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Mille rimpianti di Grazia Maria Francese – MARCO SITTICO D’ALTEMPS

Secondo appuntamento con la scrittrice Grazia Maria Francese! Oggi ci present il secondo personaggio del suo nuovo romanzo:
Mille rimpianti: Verso il Japòn

Se vi siete persi la prima tappa la trovate a questo link: TOYOTOMI HIDEYOSHI il vagabondo che diventò shogun

MARCO SITTICO D’ALTEMPS

Una stirpe di santi e di briganti

“«Questo giovanotto ha un portamento magnifico» aveva commentato il cardinale, rivolgendosi a un uomo dai baffi biondi «mi sembra uno spreco farne un segretario. Che ve ne pare, Mark?»
«Afete racione, zio» aveva risposto costui, storpiando in modo atroce le parole con il suo accento tedesco. «Sempra più adatto a comantare lanzi.»
«Messer Valignano, questo è mio nipote Mark Sittich von Hohenems» aveva detto il cardinale.
A venticinque anni Sittich era già una leggenda. Aveva partecipato alle campagne di suo zio, distinguendosi sul campo di battaglia. Alla morte del Medeghino, preso il comando delle truppe, una spedizione vittoriosa contro i turchi gli aveva fatto ottenere l’Ordine di San Giacomo.
La sua famiglia era immensamente ricca. Fonte di quella prosperità era l’arruolamento di lanzi, i mercenari tedeschi. L’abbigliamento di Sittich, per quanto molto più sontuoso, ricordava quello dei terribili soldati che avevano saccheggiato la Città Eterna trent’anni prima: brache di seta gialle e rosse, farsetto dalle maniche a sbuffo, berretto piumato…”
(Mille rimpianti – Verso il Japòn, cap. VIII)

Quello che mi sorprende sempre, studiando la storia, è che vicende simili tendono ad accadere nello stesso periodo in paesi anche molto lontani, come Italia e Giappone. Abbiamo parlato di Toyotomi Hideyoshi, il vagabondo che diventò shogun. La famiglia di Mark Sittich von Hohenems, più noto con il nome latinizzato di Marco Sittico d’Altemps (1533-95) non ebbe una storia molto diversa.
Artefice delle fortune della stirpe fu uno zio di Mark (un altro, non quello del brano citato sopra): Gian Giacomo Medici detto il Medeghino. Figlio di un usuraio, cresciuto a Milano e costretto a fuggire per avere accoltellato un rivale, costui mette insieme una masnada di briganti che infesta il lago di Como.
Le sue imprese si caratterizzano per una sorta di feroce umorismo. Per convincere i ricchi possidenti della zona, vittime dei sequestri di persona a far versare in fretta il riscatto, li tiene imprigionati “testiculis in vinculis” fino al pagamento della somma.
Sempre braccato, sul punto di essere stanato, sempre più ricco grazie al frutto delle sue poco gloriose imprese, il Medeghino impara a inserirsi nei giochi di potere della sua epoca: finisce per diventare capitano di ventura e in seguito uomo di fiducia dell’imperatore Carlo V.
Nel frattempo provvede a sistemare la famiglia. Il fratello Gian Angelo viene avviato alla carriera ecclesiastica: diventerà cardinale e in seguito Papa, con il nome di Pio IV. Una delle sorelle, Margherita, sposa il conte Gilberto II Borromeo: tra i suoi figli ci sarà il futuro San Carlo Borromeo. L’altra sorella, Clara, sposa Wolf Dietrich von Hohenems arruolatore di “lanzi”.
Da questa unione nascerà Mark o Marco Sittico, futuro cardinale d’Altemps, più noto come collezionista di antichità che per le sue imprese guerresche. Ancora oggi i pezzi migliori della sua collezione si possono ammirare a Palazzo d’Altemps, una delle sedi del Museo Nazionale Romano.

 

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