Segnalazione dal blog: I giorni più lunghi del Secolo breve di Andrea Coccia

dal 18 luglio in libreria. Ledizioni

I giorni più lunghi del secolo breve è una raccolta di 15 racconti storici, ognuno dedicato a una data fondamentale del Secolo Breve, ovvero il Novecento secondo la celebre definizione di Eric J. Hobsbawm.
Il viaggio parte il 28 giugno del 1914, il giorno in cui Gavrilo Princip uccide Franz Ferdinand, contribuendo a fare iniziare la prima guerra mondiale, e finisce la sera di Natale del 1991, quando Gorbachev legge in diretta nazionale la sua resa politica e segna la caduta dell’URSS. In mezzo ci sono tutti gli eventi più importanti del secolo: la marcia su Roma del ‘22, il crollo della borsa di Wall Street del ‘29, l’elezione contemporanea di Hitler e di Roosevelt del ‘33, lo sbarco in Normandia del giugno ‘44, il 25 aprile del ‘45, l’approvazione dei diritti fondamentali dell’uomo del ‘48, la rivoluzione ungherese del ‘56, l’omicidio di Kennedy del ‘63, lo sbarco sulla Luna del ‘69, il massacro alle Olimpiadi di Monaco ‘72, la strage alla stazione di Bologna del 1980, la catastrofe di Chernobyl e la caduta del muro di Berlino dell’’89.

Ogni racconto mette in scena sia lo svolgersi verticale della Storia collettiva, quella delle guerre, degli sbarchi e dei colpi di stato, sia lo svolgersi di storie individuali orizzontali, che ricorrono da una data all’altra e che riguardano le traiettorie singolari di personaggi come
Céline, Gandhi, Orwell, Hemingway, Churchill, Kennedy, ma anche John Lennon, Kurt Cobain, Kundera, Buzzati, Pelé, Brassens e moltissimi altri.

A spezzare il ritmo e ad accompagnare il lettore nel viaggio, tra un capitolo e l’altro, ci sono citazioni d’epoca — da Jack London ad «Irresistibile. Ci fa dimenticare Hannah Arendt, da Luciano Bianciardi a David Foster Wallace — i limiti dell’umano e ci eleva a sguardi onnipotenti» Marco Missiroli
intuizioni, moniti, profezie o semplicemente punti di vista di chi è riuscito a vedere con lucidità l’esatta dimensione dell’abisso in cui ci stavamo infilando, esattamente mentre accadeva.

Andrea Coccia (1982) giornalista freelance. Nel 2014 ha partecipato alla fondazione di Slow News, primo progetto di slow journalism italiano. Dal 2012 fa parte del collettivo L’antitempo (41° «Tra i commentatori più abili e bravi di questa generazione» Gianmaria Tammaro, GQ Italia
Premio Forte dei Marmi per la Satira Politica, 2013). Dal 2013 al 2018 ha curato la pagina culturale de Linkiesta. Nel 2005 ha fon- dato la rivista letteraria indipendente El Aleph.

Precedente Ildegarda e il mistero dell arciere, scritto da Elide Ceragioli Successivo Oscure presenze - aa.vv. - a cura di Rita Angelelli

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.