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Orgoglio senza Pregiudizio: Le ragazze di Jane Austen (HerStory Vol. 1) di Cinzia Giorgio

Recensione a cura di Jessica Pennini

Orgoglio e Pregiudizio è da sempre uno dei miei classici preferiti, lo rileggo almeno una volta all’anno e nonostante lo conosca ormai a memoria riesce sempre a trasmettermi le stesse emozioni, come se fosse una lettura nuova. 

Cinzia, in questo libro, propone un’analisi da lei elaborata sulle protagoniste dei libri di Jane Austen, soffermandosi sulle loro condizioni e sui loro tratti caratteriali, citando come ulteriore supporto anche altri autori e studiosi di Jane. 

La chiave della felicità si trova, secondo Jane Austen, nel raggiungere un equilibrio tra l’impeto e la ragione”. In effetti da questo punto di vista possiamo inquadrare il tipo di vita a cui aspirano le protagoniste della Austen, cioè caratterizzata da stabilità sotto tutti i punti di vista. 

Il solo mezzo per una donna di occupare il suo posto in società era il matrimonio e la sua casa da dirigere. Per le eroine della Austen un buon matrimonio era anche l’unica via per eludere la povertà.” Questa frase rappresenta, a mio parere, il fulcro attorno a cui ruotano 

tutte le vicende descritte da Jane Austen nei suoi libri: per una donna dell’800 il matrimonio, con relativa stabilità economica, era il fine ultimo da raggiungere. A questo proposito basti pensare a Mrs Bennett, il cui unico pensiero era sistemare decorosamente le sue cinque figlie. 

Certo, anche l’amore è un altro dei temi fondamentali, però sempre legato all’aspetto economico che permetteva una vita agiata. 

“Per le regole di questa società anche il sentimento più forte tra due persone deve a un certo punto fronteggiare il problema del denaro, perché soldi e benessere sono gli ingredienti principali per la buona riuscita di un matrimonio.” 

“Le protagoniste della Austen non possono dunque rischiare: se non sono ricche, la loro unica arma è la bellezza, garanzia di un buon matrimonio e di un futuro senza pensieri, oltre che di una buona posizione della società”. 

Una ragazza doveva quindi usare tutte le doti che possedeva per poter conquistare un buon partito, o perlomeno accettabile. Ad esempio, Charlotte Lucas, già “vecchia” per gli standard dell’epoca e non essendo particolarmente attraente, accetta di sposare Mr Collins, in modo da non gravare sui suoi genitori e avere una casa da poter gestire e una tranquilla situazione economica. 

Cinzia mette anche in risalto il tratto distintivo della penna di Jane Austen: l’ironia, da lei usata per criticare la società del suo tempo. 

Jane Austen si rivela nei romanzi come una superba osservatrice che sa esprimere al meglio le piccolezze della vita nel suo insieme. Con uno sguardo distaccato, ma nello stesso tempo ironico, coglie le contraddizioni delle chiacchiere e dei rituali delle piccole comunità, non senza darci l’idea netta che questi comportamenti siano in realtà universali.” Infatti ogni aspetto della società è giudicato in modo critico, niente sfugge all’autrice che riesce a penetrare a fondo in quello che la circonda, donandoci uno spaccato di vita dell’800 molto fedele. 

È stata una lettura interessante, in cui le protagoniste dei romanzi di Jane vengono analizzate e contestualizzati all’interno di questa analisi, che si legge come un romanzo.

Che cosa si nasconde dietro al successo che ormai da duecento anni fa di Pride and Prejudice il romanzo d’amore per eccellenza? Jane Austen, mentre lo scriveva, sapeva che i suoi personaggi avrebbero travalicato i confini dello spazio e del tempo per giungere fino a noi con immutato fascino? Questo breve saggio indaga, con un pizzico di ironia, su ciò che si nasconde nelle pagine di tutti e sei i romanzi della Austen, attraverso un punto di vista nuovo: la necessità del matrimonio per una donna all’epoca della Reggenza.

  • Editore : The Pink Factory Publishing; 1° edizione (12 marzo 2021)
  • Lingua : Italiano

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