Penitenziagite – Genesi: La storia di fra Dolcino di Fabio Cosio

È un tranquillo giorno di primavera quando il piccolo Davide incontra per la prima volta un inquisitore. Non se n’erano mai visti lassù, in montagna, dove la comunità è il centro del mondo; dove la fratellanza e l’aiuto reciproco sono necessari alla sopravvivenza; dove gli antichi riti pagani sono ancora vivi seppur mascherati. Quello che Davide non sa è che per l’inquisitore quello stile di vita non è consono ai comandamenti e A farne le spese è proprio la sua famiglia. Suo padre Giulio infatti è stato un prete, che ha rinunciato ai voti per amore. Nella comunità in cui aveva trovato pace e rispetto, le pressioni del l’inquisitore e del nuovo sacerdote inviato su sua richiesta lo costringono ai margini della società, impossibilitato a sopravvivere.Giulio, accompagnato dal piccolo Davide, parte per la città, Vercelli, deciso a vendere i suoi unici beni: un crocifisso e una Bibbia.Inizia così la storia di Davide Tornielli, passato alla storia come fra Dolcino da Novara, in un racconto epico che abbraccia trentacinque anni della nostra storia, a cavallo del 1300. Predone, ladro, assassino, eroe, rivoluzionario, sognatore. Ma chi era davvero fra Dolcino? In questo primo volume della trilogia, Fabio Cosio ci accompagna alla scoperta di un personaggio che per secoli è stato sinonimo di malvagità, portandoci con lui tra le speranze dei più poveri e le prepotenze dei più ricchi, tra l’innocente visione di un mondo nuovo e le manovre della Chiesa per incrementare il proprio potere.Con uno stile fluido che tiene il lettore incollato alle pagine, ci fa immergere nel medioevo, facendoci vivere la gioia della speranza e la sofferenza dei soprusi. Ne emerge l’affresco di un’epoca, un romanzo corale carico di emozione e personaggi che emergono vividi tra le righe, come se li conoscessimo da sempre.

Copertina flessibile: 336 pagine
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform (14 luglio 2018)
Collana: Penitenziagite
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1723120065
ISBN-13: 978-1723120060

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Recensione a cura di Sara Valentino

Ho una predilezione per Fra Dolcino, le cui vicende ho avuto modo di approfondire la prima volta dopo la lettura de “Il nome della rosa”, per il movimento definito eretico che creò e per la sua ideologia. E’ dunque stato un momento di illuminazione scoprire che ne era stata scritta la storia. Fabio Cosio racconta la vita di Fra Dolcino in tre volumi ora interamente pubblicati. “Penitenziagite. Genesi”, quello di cui vi parlo oggi, è il primo e ne narra la storia sin dalla sua infanzia.

Bisogna dire che le fonti non sono moltissime, la maggior parte però sono di parte avversa ai dolciniani. Il nome di fra Dolcino pare fosse Davide Tornielli, nato nei pressi di Prato Sesia intorno all’anno 1250.

Il romanzo è un romanzo storico di quelli che posso dire di amare profondamente perché narra una storia nella Storia con profonda empatia per i personaggi, ciò permette al lettore di vivere attraverso le parole dell’autore le emozioni, in questo caso estremamente intense, e le vicende che accaddero molti anni addietro.

Conosco lo stile dell’autore per aver letto precedentemente un altro suo scritto, si riconferma quindi dotato di uno stile narrativo fluido e intrigante, emotivamente trascinante. Non ultimo è importante dire che le scene, anche quelle crude, e ci sono, che al tempo erano all’ordine del giorno, non lasciano spazio all’immaginazione, quasi si può sentire il dolore, l’eccitazione, la paura, la carne bruciare.

Ma torniamo nel 1272 quando un bambino, Davide Tornielli, figlio di Giulio Tornielli un prete che scelse l’amore per una donna, ma non abbandonò comunque mai la fede in Dio, inizia a camminare sulle spine del mondo. Conosce la paura, l’odio degli uomini, la cattiveria pura che gli strappa l’amato padre su una strada di campagna; torna a casa solo, impaurito ma deciso a difendere la mamma e la sorellina.  Gli restano solamente: la Bibbia del genitore, Beatrice la sua mamma e la piccola Maria.

“Può farci male, ma la morte di tuo padre non è stata vana. Niente è vano. Sono tutti piccoli mattoni della vita eterna”

Ma le disavventure di Davide sono solo al principio, non ve le racconterò perché credo che valga la pena che le leggiate, vi commuoviate come è successo a me. Ci sono parti del libro che mi hanno straziato l’anima, Fra Dolcino dovrà seguire la sua strada lontano dai suoi cari.

Facciamo la conoscenza di Gherardo Segarelli, Gherardino, un predicatore degli apostolici; anche fra Dolcino entrò a far parte di questo movimento. Movimento definito eretico in quanto non facente parte degli ordini riconosciuti e dunque bandito dalla Bolla del Santo Padre.

“Saremo tutti giudicati da Dio! E solo i puri saranno degni della vita eterna! E come lui ci ha insegnato, mandando suo Figlio su questa terra, povero tra i poveri, il puro non possiede. Il puro non comanda. Il puro non aspetta che gli sia dato prima di dare! Egli avrebbe potuto avere tutte le ricchezze, costruirsi un palazzo da far sfigurare tutti i palazzi dei re. Ma egli non lo fece”

“Il mondo sarà la vostra casa, l’amore il vostro cibo. Ogni uomo sarà vostro fratello e ogni donna sarà vostra sorella.. La nostra ricchezza è il nostro amore”

I messaggi che questo romanzo reca con sé sono innumerevoli, così come pure la tremenda somiglianza con il periodo che stiamo vivendo e la situazione degli ospitali dell’epoca, la penuria e il prezzo maggiorato degli strumenti possibili per debellare o comunque sostenere i malati contagiati durante l’epidemia. “E’ brutto e triste quello che vediamo, ma non possiamo fare nulla. Siamo nelle mani di Dio”... eppure fra Dolcino farà qualcosa, nel suo piccolo, e se questo gesto lo porterà ad essere perseguito non sarà per lui un problema, “non c’è peccato se il cuore è puro e traboccante d’amore”.

Uno stimolo per tutti noi a dubitare sempre, a farci una nostra idea, ma anche a non credere che basta era un buono su dieci cattivi, se non ci si ribella al male si diviene  complici.

Curiosa e ansiosa di proseguire con il secondo volume!

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