Formule mortali – François Morlupi

Trama

In una torrida estate romana un passante scopre un cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un’indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.

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Copertina flessibile: 320 pagine
Editore: Croce Libreria (23 aprile 2018)
Collana: Croce Libreria
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8864023313
ISBN-13: 978-8864023311

 

a cura di Cristina Costa

Agosto romano, caldo torrido, la vita nella capitale è meno frenetica, molti sono in vacanza.
In questa calma apparente un efferato delitto si compie a danno di un professore universitario di fisica, torturato brutalmente e ucciso con il sistema medioevale dell’impalatura. Sul luogo una sola scritta, la formula che ha rivoluzionato completamente il XX secolo, scritta proprio con gli arti della vittima: E=mc2.
Inizia una corsa contro il tempo, brancolando nel buio che vede coinvolto il Commissario Ansaldi e gli uomini della sua squadra.
Una squadra a prima vista un po’ sgangherata: lui perennemente colpito da crisi di panico e in totale dipendenza dagli ansiolitici, appassionato di arte, quella vera, quella che mira alla Bellezza nel senso più alto del termine.
Tre uomini, tre giovani ispettori:
un devoto padre di famiglia, Caldara, un po’ succube della moglie che non comprende il suo lavoro;
un giovane latin lover, Leoncini, che colleziona flirts con donne meravigliose;
un appassionato di fantacalcio e cinema coreano, Di Chiara, che si punzecchia spesso e volentieri con il collega macho.
E infine il Vice Commissario: Eugénie Loy, una ragazza italofrancese che vive in un mondo tutto suo, che ha problemi a relazionarsi con gli altri, primi fra tutti i suoi colleghi, legata al suo superiore da un rapporto di stima quasi paterno.
Amante della buona lettura, una citazione del libro la descrive alla perfezione: Les gens les moins sensibles sont les plus heureux (Chamfort).
La trama è avvincente senza dubbio. Finisce un capitolo e non vedi l’ora di iniziare l’altro. Il ritmo è scandito dagli omicidi seriali legati da un filo conduttore che tiene il lettore col fiato sospeso in un crescendo di tensione sapientemente intervallata da episodi di vita quotidiana dei protagonisti. Protagonisti che non sono supereroi all’americana ma persone vere, genuine, concrete, con i loro limiti.
Il finale lascia sgomenti, atterriti, consapevoli che il male insito nell’uomo è così radicato nella sua storia da non conoscere fine.

Diversi i temi che ho ritrovato nel romanzo:
l’importanza del lavoro di squadra e il senso di appartenenza ad una squadra.
Lealtà e onestà, dedizione al lavoro, questo lavoro poi che è una vera e propria missione.
E poi c’è l’assurdità e atrocità degli estremismi e dei fanatismi che non hanno mai avuto e mai avranno risvolti positivi.
E su tutti l’importanza della coesistenza di scienza e religione.
Scienza e ragione, religione e fede che non per forza si escludono ma che si completano.
Vorrei concludere questa mia recensione con due frasi pronunciate dal Professor Van Helsing tratte da Dracula di Bram Stoker, proprio sui limiti della scienza e della fede:
“La nostra scienza vuole spiegare tutto, e se non spiega, allora essa dice che non è niente da spiegare”.
“La fede quella che permette noi di credere cose che noi sappiamo essere non vere”
Tra le due il giusto equilibrio.
Buona lettura!

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