Widdershins di Jordan L. Hawk

Uno studioso solitario. Un detective privato. E un libro d’incantesimi che potrebbe distruggere il mondo intero. L’amore è pericoloso. Fin dalla tragica morte dell’adorato amico, Percival Endicott Whyborne ha spietatamente soppresso qualunque sentimento per altri uomini. Preferisce trascorrere le sue giornate a studiare lingue morte nel museo dove lavora. Così, quando l’affascinante ex-Pinkerton Griffin Flaherty lo contatta per tradurre un libro misterioso, Whyborne vuole solo finire il lavoro e sbarazzarsi del detective il più in fretta possibile. Griffin ha lasciato la Pinkerton dopo la morte del suo partner. Si è messo in proprio, e ora deve investigare sull’assassinio di un giovane benestante. Unico indizio: un libro in codice un tempo appartenuto alla vittima. Il progredire delle indagini fa avvicinare i due uomini, e il fascino dissoluto di Griffin rischia di far crollare il ferreo autocontrollo di Whyborne. Ma quando la coppia scopre le prove dell’esistenza di un potente culto determinato a dominare il mondo, Whyborne è costretto a scegliere: rimanere da solo e al sicuro, oppure rischiare tutto per l’uomo che ama.

Copertina flessibile: 322 pagine
Editore: Independently published (17 aprile 2018)
Collana: Whyborne & Griffin
Lingua: Italiano
ISBN-10: 1980861544
ISBN-13: 978-1980861546

Recensione a cura di Cinzia Cogni

“Widdershins” è un romanzo che in realtà non saprei ben definire: fantasy? storico? thriller? esoterico? romantico? erotico? gotico?
E se vi dicessi che contiene esattamente tutti questi generi? Se vi dicessi che l’autrice si è ispirata al ciclo “Cthulhu” creato dallo scrittore Lovercraft, dando vita ad una storia diversa eppure credibile?
Se siete curiosi e amate le storie originali, allora questo è il romanzo che fa per voi! La sinossi spiega solo una parte, il resto va letto e compreso…

“Il mondo era spaventosamente fragile e la vita di ogni giorno non era altro che una sottile pellicola posata su infinite profondità di caos e terrore.”

Il protagonista è Percival Endicott Whyborne, uomo schivo, chiuso in se stesso, la cui attrazione verso gli altri uomini lo ha portato ad isolarsi e a nascondersi, il romanzo infatti è ambientato in epoca Vittoriana quando dichiararsi omosessuali si rischiava il carcere, la perdita del lavoro e perfino il disprezzo della società.
Stimato filologo di grande talento si ritrova a dover tradurre un antico manoscritto, senza immaginare che racchiude antichi saperi che vanno oltre la cognizione umana.
Ad indagare assieme a lui c’è Griffin Flaherty, ex agente dell’agenzia Pinkerton, uomo affascinante, in apparenza sicuro di sé, ma a sua volta tormentato da un passato difficile.

” Non avevo mai avuto il coraggio di rivolgergli la parola, né a lui né a nessuno degli altri giovani attraenti che partecipavano regolarmente agli eventi del museo. Sicuri di sé e a proprio agio in qualunque situazione: era come se appartenessero a una specie completamente diversa dalla mia, come gli uccelli colorati che osservavo col binocolo. “

I due protagonisti si ritroveranno ad affrontare qualcosa di imprevedibile, a combattere un nemico oscuro e terrificante e al tempo stesso dovranno sconfiggere i loro demoni interni che inevitabilmente riemergeranno.
Fare pace col passato sarà una priorità per entrambi e non sarà nemmeno semplice gestire la passione che li coinvolge e che potrebbe essere la loro rovina.
Una storia che inizia lenta senza lasciare intravedere nulla di come si evolverà, per poi accompagnare il lettore in una corsa mozzafiato, fra colpi di scena, misteri ed emozioni adrenaliniche fino all’ultima pagina.

” …dentro di me cresceva la convinzione che quegli occhi invisibili non stessero solo guardando me, ma dentro di me, come se i segreti della mia anima non fossero altro che parole scritte su una pagina, pronti a rivelarsi a chiunque fosse in grado di leggerli.”

Particolarità di questo romanzo è la presenza di una sola donna coprotagonista, l’egittologa Christine Putnam, dal carattere forte ed indipendente (inevitabile visto l’epoca in cui si svolge, per poter sopravvivere in ambito lavorativo in una società maschilista) in contrasto con il lato dolce e remissivo del suo amico Whyborne.

” …come il direttore aveva detto a Flaherty, lui era deciso ad avvalersi dei “migliori” e questo significava accettare qualsiasi genere di eccentricità. Incluso, naturalmente, l’essere una donna.”

Fin dall’inizio lettura, ho avuto la sensazione che la scelta dei due protagonisti fosse un pretesto per trattare il tema dell’omosessualità e procedendo nel racconto la mia percezione è diventata certezza! Una scelta coraggiosa da parte dell’autrice che è riuscita nell’intento amalgamando un tema così delicato con il resto della storia:tra confraternite e mostri, al limite del paranormale, si alternano i tormenti dei due protagonisti.

“Se solo fossi nato ai tempi di Ercole e Iolao o di Achille e Patroclo, o di Alessandro Magno ed Efestione…invece ero condannato a sentirmi un estraneo nella mia stessa Patria per sempre escluso dalla compassione e dall’affetto.”

La scrittura è chiara e scorrevole, le atmosfere sono cupe e ricche di suspense come ci si aspetta da un romanzo gotico seppur mixato ai racconti horror ma senza eccessi. La descrizione fisica e psicologica dei personaggi è talmente precisa , da riuscire ad immaginare i volti e sentirsi così, ancor più coinvolti nella lettura.
Un libro inaspettato per me, che pur non amando la parte romantica e paranormale, mi ha trasportato senza difficoltà, in questo mondo surreale e ricco di misteri, per poi scoprire sul finale, che è la prima parte di un ciclo dove le avventure di Whyborne e Griffin continueranno…se amate il genere non potete perdervelo!

“Prima dell’arrivo di Griffin vivevo dentro a una fotografia: un duplicato della vita, senza colori né profondità. Sarei riuscito a tornare indietro, ora che avevo visto l’alternativa?”

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