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San Galgano di Elide Ceragioli

Trama  

«Anno Domini 1181 – Crociata contro i catari (albigesi) – Filippo II Augusto assume il titolo di “re di Francia” invece di “re dei Francesi” – Nasce San Francesco – Muore San Galgano. L’amore e la passione di Elide Ceragioli per il Medio Evo ed i suoi protagonisti, siano essi nomi famosi o semplici uomini e donne del tempo, si manifestano ancora una volta in questa avvincente narrazione biografica.

La vita di Galgano Guidotti ( San Galgano), forte personaggio, che rivaluta la figura del cavaliere, non più visto come macchina da guerra sanguinaria e violenta, ma come individuo nobile, quasi un San Michele arcangelo, ed i personaggi, che hanno fatto da corona alla sua breve ma intensa vita, sono l’occasione per rivivere, come in un affresco, con una narrazione lineare, ma viva e pittorica, eventi storici con una precisa collocazione cronologica e geografica.

Il santo che ha lasciato la  spada nella roccia ( è stata sottoposta ad esami metallografici che ne hanno confermato l’autenticità quale arma  antecedente al XII secolo) ci appare come autentico emblema del suo tempo: pieno di ardore, di voglia di vita, di ansiosa ricerca della verità e di slancio verso il trascendente.

Copertina flessibile: 62 pagine
Editore: Youcanprint (7 giugno 2017)
Collana: Youcanprint Self-Publishing
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8892668501
ISBN-13: 978-8892668508

Questa è la leggenda di San Galgano, di come un semplice uomo, un cavaliere scapestrato, indifferente alla sofferenza altrui e donnaiolo, sia diventato Santo e simbolo di Chiusdino, piccolo comune vicino a Siena, luogo mistico e misterioso, dove ancora oggi vi sono le tracce del suo passaggio  e della sua fede: l’Eremo o Rotonda di Montesiepi e la Spada nella roccia.

Galgano Guidotti nasce miracolato, nel 1148, sotto la protezione di San Michele, a cui la madre devota fece voto esattamente un anno prima, per restare incinta. Diventato adulto, l’autrice ci racconta in modo semplice e fluido, elegante e veritiero, come da cavaliere non certo senza macchia, si trasformi in un uomo completamente diverso, dopo una visione in cui Satana lo minacciava; istintivamente si ritrova a pregare San Michele che gli si presenta in sogno e gli indica la sua missione.

“Aveva trovato la sua missione, l’aveva ricevuta direttamente dal capo delle milizie celesti in persona alla presenza del principe degli apostoli.

Avrebbe costruito una chiesa rotonda, una cupola perfetta così come l’aveva vista nel sogno…”

Da ora in poi, Galgano Guidotti vivrà per realizzare quello scopo, per la prima volta si accorgera’ delle meraviglie del creato, descritte con parole poetiche, tanto da coinvolgere il lettore fino a  immedesimarsi nel protagonista e vedere quelle bellezze decantate… Giunto nel punto esatto indicato dalla visione, infilerà la spada nella roccia perche’ in futuro sarà lì che dovrà sorgere la Chiesa.

“… Con gli occhi ancora annebbiati per le lacrime  di commozione che la meraviglia del creato aveva provocato in lui, si era guardato intorno. La collina, gli alberi radi, il vento leggero evocavano serenità e familiarità insieme.  Rimase incerto, contemplava il cielo e sentiva sete di infinito, guardava la terra e provava, inspiegabilmente, pace.”

“La punta della spada penetrò dentro la roccia fino quasi all’elsa: Galgano cadde in ginocchio, adorando il segno che Dio gli aveva dato: la Croce di Cristo.”

E’ una lettura che provoca forti emozioni, soprattutto nell’ultima parte, perché Galgano è un uomo tormentato, sofferente, talvolta non all’altezza della sua missione, ma è comunque un viaggio dentro se stesso che coinvolge fino alla fine anche il lettore.

“…Nell’universo immenso, incommensurabile, Dio aveva posato il suo sguardo su di lui e lo teneva teneramente per mano.”

Recensione a cura di Cinzia Cogni

Una risposta a “San Galgano di Elide Ceragioli”

  1. GRAZIE Cinzia
    della bellissima recensione, che coglie fino in fondo e restituisce tutto quello che Elide comunica nel suo narrare.
    Spero avrai modo di apprezzare altri suoi scritti, sicuramente più lunghi, ma altrettanto “vivi”.

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