Leonardo Da Vinci. 500° 1519-2019. La vita(prima parte)

Per ricordare il genio, l’uomo, l’artista e l’inventore in occasione di quello che sarà nel prossimo anno il cinquecentenario dalla sua morte, Septem Literary inizia un viaggio e partiamo dalla nascita di questo grande uomo che ha calcato le scene di questa terra.

Vinci. Leonardo nacque nel 1452 a Vinci, borgo collinare vicino a Firenze, e l’appellativo da Vinci non era semplicemente un riferimento al luogo d’origine ma coincideva proprio con il nome della sua famiglia. Il primo documento che riguarda Leonardo è un “ricordo” scritto dal nonno paterno Antonio da Vinci che, come si usava per tradizione, registrò meticolosamente sull’ultima pagina di un vecchio libro di famiglia la data e l’ora di nascita del nipote: “1452. Nacque un mio nipote figliuolo di ser Piero mio figliuolo a dì 15 aprile in sabato a

Veduta di Vinci

ore 3 di notte. Ebbe nome Lionardo”.

La madre non è nominata, Leonardo era figlio illegittimo, nato cioè fuori del matrimonio, e fu allevato nella casa dei nonni paterni. Ser Piero, il padre, esercitava la professione di notaio a Firenze dove i da Vinci avevano svolto l’attività notarile per generazioni, già dai tempi di Dante. E’ ancora il nonno Antonio che in una denuncia al catasto registra la presenza in casa sua di “Lionardo figliuolo di detto ser Piero non legiptimo nato di lui et della Chaterina”.

Questo era dunque il nome della madre di Leonardo, la cui identità resta ancora misteriosa, forse una contadina, o forse invece una giovane appartenente a una famiglia importante decaduta, se si accoglie la notizia di uno fra i più antichi biografi di Leonardo che afferma:“era per madre di buon sangue”. Anche se non crebbe con lei, Leonardo dovette comunque mantenere un legame con la madre perché, quando già quarantenne risiedeva a Milano, la accolse (“Caterina venne a dì 16 di luglio 1493”) e la tenne con sé per due anni, fino alla morte (“Spese per la sotterratura di Caterina”, annoterà fra le sue carte).

Firenze. Nel 1468, all’età di sedici anni, Leonardo aveva lasciato Vinci per raggiungere il padre a Firenze e doveva aver dato prova del suo talento nel disegnare: il Vasari narra infatti che “Preso un giorno alcuni de’ suoi disegni, gli portò ad Andrea del Verrocchio, che era molto amico suo, e lo pregò strettamente che gli dovesse dire, se Lionardo attendendo al disegno farebbe alcun profitto. Stupì Andrea nel veder il grandissimo principio di Lionardo…”. 

Così il giovane Leonardo entrò come apprendista nella bottega del Verrocchio, una delle più fiorenti dell’epoca, che riceveva commissioni di rilievo anche da parte della potente famiglia dei Medici. Il periodo di formazione di Leonardo è caratterizzato dalla molteplicità delle competenze acquisite, non solo nel campo della pittura e della scultura, ma anche nell’ambito di quelle conquiste tecnico-scientifiche che contribuivano alla portata innovativa del Rinascimento fiorentino.

Nella Firenze del giovane Leonardo era infatti viva la lezione del Brunelleschi che aveva elaborato la prospettiva lineare e innalzato la cupola del duomo senza armatura.

E’ proprio nella bottega del Verrocchio che si realizza la grande sfera di rame che sarà collocata nel 1472 in cima alla lanterna marmorea a  completamento della cupola brunelleschiana.

Di questa esperienza Leonardo si ricorderà ancora, più di quarant’anni dopo, quando a Roma si occuperà della costruzione di specchi ustori e, per assemblarne le parti, tornerà con la memoria alla tecnica usata nella bottega del suo apprendistato: “Ricordati delle saldature con che si saldò la palla di Santa Maria del Fiore”. 

La formazione di Leonardo presso il Verrocchio si svolge insieme ad altri giovani pittori che saranno tra i maggiori di fine Quattrocento e inizio Cinquecento: Sandro Botticelli, il Perugino, Lorenzo di Credi e Domenico Ghirlandaio (presso il quale, a sua volta, andrà a bottega il giovane Michelangelo). Le tecniche di apprendimento sono basate sul disegno dal modello, la copia dall’antico, la resa degli effetti di luce e ombra, lo studio dei panneggi. Vasari sottolinea l’interesse di Leonardo fin dagli esordi per il “ritrar di naturale” e “far modegli di figure di terra”: si trattava di affinare gli strumenti a sua disposizione per esercitarsi nell’osservazione del dato naturale o per cominciare a cogliere, come in “alcune teste di femine che ridono”, quelli che nei suoi scritti avrebbe poi definito “i moti mentali”.

Nel 1472 Leonardo risulta iscritto al registro dei pittori della compagnia di San Luca; questo significa che a ven’anni era già in grado di accettare commissioni indipendenti. 

Al 1473 risale il disegno del Paesaggio della Vallata dell’Arno, come la si può osservare dal Montalbano presso Vinci, che è la sua prima opera conosciuta. Ancora nella bottega del Verrocchio collaborò con lui al Battesimo di Cristo (Firenze Uffizi); a questo episodio si riferisce l’aneddoto del Vasari, privo di fondamento storico ma significativo, sul maestro che vistosi superato dall’allievo “mai più non volle toccar colori, sdegnandosi che un fanciullo ne sapesse più di lui”.

Fra le prime opere eseguite autonomamente vi sono: l’Annunciazione, Il Ritratto di Ginevra Benci, alcune Madonne identificabili con la Madonna del Garofano e la Madonna Benois.

Risale al 1476 un processo per sodomia in cui Leonardo fu coinvolto e poi assolto insieme ad altri giovani legati all’ambiente delle botteghe degli artisti e artigiani, ma anche all’aristocrazia. Proprio al talento artistico e alle inclinazioni del giovane Leonardo sembra fare riferimento la Cronica Rimata del pittore Giovanni Santi, il padre di Raffaello, che nomina Leonardo e il Perugino come “Due giovin par d’etade e par amori”.

Nel 1478 ricevette il prestigioso incarico di eseguire la pala d’altare per la cappella di San Bernardo in Palazzo Vecchio, opera che però non realizzò, forse anche per la grave situazione politica determinatasi proprio in quell’anno con la congiura dei Pazzi.

Lorenzo de’ Medici, salvatosi dai congiurati che avevano ucciso il fratello Giuliano, riuscì comunque a consolidare il suo potere e, con grande abilità politica e diplomatica, assicurò non solo a Firenze ma all’Italia intera un’epoca di pace e fioritura delle arti.

Fu proprio il Magnifico a inviare Leonardo a Milano presso Ludovico Sforza, detto il Moro, con un’iniziativa di carattere sia diplomatico che culturale; si trattava di un’ambasceria a cui Leonardo partecipò non in qualità di pittore ma di musico e inventore di una lira a forma di teschio di cavallo. Con la sua partenza a trent’anni, nel 1482, da Firenze alla volta di Milano, Leonardo lasciava incompiuta la grande tavola dell’Adorazione dei Magi, come anche il San Girolamo.

By Sara Valentino

Fonte Leonardo da Vinci. Artista Scienziato Inventore. Giunti

 

 

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