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Stramonio, l’erba delle streghe

Datura Stramoium, famiglia delle Solanacee, la stessa della Mandragola

L’erba delle streghe, lo stramonio, come si presenta:

Lo stramonio è una pianta erbacea a ciclo annuale.
Il fusto glabro, alto anche fino a un metro, è ramoso e biforcato, con grandi foglie lobate di color verde brillante. Il frutto è simile a una noce, ma ricoperto di spine, contiene al suo interno semi rugosi che nel mese di ottobre vengono liberati verso l’alto.

I fiori, di colore bianco con alcune sfumature viola, di forma tubolare, composti da cinque petali, si trovano nelle zone terminali dei rami. Si presentano chiusi e avvizziti di giorno per poi schiudersi di notte, emanano un profumo poco gradevole in grado però di attirare le farfalle notturne.

Dove si trova. Le origini.

In Italia, questa pianta, la possiamo trovare in tutte le nostre regioni, sia in pianura che nelle zone montane. Cresce vicino ai ruderi o ai margini delle strade.

Probabilmente originario del Messico, si suppone sia giunto in Europa nella seconda metà del XVI secolo.

Gli usi nella storia

Scopro che questa pianta, curiosamente incontrata durante la lettura di un romanzo, è chiamata erba delle streghe. Veniva usata durante i sabba e i riti voodoo. Usato nella stregoneria cerimoniale, lo Stramonio, ha un odore forte e sgradevole, probabilmente proprio per questo motivo si credeva attirasse forze maligne.

Lo Stramonio ha proprietà narcotiche, sedative e allucinogene, utilizzate sia a scopo terapeutico (estremamente pericoloso in quanto attivo di alcaloidi allucinogeni) che nei rituali magico-spirituali dagli sciamani.

Ai tempi già degli Aztechi , lo Stramonio era utilizzato per la divinazione. Lo stregone, dopo averlo assunto cadeva in stato di trance ed entrava in contatto con gli spiriti che gli comunicavano messaggi da rivelare alla popolazione.

Veniva altresì utilizzato dai ragazzi come rito di iniziazione per conoscere il futuro una volta divenuti adulti.

In Africa, presso alcune tribù, veniva fatto ingerire dalle filatrici di cotone che poi, sedate da un battitore di tamburo, iniziavano a ballare.

In India alcune popolazioni mischiavano parti di Stramonio con altri ingredienti al fine di ottenere un potente afrodisiaco, utilizzato per amplificare ed accelerare il piacere femminile.

Si narra che lo stramonio abbia il potere di far riconoscere streghe e stregoni. Veniva posta una pianta con fiore e frutto sul davanzale della finestra e la presunta strega, catturata dall’odore irresistibile, non sarebbe riuscita più ad allontanarsi.

Si credeva in passato che il succo di ribes fosse un possibile antidoto allo Stramonio.

Si è conquistato però anche una storia nella letteratura: citato da Omero nell’Odissea e da William Shakespeare in Romeo e Giulietta oltre che in Antonio e Cleopatra

Il pericolo dello Stramonio.

La pianta appartiene alla stessa famiglia di patata, pomodoro e melanzana, a causa degli alcaloidi contenuti (atropina, scopolamina e iosciamina), fiori, semi e foglie sono altamente tossici se ingeriti.

Dopo circa 30-45 minuti dall’ingestione si manifestano i primi e più comuni effetti collaterali: secchezza delle fauci, prurito della pelle, ipersensibilità verso la luce degli occhi e dilatazione, a volte estrema e di lunga durata, delle pupille oltre a crisi di panico, capogiri e vertigini, eccitazione, delirio, comportamento aggressivo, difficoltà a urinare, ipotermia, follia, delirio, allucinazioni e, nei casi più gravi, depressione dei centri bulbari, ipotensione e coma.

La durata degli effetti ha tempi molto variabili a seconda della quantità di sostanza ingerita e variano da alcune ore a 5-10 giorni, la morte negli avvelenamenti più gravi,sopraggiunge per paralisi dell’apparato respiratorio.

In caso di intossicazione da Stramonio, è necessario rivolgersi immediatamente a un ospedale o a un centro antiveleni.

E’ una pianta tossica e non va MAI ingerita Perché Come altre specie del genere Datura (Datura inoxia,Datura metel,…) è una pianta altamente velenosa a causa dell’elevata concentrazione di potenti alcaloidi, presenti in tutti i distretti della pianta e principalmente nei semi.

 

3 Risposte a “Stramonio, l’erba delle streghe”

  1. Bell’articolo, complimenti, spesso nei romanzi storici si leggono delle erbe e viene la curiosità di saperne di più, ottima idea di dedicare una sezione del blog a questo argomento! Aspetto i prossimi articoli

  2. Bell’articolo, certo che nell’antichità ci voleva una grande capacità e attitudine a usare le erbe nelle giuste quantità e per determinati scopi, non avendo i più moderni strumenti di studio. Un aspetto molto affascinante, però.
    Complimenti per l’articolo. Ottima idea per una rubrica originale!
    Vincenza

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