SteamWitch Inc.: Vol 03-L’Ordine di Latona di Fabrizio Colonna

Pepper riceve un invito a una conferenza di tecnomanti, il cui mecenate la introduce in un’organizzazione segreta dagli oscuri obbiettivi. Quando questi divengono chiari, Pepper si ritrova in un mare di guai e non ha altra scelta se non chiedere ancora l’aiuto di Rubimonda. Magia, treni a vapore, scope volanti e strabilianti invenzioni sono gli ingredienti di questa breve storia fantasy/steampunk, terzo capitolo di una saga in dieci volumi autoconclusivi. Immergetevi in una bizzarra Inghilterra vittoriana, innamoratevi delle due irresistibili protagoniste, e rifatevi gli occhi con le splendide illustrazioni di Luca Canova.

 

 

 

Copertina flessibile: 118 pagine
Editore: Independently published (6 marzo 2018)
Collana: SteamWitch Inc.
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1980481954
ISBN-13: 978-1980481959

Recensione a cura di Sara Loiacono

“L’ordine di Latona” è il terzo volume della Steamwitch Ink ed è davvero sorprendente scoprire che ad ogni capitolo la faccenda si fa sempre più interessante. Pepper e Rubimonda si trovano dove le avevamo lasciate, la prima insegna tecnomanzia all’università di Cambridge mentre la seconda è alle prese con gli studi per il diploma da strega nel bosco più a nord, anche se spesso passa il fine settimana in città ospitata dalla sua amica. Pepper viene invitata ad una convantion da Sir McCall, un ricco uomo d’affari con un progetto oscuro e ambizioso.

«Latona era figlia dei titani Febe e Ceo» disse il padrone di casa «possedeva gli stessi poteri di Efesto, il dio dell’ingegneria e della metallurgia. Era, in pratica, una dèa della tecnologia»
«Affascinante» commentò Pepper sempre più a disagio.
«Latona non è qui solo perché mi piace il dipinto, ella è una sorta di fonte di ispirazione, come l’eolipila. Vi ho confessato di essere un tecnomante, ebbene lo siamo tutti in questa stanza.

Nel frattempo Rubimonda torna nel bosco per imparare un incantesimo molto pericoloso e in questo frangente la sua mentore Apollonia ha una visoone di Pepper in pericolo. Questo spinge Rubimonda a salire in sella alla sua scopa per volare ad aiutarla. Arrivata sul luogo però si dovrà scontrare con molte difficoltà.

La luce era calda e non riusciva a vederci nulla, desiderò con forza sapere qualcosa dell’amica e di colpo un turbine di emozioni la investì.
«Per mille pentoloni!» esclamò «Sta soffrendo!»
«Concentrati. Devi capire quanto sia vicina a te»
«È tutto così intenso… solitudine, abbandono, preoccupazione e… paura. Paura dell’ignoto. Goliath»

Come per i precedenti capitoli, anche in questo la voce narrante è esterna alla storia. Anche se è il dialogo a prevalere, in questo terzo capitolo ho trovato molte più descrizioni: se prima si limitavano ad alimentare il genere steampunk con descrizioni dettagliate di meccanismi e marchingegni a vapore, ora sono più specifiche anche nelle caratteristiche fisiche dei vari personaggi.

Era un uomo alto, capelli brizzolati, baffi e pizzetto ben curati e gli occhi più azzurri che avesse mai visto.
«Signora Mint?» chiese quasi senza muovere le labbra, il suo alito sapeva di menta «So che non amate essere chiamata ‘dottoressa’»
«Mi… mi fa sentire vecchia»
L’uomo sembrò sorriderle e le porse la mano: fu in quel momento che Pepper conobbe Vincent McCall.

Riconfermo il giudizio dato anche ai precedenti, simpatico e scorrevole è una lettura leggera e adatta anche ai più giovani, non solo per i contenuti ma anche per la velocità e la facilità con cui si lasciano leggere. Il quarto volume “Resa dei conti a Little Britain” è già in mio possesso e, visto la piega che ha preso il finale, sono sicura non mi deluderà.

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