Leggenda filo rosso del destino

Per raccontare questa leggenda ho scelto di usare la fotografia con cui Claudia Renzi ha deciso di partecipare al nostro contest sul gruppo facebook #scattaloradelmistero.

La leggenda del filo rosso narra una storia bellissima di emozione e di amore. Nasce in Oriente ma viene tramandata per secoli in tutto il mondo. Racconta delle anime destinate a stare insieme per sempre perchè legate da questo filo rosso. Si tratta di anime gemelle legate in maniera INDISSOLUBILE, l’unione sarà più forte di tutto.

La storia del filo rosso è una delle più belle leggende giapponesi sull’amore, Unmei no akai ito.
(運命の赤い糸)
Dobbiamo far risalire la storia in realtà alla Cina della dinastia Tang che governò dal 618 e fino al 907 d.C.
Secondo la tradizione ogni persona nasce con un sottilissimo filo rosso legato al mignolo della mano sinistra a sua volta legato alla sua anima gemella.
Il protagonista della storia è Wei, un uomo orfano dalla tenera età, con il desiderio di trovare una donna, sposarsi e amarsi per sempre.
Giunto all’età adulta si trova ancora solo senza aver trovato l’anima gemella. Durante un viaggio incontrò un uomo anziano sui gradini di un tempio, il Dio dei matrimoni. L’anziano stava leggendo un libro e raccontò a Wei che la sua promessa sposa al momento aveva solo tre anni, gli disse che avrebbe dovuto attendere quattordici anni prima di conoscerla. L’uomo era appoggiato a un sacco e Wei, deluso e incuriosito gli chiese quale fosse il contenuto. Gli fu detto che conteneva del filo rosso che serviva per legare i piedi di mariti e mogli. Un filo  invisibile e impossibile da tagliare, per cui una volta che due persone sono legate tra loro saranno destinate a sposarsi indipendentemente dai loro comportamenti o dagli eventi che vivranno.
Wei non credette alle parole dell’anziano e nemmeno volle sentirsi legato, decise dunque di scegliersi da solo una sposa e ordinò al suo servo di uccidere la bambina destinata a diventare sua moglie. Il servo pugnalò la bambina ma non riuscì nell’intento, la bimba rimase solo ferita. Nel frattempo Wei, all’oscuro dell’accaduto, continuò la sua solita vita alla ricerca della moglie.

Quattordici anni dopo Wei, ancora celibe, conobbe una bellissima ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia agiata e si sposò con lei. La ragazza portava sempre una pezzuola sulla fronte e Wei, dopo molti anni, le chiese per quale motivo non se la togliesse nemmeno per lavarsi. La donna, in lacrime, raccontò che quando aveva tre anni fu accoltellata da un uomo e che le rimase una cicatrice sulla fronte; per vergogna la nascondeva con la pezzuola. A quelle parole Wei, ricordandosi dell’incontro con il Dio dei matrimoni e dell’ordine che dette al suo servo, confidò alla donna di essere stato lui a tentare di ucciderla. Una volta che Wei e la moglie furono a conoscenza della storia si amarono più di prima e vissero sereni e felici.

Fonti

Iopensopositivo.it wikipedia

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