Il Signore di Notte: Un giallo nella Venezia del 1605 di Gustavo Vitali

Recensione a cura di Isabella Novelli

Venezia 1605.

A Venezia un Signore di Notte, Francesco Barbarigo, capo della polizia del luogo, è incaricato di risolvere un caso di omicidio.

Un gentiluomo caduto in disgrazia, Nicolò Duodo: “un anziano signore che sopportava con dignità una vita modesta, di poche parole, riservato per non dire schivo, anche arcigno a esagerare, rimasto nell’avanzare degli anni e della miseria con pochi amici a fargli visita” viene ucciso in circostanze misteriose.

Subito si rende conto che non è a scopo di furto che Duodo è stato ucciso: “Dalla presenza del denaro sul tavolo e dall’uscio intatto il Signore di Notte pensò di poter escludere il delitto di un ladro sorpreso all’opera, un furto finito male, insomma. E poi, che tesori pensava di trovare un malvivente in quella casupola” 

Inoltre il Duodo, : “non aveva mai conosciuto una vita da vero patrizio, mai il lusso dei palazzi nobiliari, mai un ruolo sociale di prestigio” e questo aveva reso ancora più difficile l’individuazione di un movente per l’assassinio. 
Il Signore di Notte,  nel suo girovagare  incontra improvvisamente anche una donna misteriosa che lo affascina, “rimase tramortito, trascinato via da questa bellezza apparsa d’incanto, all’improvviso, perché di lei non si era accorto prima.” indaga sull’omicidio in mezzo a cortigiani, truffatori, malandrini e usurai e dopo una serie di supposizioni dimostratesi tutte non valide, arriverà, non da solo ma con l’aiuto di un capitano delle guardie, alla soluzione del giallo, dopo molteplici e rocambolesche avventure capitategli tra Venezia e Murano.

Un libro che parla di una Venezia antica in maniera esaustiva e puntuale, ricostruendo minuziosamente le atmosfere dell’epoca, dai costumi del tempo agli angoli più nascosti della città, che costruisce una vicenda piena di mistero e intrighi che catturano il lettore dall’inizio alla fine, lasciandolo con il fiato sospeso sino alle battute finali.

Un protagonista che attira con il suo carattere egocentrico, apparentemente sicuro di sé, ma dalle molte contraddizioni che si contraddice spesso ma arriva infine alla soluzione del caso. Un bel romanzo storico di cui si consiglia caldamente la lettura.

Venezia, 1605. Sullo sfondo della città dei dogi un magistrato goffo e pasticcione indaga sull’omicidio di un nobile caduto in miseria. Ricopre la carica di Signore di Notte, la magistratura alla quale la Serenissima Repubblica ha affidato la tutela dell’ordine pubblico, sei giudici e insieme capi della polizia.Il protagonista, Francesco Barbarigo, irrompe sulla scena del giallo anche con una buona dose di spocchia, dopo essersi incaricato delle indagini con una leggerezza pari solo alla propria impreparazione, che lo porterà a clamorose sconfitte prima di giungere alla soluzione del giallo, ma non ce la farà da solo.Si lancia dapprima lungo piste inconcludenti e si accanisce su tracce fasulle. Emerge nel frattempo un uomo dalla personalità controversa e di difficile interpretazione che sfoggia una sicurezza solo apparente, mentre dentro di lui covano le incertezze, lo divorano le angosce. Per lo più incappa in una stramba relazione con una donna indecifrabile e misteriosa che gli procura nuovi turbamenti.Il racconto produce tutta una serie di personaggi, i principali realmente vissuti all’epoca e riesumati grazie ad un lungo lavoro di documentazione. Attorno al protagonista agiscono figure da salotto, bellimbusti e cortigiane, prostitute e bari, ricchi aristocratici e nobili decaduti che vivacchiano ai margini della classe potere. Ci sono anche sgradevoli comparizioni di uomini violenti, come banditi e sbirri, distinti tra loro dai rispettivi ruoli, ma simili nell’agire sopraffattore. Non tutti reciteranno il ruolo di semplici comparse, ma assumeranno parti importanti nel romanzo, qualcuna perfino decisiva. Determinante nelle indagini sarà un capitano delle guardie che affianca il Signore di Notte aiutandolo a dipanare una matassa parecchio complessa.Così, passando tra disastri, colpi di scena, agguati e quant’altro il Signore di Notte e il suo capitano riusciranno ad arrivare alla soluzione del giallo, una soluzione sorprendente e degno corollario di una trama coinvolgente alla quale si aggiungono curiosità, particolari, aneddoti sui costumi e le vicende dell’epoca, che inquadrano il racconto nella dimensione storica dell’antica Serenissima assunta quasi a protagonista silenziosa.

  • Editore : autopubblicato (10 maggio 2020)
  • Copertina flessibile : 517 pagine
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