SULLE ALI DEL GABBIANO di Claudio Loreto

Recensione a cura di Cinzia Cogni

Questa è una di quelle storie che rimane appiccicata al cuore e alla pelle…sono pagine intrise di emozioni e sentimenti contrastanti da cui è difficile staccarsi, dove si resta intrappolati fino alla fine, tanto è la bravura dell’autore di rendere le descrizioni e i dialoghi reali, e soprattutto di far rivivere al lettore ogni sensazione che provano i protagonisti.
Questo romanzo, che mi ha rapito per qualche giorno e che ho letto con avidità e commozione, si intitola
“Sulle ali del gabbiano” e l’autore è il genovese Claudio Loreto, già noto nel panorama letterario per alcuni precedenti romanzi di successo.
Loreto ci trasporta nella sua città, Genova, nel periodo della seconda guerra mondiale, creando una storia dove “la Superba” è spettatrice e protagonista degli eventi tragici che accadranno.

Ragazzo, tu non hai la più pallida idea di cosa sia davvero la guerra.  Io l’ho conosciuta,  sul Grappa, e devi credermi: semplicemente si cessa di essere uomini. Nient’altro!”

Amedeo Sommariva  è un giovane che abbraccia le idee nazionaliste del movimento fascista e per questo motivo decide di arruolarsi volontario nella Regia Marina, dove viene imbarcato sul sommergibile italiano “G. Finzi” , uno dei primi inviati nell’oceano Atlantico allo scoppio della seconda guerra mondiale.
L’unico suo rammarico è doversi allontanare da Viola Ferrando, la sua fidanzata e lasciarla sola. Per questo motivo chiede al suo migliore amico, Dario Marcenaro, di starle vicino, di portarla fuori e distrarla durante la sua assenza.
Ma si sa, ” occhio non vede, cuore non duole”, e le uscite innocenti di Dario e Viola col tempo si trasformano in qualcosa di diverso, una piccola scintilla scocca fra loro e le buone intenzioni di non tradire il fidanzato e l’amico, a lungo andare vacillano e ben presto si ritroveranno l’uno nelle braccia dell’altro.

“Adesso l’aveva fissa in testa, giorno e notte, mentre dentro gli cresceva un senso di disorientante vuoto… Sì,  si era innamorato di Viola. Perdutamente, per usare un termine trito. Una fortuna che in realtà era una sciagura.”

Ciò che appare come una semplice storia d’amore, purtroppo sarà causa di una lunga serie di tragici eventi,  inseriti in un contesto storico assolutamente attendibile, ricco di aneddoti  realmente accaduti nel territorio ligure.
Se l’amore appare il sentimento cardine su cui verte l’intera storia, in realtà è il rapporto di amicizia che viene analizzato e messo in discussione; il tradimento di un partner addolora, ferisce, ma lucidamente sappiamo che  certi sentimenti possono mutare nel tempo. Al contrario, un amico che, come si suol dire “ti pugnala alle spalle”, è una delusione che difficilmente si accetta.
Allora quel sentimento di affetto e rispetto, ecco che si trasforma in odio e talvolta in vendetta.

“Prenditi cura di lei, aveva raccomandato a chi credeva un amico, invece gliela aveva servita su un piatto d’argento,  a quel vile imboscato. Maledetto bastardo! E lei, che donna da poco si era dimostrata…pensare che lui combatteva anche per quei due: che beffa!”

Nel frattempo Dario si unisce ai partigiani della “Cichero”, compagnia realmente esistita creata da Aldo Gastaldi detto “Bisagno”, 
diventando definitivamente nemico di Amedeo, che ancorato alle sue idee patriottiche, vede nei partigiani dei traditori  della patria.

“Lo sai che prima o poi mi metteranno addosso una divisa  e finirò lontano” osservò Dario. Non capiva quella guerra e quindi non friggeva per prendervi parte; non era però un codardo e se lo avessero chiamato alle armi non si sarebbe sottratto al proprio dovere.

“Sulle ali del gabbiano” non è solo un romanzo storico per ricordare una delle pagine più buie del nostro paese; è pure un modo per rimarcare tutto il dolore e la disperazione del popolo italiano, i dubbi e le scelte difficili, talvolta vitali, a cui furono sottoposti; e tutti quei cittadini e soldati che si sono ritrovati a fare i conti con la proprio coscienza, perché in quel momento, decidere “da che parte stare” non era poi, così semplice e scontato…

Tenga bene a mente, Sommariva, che siamo in guerra: la compassione è sospesa! È un lusso che nessuna delle parti può permettersi…”

Sono diversi i colpi di scena in questa storia, ma per paura di rivelare troppo e togliere la curiosità di leggerlo,  aggiungo solo che il finale seppur spiazzante, ho compreso solo dopo, che da un senso a tutto ciò che accade e come in una tragica fiaba, emerge una morale dove i veri valori anche in condizioni estreme sopravvivono e alla fine a non avere senso è sempre e solo la guerra e i suoi fautori.

Bisognerà imparare a non tenersi dentro e buttare via il cattivo della vita, che purtroppo è tanto. E tenersi invece ben strette le poche cose davvero importanti per le quali alla fine sarà valsa la pena di vivere.

  • Editore ‏ : ‎ De Ferrari (12 novembre 2021)
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 160 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8855033441
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8855033442
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