Il testamento di Abramo di Igor Bergler

Link d’acquisto Il testamento di Abramo

È mattina presto quando il professor Charles Baker, appena tornato da una serie di conferenze in Messico, viene svegliato da una misteriosa agente dell’FBI che gli comunica la morte del suo assistente a Princeton, George Marshall. Il professore ha subito un sospetto: possibile che dietro l’omicidio c’entrino le ricerche di George sull’improvvisa adesione del presidente Abramo Lincoln alla causa dell’abolizione della schiavitù? Solo lui può indagare su questo tragico mistero. Ma la matassa è più ingarbugliata di quanto sembra, tra agenti dalle multiple identità, un bizzarro detective dalla memoria prodigiosa e dal passato nebuloso, l’ingresso inatteso di un nuovo amore nella sua vita e una misteriosa organizzazione internazionale i cui tentacoli arriveranno a lambire anche le stanze private di Benedetto XVI. Forse, però, le risposte che il professor Baker sta cercando sono più vicine di quanto lui stesso possa immaginare, addirittura all’interno della sua famiglia e anche nei libri. In «tutti i libri»…

  • Copertina flessibile: 937 pagine
  • Editore: Baldini + Castoldi (30 gennaio 2020)
  • Collana: Romanzi e racconti
  • Lingua: Italiano

Recensione a cura di Sara Valentino

“La morte della civiltà creata migliaia di anni fa ci sta venendo incontro a tutta velocità. All’inizio era il verbo: non il pettegolezzo, il rumore, non opinioni casuali su qualsiasi argomento”

Sembra quasi che l’autore stia parlando alla nostra umanità, lo fa attraverso questo intenso, lungo e anche un po’ tortuoso, romanzo; ci darà messaggi preziosissimi.

Tutti parlano, ma nessuno ascolta più”

La situazione attuale è questa, spopola l’ego degli incolti, persone mediocri che si sentono gonfie. Invece di sfruttare i nuovi media per ottenere informazioni, tutti vogliono essere “L’informazione”.

“Quantità a svantaggio della qualità” “Internet è l’equivalente digitale di milioni di chilometri di rumore e carta sprecata”

Sempre meno persone leggono, la tecnologia fuori controllo e la mancanza di istruzione possono solo condurre alla fine dell’umanità. Avere senza essere. Anticamente, i Greci, i Romani, imperatori e senatori scrivevano, erano interessati alla cultura… l’autore ci dice che qualcuno a un certo punto dovrà pagare il conto.

Un librone di quasi mille pagine denso di rimandi storici e curiosità che ho avuto il piacere di approfondire. Un thriller storico, “Il testamento di Abramo”, ambientato in epoca contemporanea ma con riferimenti al tempo di Abramo Lincoln, uno dei più importanti presidenti degli Stati Uniti, colui che pose fine alla schiavitù abolendola e liberando gli schiavi.

Proprio su questo punto l’autore costruisce il romanzo, un thriller che si apre un efferato assassinio quello dell’assistente del professor Baker. Sarà proprio Charles Baker a trovarsi invischiato in una mirabolante avventura, sulle tracce di un diario che contiene il segreto di Lincoln.

L’autore fa sfoggio della sua immensa cultura, viaggia e porta anche il lettore a spasso nel tempo e tra i simboli di un lontano passato. Il professore, protagonista delle vicende, dovrà guardarsi le spalle ma non solo, molto vicino a lui c’è qualcuno che non è ciò che apparentemente sembra.

“Bisogna mettere un po’ di distanza dagli eventi per comprenderli, quando si è presi nel vortice è impossibile capirne il senso”

Un messaggio in codice che scomoda anche il grande Umberto Eco e il suo “Il nome della rosa”, manoscritti antichi e proibiti celato parti del messaggio e sfiorano leggende che paiono dimenticate. La mente vola verso luoghi leggendari, la mitica città bianca, un rimando a biblioteche antiche scomparse come Pergamo e Alessandria. Il profumo dei libri, dei vecchi papiri, il profumo dell’antico sapere che deve essere salvato.

La biblioteca stessa è una metafora, il mondo e la vita sono rappresentati nelle mille sfumature delle parole e del sapere, la luce e l’ombra, il sentimento e la ragione. Distruggere i libri è distruggere la Storia.

Messaggi nascosti, l’uno nell’altro, come una matrioska, lentamente, seguendo i pensieri di Baker, si dischiudono uno alla volta.

Un’organizzazione misteriosa lavora nell’ombra e le sue lunghe tenaglie giungono fino al Vaticano, un ricatto che affonda le sue radici all’epoca del nazismo.

“Tutti i totalitarismi, tutti gli estremisti hanno sempre odiato i libri e il loro obiettivo era distruggere tutto ciò che contengono. I libri sono pericolosi. Succede anche oggi”

Ma cosa può legare il presidente Abramo Lincoln con la famiglia dei Visconti? Figure ricorrenti come il serpente dei Visconti, il basilisco e il serpente piumato si legano creando un filo conduttore inaspettato e un’ipotesi storica sconvolgente.

Come se ciò non bastasse, uno strano essere uscito dalla mitologia classica semina il panico massacrando decine di persone, un novello Minotauro a guardia si un labirinto; il labirinto è un viaggio iniziatico sì, ma qualcuno usa la paura e il terrore di chi è sopravvissuto per studiare uomini reclusi in un laboratorio nascosto.

Ripercorrendo la simbologia de “Il nome della rosa” anche il labirinto è la rappresentazione della vita: larga l’entrata e stretta l’uscita.

“Tutti escono dal labirinto della vita. Il problema è come lo si fa e come lo si è percorso”

E mentre si giunge al termine, in una corsa contro il tempo, Charles si chiederà se il suo assistente in realtà avesse voluto solo ricordargli che alle volte è più importante il viaggio che la destinazione.

“La nostra vita è un’illusione continua. E’ difficile dire cosa sia autentico e cosa no. Viviamo come gli abitanti della caverna di Platone: spesso vediamo delle ombre e le scambiamo per realtà”

 

 

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