Un giorno verrà di Giulia Caminito

Trama

Alla sua seconda prova narrativa, Giulia Caminito sceglie di dare voce a chi non l’ha mai avuta, a chi è ultimo per nascita o per scelta: e si misura così con il grande tema della fede, della speranza salvifica in un mondo migliore.
Lupo e Nicola nascono alle soglie del secolo nuovo, il Novecento, ultimi della progenie di Luigi Ceresa, fornaio nel borgo marchigiano di Serra de’ Conti. La vita dei Ceresa è durissima, come quella di tutti gli abitanti di Serra, poveri mezzadri che vedono spegnersi figli e speranze una dopo l’altra. Lupo, vigoroso e ribelle, e il fragile Nicola sopravvivono forse in virtù della forza misteriosa che li unisce pur nella loro diversità.
Zari nasce in Sudan ma viene rapita ancora bambina e poi convertita alla religione cattolica: in pochi sanno che questa è l’origine della Moretta, la badessa del convento di clausura di Serra, che con la sua musica straordinaria e la sua forza d’animo è punto di riferimento per tutta la comunità.
Intanto il vento della storia soffia forte: le idee socialiste e quelle anarchiche, la Settimana Rossa del ’14, la Grande Guerra, l’epidemia di Spagnola… Lupo, Nicola e la Moretta dovranno resistere, aprire gli occhi e scoprire il segreto che lega le loro esistenze.
Quella della Moretta – suor Maria Giuseppina Benvenuti, e prima Zeinab Alif, ancora oggi oggetto di culto – è una storia vera, le vicende dei fratelli Ceresa sono invece frutto di invenzione: ma in queste pagine ogni personaggio è seguito con il medesimo sguardo, frutto di una rigorosa documentazione storica e insieme di un’ardente partecipazione spirituale, e raccontato con una scrittura tesa, vibrante, capace di scavare nelle pieghe del tempo e trarne schegge di emozione vivissima.

Link d’acquisto: Un giorno verrà

Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 1834 KB
Lunghezza stampa: 206
Editore: Bompiani (6 febbraio 2019)
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano

a cura di Jessica Pennini

La mia è stata una lettura piena, intensa e una delle cose che più mi ha colpito sono stati i personaggi presenti in questa storia. Li ho trovati ben caratterizzati, con personalità ben definite, con credenze, modi di pensare differenti. In questo libro troviamo fede, anarchia e speranza il tutto ambientato durante la prima guerra mondiale. La scrittrice, con uno stile fluido ma incisivo, unendo tra loro le varie storie, ci fornisce uno spaccato importante della nostra storia, mescolando al meglio realtà e finzione.
È un buon romanzo storico, molto interessante che ho apprezzato molto, sia per il periodo in cui i fatti si svolgono sia per gli intrecci creati dall’autrice.
Per quanto riguarda la Storia dalla lettura sì evince chiaramente quanto Giulia si sia documentata accuratamente per la stesura di questo romanzo, molto curato nei dettagli. Leggendo questo libro si prova tutta quella sofferenza che ha caratterizzato quegli anni terribili, che spesso viene dimenticata.
Questo romanzo da voce alle persone “ultime” che la Storia tende a dimenticare, ricordandosi solo dei grandi. Questo è probabilmente il motivo principale per cui mi ha colpito tanto, mi ha avvicinato ancora di più ai personaggi e alle loro storie, che ho sentito più vicine, più vere.

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