V.I.T.R.I.O.L. – L’ARTIGLIATORE Vito Ditaranto.

Trama

Joshua Tree, uno studioso della Cabala Ebraica, ricerca in una inesplicabile Venezia l’erede a cui trasmettere le sue conoscenze sulla Cabala, ma il suo progetto è ostacolato da un oscuro essere: “L’artigliatore”. Questa misteriosa entità si dimostrerà materiale e non solo “spirituale” e, lentamente, ma inesorabilmente diventerà sempre più pressante ed insistente fino a far cadere il protagonista in una paranoia totale. Dopo aver scoperto di essere gravemente malato, Joshua non avrà molto tempo a disposizione per portare a termine il compito che si è prefisso, ovvero trascrivere tutti i suoi segreti e le “formule magiche” che ha imparato a utilizzare in tantissimi anni di studio. In un viaggio tra passato presente e futuro, un antico manoscritto risalente a Jacob Frank, cabalista ebreo di nazionalità polacca nato nel 1726, consigliere del re Augusto III re di Polonia, farà luce sull’intera vicenda, riaccendendo la luce di Prometeo.

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Copertina rigida
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice
Collana: Le Mezzelane Casa Editrice
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899964521
ISBN-13: 978-8899964528

Che cosa faresti se il medico specialista che hai consultato per un controllo approfondito, ti dicesse che per te la morte non è più la “x” di un’equazione complessa, ma un dato certo, però ancora legato a una piccola variabile che fa si che sia ancora lei a tenere le redini della tua vita?
Joshua Tree, il protagonista di quest’avventura, non può scegliere come passare il resto dei suoi giorni. Non ha sogni nel cassetto da esaudire, non ha mete da sempre sognate dove poter andare prima che la luce dell’ultimo giorno si spenga per sempre. L’unica cosa che può fare e che è costretto a fare, è cercare di mettere in salvo la sua conoscenza e lasciare nelle mani di qualcuno di cui si fidi o che per lo meno gli possa garantire una successione ereditaria, tutto ciò che studiosi della Cabala come lui per secoli hanno scoperto, studiato e perfezionato, soprattutto tutto quello che lui personalmente è riuscito a decifrare.
Joshua non è più giovane, è un vecchio stanco e le forze vitali, aggravate ulteriormente da problemi respiratori, lo stanno abbandonando, ma prima di farlo gli presenteranno il conto. Gli anni passati a studiare e perfezionare le formule matematiche si fanno sentire e la ricerca di un nuovo “Custode della Conoscenza” sembra diventare un’impresa molto più che impegnativa così come lo è stata la sua vita, dedicata allo studio di antichi testi ebraici. La ricerca del successore cui affidare un testamento, che dovrà scrivere in fretta lottando contro un conto alla rovescia invisibile, sarà ostacolata da un’entità in grado di essere allo stesso tempo sia spirituale, sia materiale, l’Artigliatore, che diverrà una presenza costante al punto da farlo diventare paranoico. Ogni gesto di Joshua sarà condizionato dalla perenne sensazione di essere seguito e spiato, ma l’Artigliatore sarà in grado di essere qualcosa in più di un semplice soffio d’aria che lui respira. Assumendo sembianze umane, l’Artigliatore dimostrerà a Joshua di poterlo sconfiggere da un momento all’altro e di essere in grado di rubargli il suo prezioso manoscritto come se dovesse rubare le caramelle a un bambino. Joshua ne è consapevole e si lascia condizionare da questa sensazione d’inferiorità, nonostante provi continuamente a fare in modo che questo non accada.
Joshua riverserà tutte le sue speranze sul giovane Simone che da mesi, ogni giovedì, s’intrattiene con lui in “Piccole sessioni di addestramento matematico” pur non sapendo cosa si nasconde ufficialmente dietro la loro collaborazione. Farà affidamento nel condurre a termine la sua impresa sull’unica persona che sembra essergli amico, il suo coinquilino Vito Ditaranto, e su Plato, un cucciolo di cane che sarà protagonista nel bene e nel male nelle scelte prese da Joshua.
Ambientato tra le calle veneziane, l’autore ha messo in scena una storia che in apparenza potrebbe dimostrarsi complicata, visto l’argomento trattato e, in effetti, in qualche pagina iniziale, può sembrare che lo sia vista la moltitudine di termini, nomi, e nozioni cabalistiche descritte. L’etimologia delle parole è sviscerata man mano che si procede con la lettura, ma per i non addetti ai lavori, è un po’ come trovarsi in una stanza con estranei e nonostante ti stringano la mano dicendoti come si chiamano, alla fine delle presentazioni riesci a ricordare solamente il nome dell’ultima persona con cui hai proferito parola.
L’atmosfera veneziana è ben descritta, in alcuni momenti sembra di sentire l’umidità della città sulla propria pelle. Vito Ditaranto ha dimostrato un’ottima capacità narrativa, mai ripetitiva. Superate le prime difficoltà legate alla terminologia cabalistica, le frasi scorrono veloci, in scioltezza e il lettore è risucchiato in quel vortice di curiosità che dovrebbe produrre ogni libro. Ho trovato simpaticissima l’idea dell’autore di inserirsi personalmente nel racconto.
Il finale, dopo un viaggio tra passato e presente, dopo aver fatto luce su un antico manoscritto risalente a Jacob Frank, cabalista ebreo di nazionalità polacca nato nel 1726, consigliere del re Augusto III re di Polonia, farà luce sull’intera vicenda, ma lascerà al tempo stesso una porta aperta.
Recensione a cura di Maurizio Babini

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