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Rosso di tiro, blu d’oltremare. Una storia fiamminga di Adriana Assini

Recensione di Sara Valentino

Siamo sul finire del Trecento, siamo a Bruges in un Medioevo che vede l’Europa impegnata in quella che è passata alla storia come la guerra dei Cent’anni.

Bruges, che ha vissuto un periodo di grandi successi come anche secoli bui, Bruges che vide radunarsi commercianti da tutto il mondo per vendere e per comprare le famosissime stoffe fiamminghe.

Adriana Assini, anche in questo suo romanzo storico, ci presenta una tela colorata e poetica come solo la sua narrazione sa essere, una narrazione che cinge il lettore e lo coccola di visioni, di immagini e lo avvicina a una storia nella Storia.

“L’unico modo per liberarsi di un peccato è commetterlo”

La giovane Rose Van Triele, figlia di un tintore di guado (pianta in grado di tingere di celeste), questo peccato lo dovrebbe e vorrebbe commettere. Lei è innamorata di un uomo che appartiene a una corporazione avversa, Robin Campen, tintore del rosso, lavoratore della robbia.

“L’amore senza amore è una sciagura, perciò rifletti prima di rinunciare a quel lembo di felicità terrena che ti spetta”

Leggiamo rapiti, sedotti, queste pagine, percorriamo gli anni anche tumultuosi di Bruges e impotenti, come donne, assistiamo all’emergere del potere maschile. Ampolle letterarie che arrivano a noi lettori, consigli che ieri come oggi sono conforto nei giorni avversi della vita.

Sono gli uomini a decidere! Ecco perchè questo è un romanzo per le donne sì, ma io direi per tutti.

“Si tramandavano di madre in figlia e servivano per scambiarsi rimedi, arcani e credenze che una della congrega riportava fedelmente sulla pergamena. E che tutti chiamavano i vangeli.”

Il Rosso, simbolo del sangue, sinonimo di energia, esalta una parte di questo mondo in cui le donne si potevano muovere solamente strette l’una all’altra, tra le viuzze nei dintorni e la loro dimora. A dispetto di quelle mai insofferenti, che tramandavano alle figlie le regole ma anche i segreti del focolare, vi erano alcune che della notte facevano il loro rifugio. Le dame della compagnia della Conocchia, donne astute, sfrontate si radunavano e tramandavano l’antico sapere.

“Rammentate che se volete ricchezza e salute dovete dimostrarvi fedeli alla luna”

Il giogo degli uomini non rallenta e un destino avverso sottomette i sogni di Rose, il dolore le cava la voce, una fuga le spezza il sorriso, i colori si slavano nel dolore e perdono luce e intensità

“Entrambi, per il dolore, avevano perso i colori e sembravano morti”

Tra le battaglie degli uomini e sotto le forche, nei pressi dei patiboli dove da monito facevano i corpi a penzoloni dei facinorosi, si stende una mano di blu il colore dell’armonia e del cielo, affidabilità e lealtà, il colore degli dei.

L’autrice ha una preparazione storica eccellente, ma è anche una donna di cultura a spettro ampio e ci fa usare le sue ali, durante la narrazione, ci conduce nei boschi, tra le fate, in visita a quel folklore tipicamente medievale, ma non solo.. pennellate di aneddoti costellano il romanzo che procede la sua storia in un viaggio che definirei allegorico. Ecco dunque che per chi ama l’alchimia, per chi conosce il vero significato della ricerca dell’oro alchemico, sotto l’olmo, insieme al cerchio di donne scoverà il grande segreto.

“Non disperavano, invece, d’incontrare qualche creatura del bosco: fauni, fate e folletti custodi di arcani silvestri”

“Rosso di Tiro, blu d’oltremare. Una storia fiamminga” nel momento in cui volterete l’ultima pagina vi dipingerà una linea curva sul viso, un sorriso… perchè con le pupille ancora dilatate cercherete di raccogliere dentro di voi, a grandi mani, tutti gli insegnamenti possibili. E’ un libro che ci parla, parla con noi, dona riposte alle domande che ogni giorno, nel corso della vita, ci vengono a bussare alla porta della mente. Questa nostra mente che se ne va in giro senza rendersi conto che:

“Volete una medicina per guarire i vostri mali? Be’, non ve la darà un dottore, perchè la troverete dentro di voi”

Il mondo di Bruges del Milletrecento era un mondo in cui alcuni comandavano dall’alto e tutti gli altri obbedivano dal basso e non è tanto diverso da quello di oggi. Un mondo non dissimile dal nostro dove l’avidità prima o poi si paga e dove “un somaro, pure se si veste da cavallo, prima o poi raglia.” Ci insegna che bisogna essere disposti a perdere qualcosa per ottenere di più, ad attraversare battaglie e tempeste e che non esiste un epilogo senza prologo.

“Rammenta l’insegnamento che salva dagli inganni: chi non è con te è contro di te” 

Trama. È una luce abbagliante quella che attraversa i cieli grigi di Bruges, andando poi a planare sulle acque dei suoi cento canali, lungo le cui rive s’addensano le botteghe di eterni rivali: i tintori di robbia e quelli di guado. Il rosso e il blu. Su quel finire del Trecento, tra le incertezze provocate dal Grande Scisma d’Occidente, sono le continue rivalità tra i mestieri unite alle lotte sociali contro il potere dominante a tenere sempre alta la tensione nella ricca e melanconica città fiamminga. Mentre gli uomini si cimentano in proteste e guerre vere, alcune donne combattono in silenzio e senza armi ben altre battaglie: sono le dame della Compagnia della Conocchia che, in spregio dei pericoli e delle norme, s’incontrano di nascosto nelle fredde notti tra Natale e la Candelora. Si scambiano segreti e saperi, consigli e rimedi per la vita e sulla morte, ma soprattutto coltivano un grande sogno comune a tutte.

  • Peso articolo : 340 g
  • Copertina flessibile : 272 pagine
  • ISBN-13 : 978-8885746329
  • Dimensioni e/o peso : 14.6 x 1.9 x 19.9 cm
  • Editore : Scrittura & Scritture (22 ottobre 2020)
  • Lingua: : Italiano
  • Link d’acquisto

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