Mala Fede: 1458 Historia Monasterium di Arnaldo Delehaye e Carlo Animato

Cilento, maggio 1456. Elia, potentissimo abate della Badia greco-ortodossa di Pattano, è un depravato che mangia ostie e caca demoni. Un despota più interessato ai beni materiali che alla salvezza delle anime, compresa la sua. Sacrilego, puttaniere, spergiuro, finanche omicida, nulla ne arresta il delirio di onnipotenza e la libidine, che si tratti di vendere i beni del monastero o di deflorare una vergine, di fare affari con il feudatario locale o di ingravidarne la moglie.
Un arrogante servo di Dio che impone le sue mefitiche volontà con le armi improprie del clero e sotto la protezione della veste che indossa, circondato da un manipolo di facinorosi che terrorizzano, impongono, costringono, puniscono.
Finché un giorno tre ispettori, provenienti da Roma, bussano al portone della Badia, determinati a scoprire tutti i segreti del priore e a rivelarne l’indole corrotta. Anche a costo della reazione del mammasantissima…

Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 24575 KB
Lunghezza stampa: 227
Numeri di pagina fonte ISBN: B085KT974H

Link d’acquisto

Recensione a cura di Sara Valentino 

Un affresco d’altri tempi, un salto indietro in un’epoca passata e ci troviamo a leggere un romanzo che è la narrazione di una storia realmente accaduta, la storia di un uomo di fede, o forse meglio sarebbe dire: un uomo di “Mala Fede”.

Gli autori di “Mala Fede: 1458 Historia Monasterium” aprono una finestra su la Badia di Santa Maria di Pattano, nel Cilento, il monastero viene menzionato la prima volta nel 993, lo sappiamo per il ritrovamento di un documento attestante una lite per alcuni poderi confinanti. Sicuramente tra il 1100 e il 1400 vi è il periodo di maggior splendore e grandezza per la Badia di Pattano, in relazione ai buoni rapporti tra i monaci e i Longobardi prima, i normanni poi e infine con Angioini e Aragonesi. Accadde proprio che nel 1458 papa Callisto III viene a conoscenza di alcune malefatte e comportamenti totalmente anticlericali in capo all’abate Elia; il cardinale Bessarione invia dunque una delegazione composta anche da due autorevoli incaricati della Chiesa, Athanasio e Macario, per le indagini di rito.

Voi ci credete ai miracoli? Io, Sì! Ma seguitemi in questa storia davvero interessante e coivolgente.

“C’è chi non crede ai miracoli perché ne ha visti troppi. O troppo pochi. C’è chi non se li figura perché da qualche parte in lui si annida un santommaso malmostoso che se non tocca non ci crede”

Con un miracolo inizia questa storia, il 9 maggio 1456 notte di luna nera, processione del Santo Patrono, occhi neri di brace scrutano attraverso il simulacro ligneo.

Con un linguaggio dal sapore antico, una narrazione fluida e accattivante ci troviamo a vedere e toccare con mano le nefandezze a cui giunge l’Abate in carica, uomo sì, ma uomo di Dio .. eppure le sue attenzioni cadono proprio ai piedi di una donna, la Baronessa di Novi!

Lasciamo per un attimo questi focosi amanti, per sentire sulla nostra pelle il sole che sfinisce in un tramonto dentro al mare la sera della fiera locale. La superstizione degli uomini del tempo, palpabile tra le pagine del libro, rivela come ogni più piccolo e banale accadimento, anche sì il comportamento delle bestie, può far pensare a un intervento del demonio. Ma non accade solo questo, mi è già capitato di leggere qualcosa in proposito ai processi agli animali nel 1350 circa in bassa Normandia, mi trovo quindi curiosamente e piacevolmente colpita a leggere di una scrofa giudicata colpevole di flagrante omicidio. Pensate che gli animali, giudicati colpevoli, venivano condotti dinanzi a una corte di giustizia. Nel nostro caso abate e Barone, concordi, hanno clemenza delle bestie che però, “curiosamente”, vengono confiscate dal convento.

Il quadro è questo, un abate troppo incline a confessare più le donne, a dare loro pene particolari, non proprio convenzionali, affari misteriosi, oggetti sacri scomparsi e un tesoro, un tesoro nascosto!

Mi sono anche divertita perché vengono raccontati singolari metodi per far sì che un marito torni a scaldare il letto della moglie. Non manca un omicidio, crudele e spietato a minare un rapporto solido di grande amicizia.

“L’ombra si arrestò dinanzi a una porta. Si voltò indietro un’ultima volta, come ad accertarsi di non essere seguita.”

Certo, come si conviene in questi anni ancora bui, la donna ricopre un ruolo inferiore, per sua natura è inferiore a detta degli uomini di Chiesa o Stato che siano, per questo non è libera; anche oggi ancora c’è, più lieve questa ombra ma c’è. Certamente questo Elia, ha risvegliato in me sentimenti di profonda antipatia, oltre che rimestato ripugnanza e avversione per il suo condannabile operato.

“In certi casi, Barone, non potete coprire con un mantello di seta un mucchio di letame e non sapere che la puzza prima o poi arriverà comunque fino al cielo”

L’esposizione con alcune frasi in dialetto e l’alternanza dei capitoli per livelli temporali rendono il romanzo affascinante e convincente, vi lascio scoprire come andranno le cose a Pattano! “Sia come sia, se credete ai miracoli… allora i miracoli cominciano ad accadere”

Vi lascio con questa citazione che ho apprezzato moltissimo:

“Che non tutti i cavalli corrono la gara, né tutte le parole meritano risposta”

 

Please follow and like us:
error0
fb-share-icon20
Tweet 20
fb-share-icon20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.