#3 Leonardo in Venetia di Fabio Maiano

Di chosa vidi in viaggio con il Maestro Luca Pacioli da San

Sepolcro in occasione della stesura de De divina proportione

 presso Messer Paganino Paganini in Venetia

opera completissima et dilettissima per cui feci io li disegni

esplicativi e delle mirabilie che vidi in quella città e dei usi

e costumi de’ forestieri e de’ originari de la città marchesca.

Ebbi a viaggiar prima di Roma e di Tivoli in Venetia, pro stesura del de divina proportione del massimamente dotto Fra’ Luca Pacioli che mise in stesura presso un homo di stampa eminentissimo come Messer Paganino, e dove vidi la magnificentissima opera di Jacopo de’ Barbari e Pietro Antonio degli Abati che come vista da uccello mostra la città dal cielo in mille dettagli precisissimi e bellissimi. Non ebbi mai a disdegno, come tanti invero fanno, le opere a stampa ché costan meno e pur non havendo la bellezza dei manoscritti son utilissime chose e magnificamente permettono a molte di piu’ persone di havere libri e canoscenza. Io, homo sanza lettere, ebbi a veder colà una città singulare e particulare, con usi suoi propri che non havemo mai in altre corti o contadi. E curioso indagai sulla natura delle costumanze dei nobili di Venetia e come i forestieri di garbo debbono tener le maniere loro per buon vivere colà.
Conciossiaccosacché tu ti appresti a entrar in Venezia, ovvero a viver non come regola di nobilità feudale o cittadina, ma siccome homo nobile s, ma in altra terra che difforme è dalla tua piucché tu fossi alla corte del ì Soldano o del Grande Cane di Cataio, ho proposto meco medesimo di farti gradita roba venirti mostrando quando un luogo e quando altro, dove io, come patrizio che gli ho sperimentati, temo che tu, caminando per questa vita, possi agevolmente o cadere, o come che sia, errare: De li modi da usar quanto tu arrivi in Venezia, e quali evitar.
In Venezia non se usa, verso i nobili stanieri, aver ammirazione per le estensioni de feudi che tu vanti, o ʼ pe denari che tu possa mostrare o per il battere la saccoccia a farla tintinnare, perché che tu vegna di ʼCampagna Lupia o da Roma o eziandio da Parigi sempre sotto sotto un de campagna tu se , e il mostrar ʼ ʼ cio’ non è visto molto distante da un villan rifatto. Ogni patrizio veneto, in quanto elettor di Signore Sovrano come lo Doge, e possibil Doge lui stesso si ritien pari degli elettori palatini del vostro Imperador e pari a un Delfino de Franza o Prince de Ueals, e non adombrarti se come Duca Marchese o sol conte te tratta con cortese accondiscendenza. Non parlar de robe de Stato mai, e se vi è una lista dello tuo Stato cerca de tenerte da quelle parti. In ogni caso se commerci o altro bel mestiero l è meglio che a farte vedere in pompa, per lo motivo de prima ʼ e perché nessun abbia suspicione su come tu te mantenga e su li beni tuoi da dove li proviene. Degli abiti Siano i tuoi vestimenti onorevoli et decorosi, ma comodi ché non vi è carrozza o cavallo per risparmiar le suole e le gambe; e niente vè di meglio che camminar per le Mercerie a gambe larghe e con li piedi ʼ doloranti per farse dileggiare o compatire.

Stiano li nobili coi nobili, che a star coi popolani vi è il rischio che ti lancino uno strale verbale piu’ tremendissimo che folgore, imperocché lo volgo veneziano è colui che sceglie il suo Doge, se a essolui piace, e si sente ahimé autorizzado al mugugno o alla risposta salace che manco di fronte a Messier lo Santo Papa non frena la lingua et li dileggi. Il tuo titolo vale per la creanza, ma nulla ti serve in una question tribunalizia, specie se chi porti in questione ha amici nobili o tanti zecchini, che a Venezia li trovi a prestar facile.
Ogni tanto paga una festa, o da bere, che cio’ è segno di creanza, dà rispetto e il popolano cos come il ʼ ì patrizio se mangia a tue spese non ti negherà mai un favore.
Attento a li giudei, che a Venezia cristianissima non han diritti come li Cristiani ma li Cristiani han molti debiti con essiloro, ed essiloro son pure permalosissimi come li farisei e vendicativi come el Caifa et traitori come Giuda, e tien in mente che vi son molti modi per cancelar un debito e un torto subito, e tra loro non si tradiranno, sempre pronti a trovar chi possa giurar el falso che chi fece mala azione era altrove.
Dei Comerci
Vige anchora lobbligo imposto dalla Serenissima Repubblica ai forestieri di effettuare le transazioni di ʼ compravendita dei vari prodotti solamente allinterno di Venezia, indi tratta co li pari tuoi se esiste un ʼ vostro fondaco o apri botega.
Della cittadinanza Veneziana
Pur non isperando a conservar quelli privilegi che tu habbi ad avere come nobile in Terraferma, ne avresti degli altri a diventar cittadino de Intus de Venezia, ed esto status lo puoi avere in vari modi, lo piu’ spiccio è de sposare una cittadina Veneziana, o otto anni di permanenza et comercio et tasse pagade in Venezia, o subito se porti tua famiglia e tutti i tuoi averi in città, ma sempre tu hai da fare, ogni 5 anni, giuramento e doni alla chiesa de San Marco, et come dice la legge spirati li cinque anni, al termine di mese uno dal giorno sudetto presentare al magistrato li loro privilegi per esser com è il solito catasticati, e ʼ giurar con solenne giuramento da prestarsi in mano di uno almeno di sue eccellenze di non haver ad alcuno prestato il nome, di haver osservate pontualmente le leggi, et essereper osservarle, presentando le fedi di essersi spacciati in ogni luogo per cittadini veneziani e con quell altre formalità ʼ
De gli alloggi et de le hosterie
Contratta sempre prima lo prezzo della stanza o della magione, ché i prezzi son alti sempre, li forestieri piu’ vessati di altri, ma mai riprender chi affitta o l oste tuo, che risponderà non essere tu che paghi de ʼ piu’, ma el venessian che paga meno. E ricorda che in Venezia magnar colle mani, come se fa nelle corti de campagna, (sicché lo vidi io de persona in varie città del contado d Italia dagli Estensi e a Milano, e come vide nelle campagne francesi a ʼ Parigi piu’ di un ambasciatore) e usar il coltello de punta sono detti ridetti e considerati modi barbari a usarsi a tavola, che se usa il pirone o forchetta, che è appunto fatta come una piccola forca, de quelle che mi par usiate per la paglia e il coltello serve per tagliare. Non ingozzarti tanto da gonfiar le gote, e se bevi non emettere le arie dello stomacho rumorosamente, che in Venezia certe cose non son sintomo de aver gradito i cibi: per esprimere gradimento se usano le parole.
Dei servizi alla Repubblica
Non hai, come forestiero o cittadino, accesso alle cariche piu’ alte della Serenissima, tantoché la carica maggior che ti possono accollare è a capo de compagnia militare se foresto, e, come cittadino, di Messer Grando,che è colui che per conto dei X o de Avogadori o de Quarantie effettua arresti o li predispone, ʼ ʼ che porta a te rispetto ma a volte inimicizie.
Rispetta la legge, che no la ammette che tu non la cognosca, e sii tu uso alle bone maniere come confà a chi vuole stare in civile consesso e mai parlar male de la Serenissima, che una legge fondamentale dice: che nessuno ardisca di parlare contro la forma del Governo, nè contro le pubbliche deliberationi, meno detrahere individualmente di pubbliche persone, e trovandosi alcuno che contravenga s’intenda incorsonel delitto di lesa Maestà
Altro non giungo, ché el troppo parlar o scrivere è malacreanza e poi potrei sol giuntare cose ovvie.

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