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L’ultima rosa di aprile. Simonetta Cattaneo Vespucci, la Venere di Botticelli di Simona Bertocchi

Recensione a cura di Cinzia Cogni

 “Il mio volto compariva ovunque, ero icona di un era, cantata dai poeti, Musa degli artisti, Venere ritrovata. Ero Simonetta Cattaneo Vespucci,  la sans par, come mi definì il Magnifico.”

“L’ultima rosa di aprile” è un romanzo storico con una vena poetica e romantica che ti incanta fin dalle prime pagine, dove si esalta la bellezza e l’amore, ma senza tralasciare la parte storica in cui è ambientato: Firenze del XV secolo, la culla del rinascimento italiano, uno dei periodi più fiorenti in campo artistico del nostro paese.
Simona Bertocchi ha scelto di raccontare una delle donne più enigmatiche della storia, ovvero Simonetta Cattaneo Vespucci, entrata nel mito grazie al dipinto “la Venere” di Botticelli e di cui si hanno pochissime informazioni sulla sua vita privata.
È pur vero, che fu davvero breve il suo passaggio su questa terra, morì a soli 23 anni ufficialmente di tisi( ma si sospetta l’avvelenamento)e senza lasciare eredi, eppure,  tale fu l’impronta che lasciò, e non solamente per la sua bellezza,  che il suo ricordo divenne immortale e prova è che dopo 500 anni suscita ancora curiosità e fascino.

” Candida è ella, e candida la vesta
   ma pur di rose e fior dipinta e d’erba…
  …Nell’atto regalmente e mansueta
  e pur col ciglio le tempeste acqueta.”
( Stanze I.43 di Agnolo Poliziano)

Mai avrebbe immaginato il Poliziano che i prossimi versi rivolti a Simonetta sarebbero stati degli epitaffi.

Parlare di questa musa che ispirò non solo  Botticelli, ma anche altri artisti, scrittori e poeti di quel periodo, significa immergersi completamente nella Firenze medicea e ritrovare i suoi numerosi protagonisti, a partire da Lorenzo De Medici ed il fratello Giuliano. È proprio quest’ultimo a rubare il cuore di Simonetta, seppur già sposata con Marco Vespucci;  per entrambi non sarà solo una passione improvvisa, un fuoco di paglia destinato a spegnersi…l’amore che li lega è talmente forte da non preoccuparsi dei pericoli intorno a loro, dalla gelosia di Marco Vespucci all’onore delle loro famiglie, fino ai vari interessi politici in considerazione della loro importante posizione sociale.

” Doveva ammettere a se stesso che l’aspettativa di essere consacrato cardinale con l’appoggio del fratello Lorenzo si stava facendo sempre più debole…poiché la sua indole era decisamente più predisposta alle arti, alle lettere, al piacere dei viaggi e all’innamoramento. La confusione lo dilaniava. L’unica certezza era quell’amore incerto.”

Nel romanzo di Simona Bertocchi c’è esattamente tutto questo e anche molto di più, perché non si limita a narrarci una storia fondendo la realtà con la sua fantasia, ma dona corpo e anima ad ogni personaggio e la bella Cattaneo rivive in queste pagine, mostra il suo carattere, la sua intelligenza, il suo pensiero, il suo punto di vista.
Lo stesso Giuliano, che per una volta non è solo l’ombra del fratello ma il vero protagonista, spicca per la sua sensibilità e per la sua cultura, differenziandosi però da Lorenzo per il carattere più passionale, meno calcolatore e poco interessato alla vita politica.
Simonetta e Giuliano, come Venere e Marte, l’altro dipinto di Botticelli che da sempre fa parlare di sé per le anologie dei protagonisti e della loro storia, diventano così l’icona di un amore puro ed impossibile e di quella bellezza, simbolo del rinascimento.
Un amore  passionale, platonico per l’immaginario e carnale al tempo stesso, al centro di intrighi e guerre di potere che ben conosciamo e che l’autrice condensa in questo  romanzo, senza tralasciare nessun personaggio né evento importante, fino a giungere alla congiura dei Pazzi e di conseguenza alla morte di Giuliano, esattamente due anni dopo la scomparsa della sua amata.

“Giuliano aspettò che il respiro di Simonetta si calmasse, che le mani smettessero di stringere e, dopo un altro bacio lento e dolcissimo,  se ne andò… Simonetta rimase immobile sul letto, con gli occhi ancora colmi d’amore,  ascoltando il rumore degli zoccoli del cavallo che si allontanava.”

Il 26 aprile del 1476, proprio come una rosa sfiorita, Simonetta Vespucci muore e lo stesso giorno del 1478 Giuliano De Medici perisce per le coltellate inferte durante la congiura; ma la primavera non ferma mai il suo corso e come Cloris e Mercurio, i due giovani verranno ritratti ancora una volta dall’amico e artista Botticelli che ,consapevole o meno, gli darà una nuova vita sulla tela, rendendoli immortali.

“Quello sguardo…gli occhi di Cloris su Mercurio…sembrano attirati da una forza che li unisce nell’infinito. “

Da tempo non leggevo un romanzo storico così emozionate, dove amore e arte si fondono completamente donandoci una storia unica ed eterna che grazie alla sensibilità dell’autrice crea la speranza che quell’amore sia sopravvissuto alla morte.

Simonetta Cattaneo, Musa di Botticelli che la immortalò nella sua Venere, fu il simbolo della bellezza rinascimentale. Se però tutti conoscono, grazie al genio del pittore fiorentino, le sue sembianze, poche sono le fonti storiche a cui attingere per tratteggiarne il profilo. Andò in sposa a sedici anni al nobile Marco Vespucci, che ben presto perse interesse verso di lei, segnò un’epoca e una corte, quella della prima signoria d’Italia: Firenze. La sua grazia, la sua volontà a ribellarsi a un matrimonio infelice, la sua natura anticonformista le conquistarono l’ammirazione di Lorenzo il Magnifico che la definì la sans par e l’amore di Giuliano de’ Medici ma le attirarono anche l’antipatia delle dame fiorentine sì come la sua personalità inquieta incantò poeti e artisti. Fu al centro di intrighi, scandali, alleanze strategiche; oggetto e soggetto di passioni divoranti e di espressioni d’amore cortese. Morì giovanissima a soli ventitré anni forse per tisi o forse vittima di avvelenamento. Ed entrò nel mito, lei che in vita non aveva mai cercato la fama. Simona Bertocchi, in perfetto equilibrio tra Storia e narrazione, ne traccia una sorta di biografia lirica in cui misteri e colpi di scena si susseguono al ritmo di una danza rinascimentale in cui si muovono le tre anime del racconto: la splendida Simonetta, il giovane e colto Giuliano, il genio artistico di Botticelli.

  • Editore : Giovane Holden Edizioni (1 ottobre 2016)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina flessibile : 184 pagine

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