che restano nell’ombra, pagherà solo l’ultima PEDINA!

“Quando fu fuori dell’istituto, la immobilizzarono dietro una siepe e le infilarono il cartellone, poi le misero un guinzaglio al collo e a calci e pugni la costrinsero a camminare sotto le risa e gli scherni di tutti gli studenti, che muniti di cellulare, filmavano il “branco”.

E’ una storia dura, molto! Le scene sono crude e la bravura dell’autore sta anche e proprio nel sapere descrivere con dovizia scene raccapriccianti, come quelle dolorose.

La forza e il coraggio di denunciare trapela ed è quella forza che non si deve perdere mai, in nome della verità, in nome di chi sottomesso al “potere”, succube o vittima del sistema, ha avuto e dovuto subire gravi squilibri psichici, stati depressivi importanti.

Io essendo molto empatica, ho subito particolarmente alcune parti della narrazione perché i soprusi verso i più deboli, verso gli indifesi, verso i bambini non si possono tollerare. Davvero ne sono rimasta molto coinvolta!

 

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