Torre di Ercole – Galizia – Spagna – La Coruña

La Torre di ercole è il faro funzionante più antico al mondo. Il suo fascino è accresciuto grazie alle numerose leggende che lo riguardano: le più antiche fanno risalire la sua costruzione alla mitica figura di Ercole, colui che avrebbe eretto le colonne ai limiti dello Stretto di Gibilterra. in realtà, la torre originaria fu fatta innalzare al tempo dell’imperatore Traiano, alla fine del I secolo d.C., da Caio Servio Lupo, un architetto proveniente da Aemium, vicina all’odierna Coimbra, in portogallo. Fu consacrata al dio Marte, con l’intento di usarla sia come faro sia come luogo di avvistamento per proteggere il vicino porto di Brigantium, centro fondato, secondo un’altra leggenda, dal capo celtico Lord Breogan e oggi coosciuto come La Coruña, in Galizia. 

Il faro, costruito su pianta quadrata con lato di 18 metri, aveva tre piani, su ciascuno dei quali si affacciavano quattro stanze comunicanti tra loro, e culminava con un pinnacolo cilindrico di circa 4 metri, intorno al quale erano collocati i contenitori per il fuoco. La scala era esterna e saliva per un’altezza complessiva di 36 metri. La prima volta che la Torre di Ercole venne chiamata “faro” fu probabilmente in un trattato di Paolo Orosio tra il 415 e il 417, e il suo utilizzo come punto di illuminazione per la navigazione venne sempre più associato alla vicina città e al suo circondario. Nel 572 venne dato il nome di “faro” a una delle divisioni territoriali donata al vescovado di Iria e, nell’830, la regione venne chiamata “Contea del faro”. Quando, a partire dall’846, la popolazione costiera fu costretta a fuggire verso l’entroterra a seguito dell’invasione normanna, la nuova città fondata dai rifugiati fu chiamata “Burgo de Faro”. San Sebastiano racconta nelle sue cronache che nell’870 i Normanni arrivarono  “fino a un posto conosciuto come Faro di Brigantium”. A partire dal 915 la proprietà della città di “Farym Brigantium” passò all’arcivescovado di Santiago de Compostela, mentre quella dei territori limitrofi, identificati con il nome di “faro”, restò suddivisa tra diversi monasteri e chiese, finchè nel 991 il re Bermudo II donò la “Contea del Faro” alla Chiesa di Santiago. Durante il Medioevo, Alfonso V confermò la donazione della contea alla chiesa, con l’esclusione, però della torre. Quest’ultima venne contesa tra vari nobili, a causa della sua posizione strategica e della solidità della sua costruzione, che la rendeva adatta anche come fortezza. Il possesso del faro tornò nelle mani della corona e poi ancora del vescovado di Santiago de Compostela. Tutti questi cambiamenti non giovarono certo allo stato di buona conservazione della torre che iniziò a decadere. Alla fine del XII Brigantium prese il nome di La Coruña (dal latino: vicino alle colonne) e nel secolo seguente divenne la città principale della regione. Il decadimento non fu arrestato tanto che la rampa delle scale esterne fu demolita e le sue pietre utilizzate per edificare una fortezza all’interno della città. A partire dal XVI secolo la costruzione divenne proprietà cittadina ma solo a partire dal 1682 iniziò un’opera di restauro: per accedere alla cima furono creati dei passaggi nelle volte delle stanze, fu costruita una scala interna e, in cima sul lato nord, furono realizzate due piccole torri per ospitare due lanterne. Dopo ulteriori passaggi e nuove ricostruzioni nel XX secolo, con l’elettricità, furono abbandonati i vecchi sistemi di illuminazione; nel 1956 fu costruito un nuovo quartiere per il guardiano. 

Fonti: Fari, Annamaria Lilla Mariotti – Edizioni White Star

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