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La bottiglia di Napoleone di Marco Vozzolo

Recensione di Sara Valentino

“La bottiglia di Napoleone” è una di quelle letture che mi piace incasellare tra quelle stupefacenti, quelle che vorresti sapere cosa accadrà, quelle che non vorresti congedarti dai suoi protagonisti.

Marco Vozzolo, grande amante di storia, si rivela in questo romanzo anche come appassionato di vini e sommelier facendoci esplodere i sensi olfattivi e gustativi. Non solo ovviamente, ci trasporta in Provenza siamo immersi in campi di lavanda, che personalmente adoro, tra vigneti e vecchie mura, cantine che conservano antichi ricordi, i profumi e il sole di questa terra ci strappano dalla nostra quotidianità per vivere una storia straordinaria anche dal punto di vista umano.

Lo stile narrativo alterna due periodi storici, il 2020 e il 1796.

Nel Luglio 1796 nelle campagne di Modena, siamo testimoni tra le tende dell’accampamento dell’armata francese di come vivessero i soldati, in modo particolare un gruppo di fucilieri a bivaccare scaldando le gavette. Sorseggiare cognac e assistere a amplessi tra soldati e meretrici. Lazare, uno dei protagonisti, è un fuciliere e in una di quelle sere ascolta Baste, il cantiniere personale di Napoleone, raccontargli delle viti, del terreno, di come il vigneron attraverso oculate scelte potrà originare un buon vino,

E ancora sui campi di battaglia, siamo testimoni delle parole di Napoleone, ci muoviamo tra corpi senza vita e resti e rottami, l’odore acre di fumo, l’assordante rumore dei cannoni, Bassano del Grappa, un intero reggimento di fucilieri fatto a pezzi. Il destino di Lazare, o la sua nuova vita, prende avvio da questi giorni, da questo dolore e da una perdita che lo segnerà per sempre.

“Quando ingoiò il sorso di rum, mandò giù anche una mistura di muco, terra e sangue. Provò un disgusto tale che gli si contrasse il volto, ma era vero, la tensione si era un po’ sciolta, come il groppo in gola”

Luc vive in Provenza, con la figlia, la piccola Tami, sorda dalla nascita, vedovo da poco cerca di affrontare il dramma della perdita.

Il legame tra Lazare, Luc e Tami travalicherà lo spazio e il tempo, un abbraccio etereo, una unione che nascerà a poco a poco come i segni dal passato disseminati come in una caccia al tesoro a voler significare che mai bisogna arrendersi.

Purtroppo una grossa azienda sta cercando di far crollare le attività di viticultura presenti da molto tempo sul territorio; lo scontro tra il lento lavorio e la secolare tradizione, lo scorrere del tempo più lento rispetto a quello a cui sono abituate le grandi città e lo sguardo del marketing e degli affari a discapito della qualità è papale. Sta un po’ anche a noi capire in quale delle barricate schierarsi.

Ho ballato su una giostra di sentimenti contrastanti, ho assaporato la rabbia verso gli ingloriosi “cattivi”, la malvagità di chi sa solo calpestare per invidia e per arrivare a un traguardo, ho amato la passione che da sola sa essere il motore per non arrendersi alla disonestà.

“Stammi a sentire, fanciulla, potresti sperare nella compassione della gente, ma quello su cui devi contare davvero è l’essere stimata per quello che sei. Per quello che farai. Ma soprattutto, per come lo farai”

Un romanzo che sa essere un segnale luminoso, attraverso i secoli, perchè l’uomo non è mai cambiato nelle epoche storiche, ci insegna a convivere con le nostre disgrazie, ci lascia la speranza che c’è un momento di sole per tutti, come quello della odorosa, colorata e mite Provenza.

“Capita, a volte, che non si conosca il motivo per il quale gli eventi ti portano a incrociare l’esistenza di un’altra persona, che poi rimarrà nella tua vita nel bene o nel male”

Marco Vozzolo è riuscito a unire la Storia e il presente con una bottiglia di vino polverosa, il vino è il grande protagonista, è riuscito a portarci in una magia, a sovrapporre, fondere, intrecciare storie anche con l’uso di un tam-tam letterario tra passato e presente che fa vibrare le emozioni del lettore.

Trama. Aprile 2020. Luc gestisce una modesta e malmessa azienda vinicola insieme a sua figlia Tami a Châteauneuf du Pape, un piccolo paese in Provenza circondato da meravigliosi vigneti e sterminati campi di lavanda. L’uomo non si è ancora del tutto ripreso dalla scomparsa della moglie e risanare l’attività sembra impossibile; a complicare maggiormente le cose c’è il difficile rapporto con la figlia preadolescente Tami, la quale essendo quasi del tutto sorda si sente isolata dal mondo e viene derisa dalle coetanee. Luglio 1796. La vita di Lazare, giovane soldato dell’armata napoleonica, viene stravolta il giorno in cui da attendente del fornitore personale di vino del generale Bonaparte si ritrova a far parte del plotone. In battaglia perderà una gamba e una volta tornato a casa sua, proprio a Châteauneuf du Pape, metterà in pratica gli insegnamenti ricevuti nella cura della vite. Scriverà un diario in cui nasconderà le sofferenze causate dalle mutilazioni subite e incrocerà l’esistenza con Tami in un limbo temporale che li vedrà incredibilmente vicini.

  • Editore : Bookroad (22 aprile 2021)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 360 pagine

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