Zarina di Ellen Alpsten

Palazzo d’Inverno, febbraio 1725. Quando lo zar Pietro il Grande esala l’ultimo, travagliato respiro, sua moglie Caterina i è la regina astuta e seducente che tutti hanno imparato a temere e ad ammirare. La donna piena di risorse che ha profuso ogni sforzo pur di rimanere al fianco dell’imperatore; colei che più di ogni altra lo ha amato e odiato, aiutato e tradito, subìto e saputo domare. Ma nel passato di Caterina c’è molto di più. Figlia illegittima di un contadino della Livonia, prima che l’incontro con l’imperatore di Russia le cambiasse il nome e la vita, Caterina era Marta: sposa poco più che bambina di un soldato svedese, domestica al servizio di un pastore in Lettonia, salvata da un ufficiale dell’esercito russo, serva del principe Mensikov. Non c’è sopruso, violenza o barbarie che Marta non abbia provato sulla propria pelle e, adesso che lo zar è morto, l’ultima, decisiva battaglia la attende: quella per il potere.

Copertina rigida: 623 pagine
Editore: DeA Planeta Libri (22 ottobre 2019)
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8851173133

Recensione a cura di Sara Valentino

Scrivere di “Zarina” di Ellen Alpsten è complicato, perché non posso raccontarvi tutto, ma quel tutto è rimasto dentro di me, come una mina inesplosa. C’è questa voglia prorompente di lasciar straripare tutte le parole, tutta la storia, tutte le emozioni che il romanzo mi ha lasciato. Forse raccontandole a voi potrò in qualche modo lasciare andare la storia al prossimo lettore.

Non conoscevo la storia di Marta, poi Caterina I, e della sua ascesa e tormentata salita al trono accanto allo zar di tutte le Russie, Pietro il Grande.

Il romanzo prende avvio proprio dal giorno della sua morte, spiazzando un po’ il lettore che si ritrova a leggere di nomi che, se non avvezzo al periodo storico, non conosce. La zarina, Caterina I, saprà prendere, come ha sempre fatto, le decisioni migliori per la Russia, non senza l’aiuto del principe Menšikov che avrà sempre un ruolo cruciale sino alla fine.

“A questo mondo nulla accade per caso, senza una ragione. Quel pomeriggio la mia vita cambiò direzione, come la banderuola sul tetto del monastero”

Facciamo un passo indietro negli anni, un fiume, una ragazza ribelle che indomita difende l’amica più debole, Marta fa la sua comparsa. Giovane orfana viene consegnata a un uomo terribile, Vasilij, un violento, un orrido che si approfitta delle donne, le consuma, le viola nell’intimo e nell’anima. Marta però è ostinata, non si arrende mai, è questa la sua forza, questo la rende la paladina di tutte noi, che a volte ci troviamo a dover affrontare i soprusi degli uomini.

Per tutti noi, come per Marta, accade per caso, accade un giorno, di trovarsi su una strada diversa e iniziare un nuovo percorso, per lei forse finalmente una nuova vita più dignitosa, nonostante una colpa, un fardello gravoso che porta con sé.

“Ora vai. Addio. Sono le persone che devi temere e non il diavolo”

Così Marta scappa nottetempo, fugge e nonostante la notte faccia paura lei sa che deve avere paura degli uomini. La cornice è la grande guerra del Nord che fu combattuta tra il 1700 e il 1721, le strade, i boschi non erano certo un luogo sicuro per giovani donne sole.

Sembra inverosimile la storia di Marta-Caterina, ma la storia sappiamo sa essere molto avventurosa e le sorprese non necessitano di molte invenzioni. Non vi racconto molto perché è una storia da leggere, nonostante il valore storico del romanzo, per quanto ho potuto verificare, e dalle note dell’autrice a fondo libro, la narrazione è quasi sempre ad altissimo livello di suspense, si rimane in costante trepidazione.

“Nessuno è mai abbastanza cattivo perché voi possiate scorgervi il male.”

“La vita è troppo breve per essere vendicativi. L’odio e la collera sono un peso per il cuore e ti tolgono il sonno”

Marta-Caterina è bellissima, seduce con la sua estetica e con la sua dolcezza mista a un coraggio indomito e a un pizzico di astuzia. L’amore tra lei e Pietro traspare e sicuramente il suo essere, ed esserci, ha contribuito alla conquista dello Zar anche perché era l’unica in grado di calmare le sue crisi epilettiche.

Spesse volte la Zarina cercherà di mitigare il carattere vendicativo del sovrano, riversato anche nei riguardi del suo stesso sangue, perdonando anche chi il perdono non lo avrebbe meritato mai.

Racchiudere in poche righe questa storia non mi è possibile, so che mi ha tenuto compagnia e i suoi personaggi sono divenuti reali, sono stata presente quando la camera d’ambra è divenuta un dono diplomatico. Un romanzo denso di storia, di una storia che conoscevo poco, di una donna che mi resterà nel cuore, la narrazione romanzata rende perfettamente l’idea degli attimi di gioia, amore quanto quelli del dolore, dello strazio.

Consigliato!

“Deposi tutte le armi in una sconfitta più dolce di qualunque vittoria”

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